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Mediazione nelle cause fino a 20 mila euro: il dibattito alla Camera. Cassazione vs CNF

4 Luglio 2013
Mediazione nelle cause fino a 20 mila euro: il dibattito alla Camera. Cassazione vs CNF

Proposta choc del Presidente della Cassazione, Santacroce: mediazione si, ma entro un tetto di valore economico pari a 20 mila euro; il CNF chiede invece lo stralcio e propone l’istituzione di camere arbitrali. “L’anomalia italiana di 40mila avvocati cassazionisti”.

In queste ore si sta discutendo alla Camera dei Deputati la conversione in legge del Decreto del Fare, entrato in vigore lo scorso 15 giugno. In particolare, il dibattito si è acceso sull’argomento “mediazione civile”.

Il CNF, in un documento depositato a Montecitorio, chiede l’integrale stralcio, dal decreto legge, di tutte le misure concernenti la Giustizia, trattandosi di materia non assoggettabile alla decretazione d’urgenza. Lo stesso Consiglio Nazionale Forense propone, in alternativa, l’istituzione di camere arbitrali e di conciliazione presso gli Ordini forensi, per risolvere i problemi di ingolfamento della giustizia. In ultimo, pur di scongiurare la mediazione per come scritta nel Decreto del Fare, c’è la proposta di progettare mezzi di risoluzione delle controversie con forme diverse dal processo “al fine di permettere a tutti l’accesso alla giustizia, oggi ostacolato anche dall’aumento esponenziale del contributo unificato e dall’introduzione di istituti come la mediazione obbligatoria – anziché facoltativa – che hanno chiaramente fallito la loro missione, traducendosi piuttosto in un inutile aggravio di costi per il cittadino”.

Dall’altro lato, invece, in una posizione antitetica, c’è la Cassazione che, attraverso il proprio Presidente Santacroce, sentito alla Camera, fa sapere di essere favorevole alla reintroduzione della mediazione obbligatoria e propone di estendere l’istituto a tutte le controversie civili entro un tetto di 20 mila euro.

Santacroce spiega ai deputati che, in Italia, vi è un forte bisogno della mediazione, poiché “esistono norme che permettono sempre l’accesso al giudice, anche per cause di lieve entità, fino ad arrivare in Cassazione”, dove la situazione del contenzioso è “molto pesante”. Ciò vale, in particolar modo, nel settore civile dove esistono cause risalenti nel tempo. Inoltre, continua Santacroce, “c’è l’anomalia italiana dei quarantamila avvocati cassazionisti, un numero di gran lunga superiore al resto d’Europa”.



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