Facebook: per l’account ci vorrà la carta d’identità?

29 Ottobre 2019 | Autore:
Facebook: per l’account ci vorrà la carta d’identità?

La proposta del regista Gabriele Muccino piace ad una parte della maggioranza. Iniziativa simile dei renziani: si va verso una legge contro l’anonimato?

Sembrava una proposta buttata lì e invece sta raccogliendo il consenso del mondo politico. Il registra Gabriele Muccino ha invitato via Twitter il Parlamento ad approvare una legge che obblighi chiunque apra un account su Facebook o su un altro social a registrarlo solo tramite l’invio di un documento di identità. «Solo così – scrive Muccino – sapremo chi si nasconde dietro la rete commettendo reati pensali sotto l’impunità dell’anonimato».

Subito l’apprezzamento di una parte della maggioranza di governo, il che può far pensare che, se presa sul serio e fatta diventare legge, grazie a questa iniziativa ci vorrà la carta d’identità per aprire un account su Facebook, su Instagram, su Twitter o su qualsiasi altro social. «Raccogliamo la proposta di Gabriele Muccino – annunciano gli esponenti del Partito Democratico al Senato – che ci sembra un utile suggerimento per combattere efficacemente il dilagare dell’odio e degli insulti sui social. La commissione contro l’odio – proseguono i senatori del Pd – sarà la sede giusta per verificare con gli operatori dei social di legare l’apertura di account ad un documento di identità».

C’è, secondo i parlamentari dem, la necessità «di istituire rapidamente una commissione parlamentare sull’odio e l’esigenza di trovare strumenti più efficaci per impedire il proliferare di insulti che spesso vengono lanciati da profili anonimi e difficilmente tracciabili. la proposta di Muccino è un modo intelligente per arginare questi abusi».

Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato di Italia Viva Luigi Marattin: «Proponiamo che anche i social network, per legge ed avvalendosi di autorità terze – commenta il parlamentare renziano –, possano esser messi nelle condizioni di garantire che ad un account corrisponda un nome ed un cognome di una persona reale, eventualmente rintracciabile in caso di violazioni di legge».



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2 Commenti

  1. Salve….Vorrei sapere se esistono persone in grado di scoprire password di mail e Facebook ed il relativo costo.

    1. Innanzitutto è bene ricordare al lettore che l’articolo 15 della Costituzione Italiana recita testualmente: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”In altre parole la corrispondenza è segreta e non può essere violata, e questo vale anche per le email e altre forme di messaggistica. Di conseguenza entrare nella casella di posta elettronica di un’altra persona e spulciare tra i suoi messaggi costituisce sempre un illecito, non solo nell’ipotesi in cui l’accesso sia protetto da una password, ma anche quando non vi siano credenziali di accesso.Passando ora ad analizzare la richiesta da un punto di vista tecnico, e presumendo – proprio alla luce di quanto sopra – che tale informazione interessi il nostro lettore in quanto vittima e non in quanto agente – si può dire che, nel mondo dell’informatica, nulla è impossibile, ma tutto ha un costo che va inteso non solo dal punto di vista economico ma soprattutto da quello del tempo. Ci sono tecniche che consentono di raggiungere facilmente un obiettivo sfruttando falle nel sistema e altre che invece, richiedendo mesi se non anni, sarebbero impraticabili.L’attacco di tipo “brute-force”, ad esempio, consiste nel trovare una password provando tutte le combinazioni possibili. Se si considera una password composta da 8 caratteri alfanumerici, le combinazioni possibili che eventualmente andrebbero provate sono più di 200.000 miliardi. Ci vorrebbe quindi moltissimo tempo e comunque questo tipo di attacco non è attuabile sui servizi online come Gmail o Facebook, che sono dotati di sistemi contro il “brute-force”.La soluzione più semplice per poter scoprire le password utilizzate su Internet da una persona è quella di mettere le mani sul PC della vittima. Le strade percorribili sono essenzialmente due.La prima è quella di servirsi di un programma in grado di rilevare le password memorizzate nel browser: molti preferiscono salvarle per non doverle reinserire ogni volta, sicuri del fatto che nessun altro utilizzi il proprio computer. Tra questi programmi c’è ad esempio WebBrowserPassView, gratuito e scaricabile da internet. Opzionalmente si possono visualizzare le password salvate nel browser manualmente. Con Fireforx basta andare in Menu/Opzioni/Sicurezza e cliccare su Password salvate. Con Chrome basta digitare nel campo degli indirizzi chrome://settings/passwords. Per Internet Explorer, infine, da Windows andare in Pannello di controllo\Account utente\Gestione credenziali.La seconda strada è quella di installare sul computer della vittima un keylogger. Si tratta di un programma che registra di nascosto tutto ciò che viene digitato sulla tastiera e offre anche altre funzionalità come la possibilità di catturare le schermate di quello che la vittima sta facendo sul computer. Una volta installato, si nasconde nel sistema e la vittima non si accorge della presenta di questo programma che è attivo in background. Il keylogger provvede poi a inviare un report per posta elettronica alla persona che lo ha installato con tutto quello che ha monitorato. Alcuni keylogger sono gratuiti come Revealer Keylogger Free, altri sono a pagamento come Refog. Ma come premesso, per installare questi programmi si deve poter accedere al computer della vittima.Come premesso all’inizio di questo articolo, comunque, è bene sottolineare che sebbene non sono illegali le applicazioni, è illegale l’uso volto a violare l’altrui corrispondenza.

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