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Permessi Legge 104, vanno concordati?

30 Ottobre 2019 | Autore:
Permessi Legge 104, vanno concordati?

Per fruire dei permessi retribuiti per l’assistenza di familiari con handicap è necessario un accordo con l’azienda o con l’amministrazione?

I lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 [1] hanno diritto a fruire, ogni mese, di tre giorni di permessi retribuiti (frazionabili anche a ore).

Lo stesso diritto è accordato anche al lavoratore disabile grave (ossia con handicap riconosciuto in situazione di gravità), che può fruire, alternativamente, di tre giorni di permessi mensili, frazionabili in misura oraria, oppure di 2 ore di permessi giornalieri retribuiti (un’ora di permesso al giorno, nell’ipotesi in cui l’orario giornaliero non superi le 6 ore).

Ma i permessi Legge 104 vanno concordati col datore di lavoro? In altre parole, perché il lavoratore si possa assentare deve prima raggiungere un accordo con l’azienda, o con l’amministrazione?

I permessi retribuiti possono essere fruiti in qualsiasi momento o vanno programmati?

Cerchiamo di capire entro quali limiti possono essere fruiti i permessi legge 104, senza dimenticare che la loro finalità risiede nella cura e nell’assistenza del disabile: da una parte, dunque, il lavoratore non può beneficiare di queste assenze utilizzandole per altre finalità, ma dall’altra parte il datore di lavoro non può compromettere il diritto alla fruizione dei permessi, in quanto lederebbe il diritto del disabile alla cura ed all’assistenza. Ma procediamo con ordine.

Chi può chiedere i permessi 104?

Oltre al disabile portatore di handicap grave lavoratore dipendente, possono beneficiare dei permessi retribuiti i lavoratori subordinati che assistono un familiare portatore di handicap in situazione di gravità:

è necessario che l’handicap sia riconosciuto da un’apposita commissione medica; per sapere come richiedere il riconoscimento dell’handicap: Domanda legge 104, invalidità, accompagno.

Nello specifico, i permessi legge 104 spettano per i seguenti familiari:

  • genitori;
  • coniuge;
  • convivente more uxorio: si tratta del convivente di fatto (è sufficiente che sia stata effettuata la dichiarazione di convivenza anagrafica al Comune di residenza, non è necessaria la firma di un patto di convivenza);
  • partner unito civilmente;
  • parenti e affini entro il 2° grado;
  • parenti e affini entro il 3° grado (solo in casi particolari).

familiari entro il 3° grado hanno diritto ai permessi se il genitore o il coniuge (e ora il convivente) del disabile:

  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono invalidi a carattere permanente;
  • sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Per approfondire, qui la Guida ai permessi legge 104.

Come si chiedono i permessi legge 104 all’Inps?

Il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave riconosciuto, per beneficiare dei permessi, deve inviare all’Inps la domanda di permessi legge 104, compilando e inoltrando il modello SR08_Hand 2.

In merito alla domanda dei permessi, è possibile avvalersi dell’aiuto di un patronato o di un’associazione di categoria, del call center Inps (raggiungibile al numero 803.164 o 06.164.164, per chi chiama da cellulare), oppure è possibile compilarla ed inviarla online dal sito web dell’Inps (per accedere al sito web è necessario essere in possesso del pin dispositivo dell’Inps, dell’identità digitale Spid o della Cns, carta nazionale dei servizi). Per l’invio dal portale web dell’Inps è necessario scegliere il servizio “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”, e compilare il modello online, al quale deve essere allegata la documentazione necessaria

Come si chiedono i permessi legge 104 al datore di lavoro?

Al datore di lavoro non deve essere presentata un’apposita domanda di autorizzazione ai permessi legge 104, ma è sufficiente inoltrare una copia del modello SR08_ Hand 2 inviato all’Inps e l’autorizzazione rilasciata dall’Istituto.

Alcune aziende e amministrazioni richiedono comunque l’invio di una domanda (qui il Facsimile domanda permessi legge 104 al datore di lavoro): bisogna però precisare che l’azienda, o l’amministrazione da cui si dipende, non ha discrezionalità in merito alla concessione dei permessi, ma può esclusivamente verificare l’esistenza dei requisiti per la loro fruizione.

Il datore di lavoro deve quindi verificare in concreto l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione delle agevolazioni, rispetto alle quali non ha, tuttavia, alcuna ulteriore discrezionalità [2].

I permessi legge 104 devono essere concordati?

Il lavoratore, sebbene non abbia necessità di essere autorizzato dal datore di lavoro a fruire dei permessi, deve rispettare, quando possibile, una programmazione- calendario.

Nel dettaglio, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore che assiste il disabile una programmazione dei 3 giorni di permesso mensile, a condizione che [3]:

  • il lavoratore sia in grado di individuare in anticipo le giornate di assenza;
  • non venga compromesso il diritto del disabile a beneficiare di un’assistenza effettiva;
  • la programmazione non sia imposta unilateralmente dal datore di lavoro, ma segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Programmazione permessi legge 104 scuola e dipendenti pubblici

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, la circolare del Dipartimento della funzione pubblica sulle “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza alle persone con disabilità” [5] prevede che i lavoratori, beneficiari dei permessi legge 104, siano tenuti a comunicare al Dirigente competente i giorni di assenza per permessi legge 104:

  • con congruo anticipo;
  • se possibile con riferimento all’arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa e didattica, salvo dimostrate situazioni di urgenza.

La programmazione dei permessi legge 104 può essere cambiata?

Nonostante la programmazione, il lavoratore può comunque modificare le giornate concordate in precedenza per la fruizione dei permessi legge 104 unilateralmente, senza necessità di accordi con l’azienda, spostandole ad altre date: questo è possibile in quanto le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative dell’impresa [4].

Si possono cambiare i permessi legge 104 da giornalieri a orari e viceversa?

Il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave può cambiare, da un mese all’altro, il tipo di permesso richiesto, da giornaliero a orario e viceversa, previa modifica della domanda precedentemente presentata.

La variazione può essere eccezionalmente consentita anche nel corso di ciascun mese, nel caso in cui sopraggiungano esigenze improvvise e non prevedibili al momento della richiesta dei permessi, che devono essere opportunamente documentate dal lavoratore.


note

[1] L. 104/1992.

[2] Inps Circ. 53/2008.

[3] Risp. Interpello Min. Lav. 1/2012.

[4] Risp. Interpello Min. Lav. 31/2010.

[5] Dipartimento per la Funzione pubblica, Circ. 13/2010.


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