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Conti pubblici: altra botta all’Italia

29 Ottobre 2019
Conti pubblici: altra botta all’Italia

L’organo consultivo dell’Unione europea: poca trasparenza nello stop alla procedura d’infrazione, il Governo italiano tende a violare le regole. 

L’Italia, insieme al Belgio, al Portogallo e alla Slovenia, è uno degli Stati dell’area euro in cui si riscontra “una ricorrente tendenza a presentare bozze di bilancio che sono a rischio di deviazione significativa” dalle regole. Lo sottolinea l’European Fiscal Board, nel suo rapporto annuale diffuso oggi. Belgio, Italia, Portogallo e Slovenia, rileva l’organo consultivo della Commissione Europea, hanno presentato bilanci tendenti a violare le regole in ciascuno degli ultimi tre anni.

Secondo l’Efb, “la Commissione Europea è stata di manica larga con l’Italia per quanto riguarda i conti pubblici del 2018. L’esecutivo Ue non ha proposto per l’Italia misure correttive, malgrado la deviazione significativa del Paese e il mancato rispetto del parametro del debito nel 2018. Contrariamente alla prassi del passato, un impegno da parte del Governo è stato usato come argomento per non lanciare una procedura per deficit eccessivo”.

Nel caso dell’Italia, “i dati finali per il 2018 hanno mostrato una deviazione significativa dal percorso raccomandato di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine, anche dopo aver tenuto conto del margine discrezionale. In più l’Italia non ha rispettato il parametro di riduzione del debito per il 2018, ai sensi del patto di stabilità”. Il 5 giugno scorso, ricorda ancora l’Efb, “la Commissione ha diffuso un rapporto ex articolo 126.3 per l’Italia, il sesto da quando l’Italia ha corretto il suo deficit eccessivo nel 2013”.

Secondo i dati notificati nell’aprile del 2019, “il rapporto debito/Pil è aumentato nel 2018, raggiungendo il 132,2%”, cosa che indicava “una chiara violazione del parametro di riduzione del debito”.

Eppure, ricorda ancora l’Efb, “dopo aver esaminato altri fattori rilevanti, incluso il mancato rispetto del percorso raccomandato di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine, il rapporto ha concluso che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo non era giustificata”. Il nostro Paese, sottolinea ancora l’Efb, è stato tra quelli che hanno sovrastimato la crescita nominale del Pil per il 2018, insieme a Danimarca e Spagna, “principalmente” a causa di un deflatore del Pil “più basso che in passato”.

Il piano di bilancio pluriennale del nostro Paese, rileva l’Efb, “era basato su proiezioni di crescita del Pil eccessivamente ottimistiche”, cosa che “sembra essere una caratteristica ricorrente dei piani di bilancio italiani, circostanza notata anche da istituzioni finanziarie internazionali e sottolineata nei nostri rapporti precedenti”.

Per questi motivi, insiste ancora l’organo consultivo dell’Unione, il processo che ha portato la Commissione Europea a fermare la procedura per debito nei confronti dell’Italia nell’autunno del 2018 è stato “poco trasparente” e ha “deviato rispetto alla prassi” del passato.


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