Offendere la polizia è reato?

29 Ottobre 2019
Offendere la polizia è reato?

Denunciato un uomo che aveva scritto un post offensivo contro carabinieri, polizia e giornalisti. 

Offendere la polizia, i carabinieri o l’esercito può costare caro. “Caro” quanto una condanna penale. Succede, ad esempio, a chi scrive un post particolarmente forte e diffamatorio su Facebook, su un altro social network o, peggio ancora, su un articolo di giornale anche senza fare il nome di un agente in particolare. Basta rivolgersi al “corpo” in generale. Se ci si rivolgesse a una persona nello specifico scatterebbe il diverso reato di diffamazione. 

Esiste l’articolo 290 del Codice penale, rubricato «Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate» che tutti dovrebbero conoscere. La norma recita nel seguente modo: «Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le forze armate dello Stato o quelle della liberazione». Nelle “forze armate” è ricompresa anche la polizia di Stato e i carabinieri. Non ne fanno parte, quindi, la polizia municipale (gli ex vigili urbani).

Evidentemente, questa norma era poco nota a un uomo autore di offese alle forze di polizia, immediatamente denunciato per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni e delle forze armate. 

I carabinieri della stazione di Nocera Inferiore (Salerno), dopo un’indagine, sono riusciti ad individuare l’autore dei commenti offensivi pubblicati su Facebook al di sotto di un articolo della testata giornalistica “Rta Live”. 

Si tratta di un residente dell’Agro nocerino Sarnese, denunciato, in stato di libertà, dagli uomini dell’Arma.

Il reato di vilipendio richiede la coscienza e volontà di esprimere giudizi offensivi e aggressivi nei confronti delle istituzioni tutelate con l’intenzione di produrre l’evento costituito dalla pubblica manifestazione di disprezzo delle stesse [1]. 


note

[1] Cass. sent. Del 1.02.1978.


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