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Pensione di vecchiaia 2020

30 Novembre 2019 | Autore:
Pensione di vecchiaia 2020

Trattamento di vecchiaia ordinario, anticipato, con 5 anni di contributi, Inps, casse professionali, aumenti: che cosa cambia dal 1° gennaio 2020.

I requisiti per la pensione di vecchiaia, nel 2020, non cambieranno per la generalità degli iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps, ma saranno modificati per gli iscritti presso alcune gestioni previdenziali dei liberi professionisti.

Cambia, invece, l’importo dell’assegno, che nel 2020 dovrebbe beneficiare di un piccolo incremento, riconosciuto in misura piena soltanto per le pensioni più basse.

Aumentano anche l’integrazione al trattamento minimo e le maggiorazioni, con l’incremento al milione.

Ma procediamo con ordine e facciamo il punto completo della situazione sulla pensione di vecchiaia 2020: chi ne ha diritto, come si calcola, quali saranno gli aumenti e quali regole cambieranno.

Bisogna innanzitutto ricordare che non esiste una sola tipologia di pensione di vecchiaia, ma il trattamento al quale si ha diritto dipende dalla gestione previdenziale e dalla categoria di appartenenza, nonché da particolari condizioni che il lavoratore può soddisfare, quali ad esempio il riconoscimento di una determinata percentuale d’invalidità.

Tra le regole che potrebbero cambiare nel 2020 vi sono le disposizioni in merito alla liquidazione della pensione di vecchiaia: al momento, si è infatti in attesa della decisione della Corte costituzionale che stabilisca la legittimità, o meno, della cessazione dell’attività di lavoro dipendente per aver diritto al trattamento (ne abbiamo parlato in: Arriva la pensione di vecchiaia senza smettere di lavorare). Vediamo allora tutte le novità sulla pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia ordinaria Inps 2020

Gli iscritti alla generalità delle gestioni amministrate dall’Inps (assicurazione generale obbligatoria, gestioni sostitutive ed esclusive, gestioni dei lavoratori autonomi, gestione separata…) possono ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria alle seguenti condizioni:

  • 67 anni di età, dal 1° gennaio 2019 sino al 31 dicembre 2020;
  • 20 anni di contributi;
  • un assegno superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè superiore a 686,99 euro, per chi non possiede contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente (come abbiamo osservato, questo requisito potrebbe essere abolito nel 2020).

Pensione di vecchiaia lavori gravosi 2020

Per gli addetti ai lavori gravosi, la pensione di vecchiaia ordinaria si ottiene nel 2020 con 66 anni e 7 mesi di età e con almeno 30 anni di contributi, purché non si risulti già beneficiari dell’Ape sociale, cioè dell’anticipo pensionistico (che spetta dai 63 anni di età) a carico dello Stato.

Pensione di vecchiaia in regime di cumulo 2020

La pensione di vecchiaia può essere ottenuta, con gli stessi requisiti previsti per il trattamento di vecchiaia ordinario, anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso gestioni previdenziali diverse, comprese le gestioni dei liberi professionisti. Ogni fondo di previdenza liquida la propria quota di pensione.

I requisiti per la pensione di vecchiaia in regime di cumulo sono:

  • compimento dei 67 anni di età, o della maggiore età pensionabile prevista presso le gestioni coinvolte nel cumulo;
  • almeno 20 anni di contributi complessivi;
  • il rispetto delle eventuali ulteriori condizioni previste dalle gestioni coinvolte nel cumulo.

Compiuti i 67 anni, si ottiene la quota Inps di pensione, in attesa di ottenere la liquidazione della quota dalla cassa professionale al compimento dell’età pensionabile presso la gestione [1].

Attraverso il cumulo si può ottenere anche la pensione anticipata, d’inabilità e ai superstiti.

Pensione di vecchiaia in totalizzazione 2020

La totalizzazione è una misura che consente di sommare tutti i contributi accreditati in diverse gestioni previdenziale, per perfezionare i requisiti richiesti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, anticipata, di inabilità e indiretta.

Per ottenere la pensione di vecchiaia in totalizzazione 2020, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • 66 anni di età (per il biennio 2019- 2020);
  • almeno 20 anni di contributi (complessivamente, tra tutte le casse in cui si possiede contribuzione);
  • l’attesa di una finestra, per la liquidazione della pensione, pari a 18 mesi;
  • gli eventuali ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, previsti dai singoli ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente (salvo che il requisito non sia abolito nel 2020), una volta terminata la finestra.

Per ottenere la pensione dLa pensione di vecchiaia derivante dalla totalizzazione della contribuzione decorre dal primo giorno del 19° mese successivo a quello di raggiungimento dei requisiti.

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi 2020

In alcuni casi, la pensione di vecchiaia ordinaria si può ottenere con soli 15 anni di contributi: questa possibilità è prevista dalle cosiddette deroghe Amato [2]. L’età pensionabile è pari a 67 anni, salvo il caso della  pensione di vecchiaia anticipata per invalidità.

Nello specifico, in base alla prima deroga Amato, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) alla data del 31 dicembre 1992; per il diritto alla pensionesono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, anche quelli versati all’estero, in Paesi europei o convenzionati con l’Italia.

Per beneficiare della deroga è necessario essere iscritti al Fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, con un provvedimento di autorizzazione anteriore al 24 dicembre 1992 (si può beneficiare della deroga anche se non è mai stata versata contribuzione volontaria).

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost). I dipendenti pubblici, quindi, essendo iscritti all’ex Inpdap, non possono beneficiare di questa seconda deroga.

Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione e esteri.

La terza deroga Amato consente di pensionarsi, ai soli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (il primo contributo può derivare anche da attività di lavoro autonomo o svolte all’estero, se in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contributi: valgono i soli contributi da lavoro dipendente del settore privato, versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane.

In alcuni particolari casi la pensione con 15 anni di versamenti può essere ottenuta anche attraverso il cumulo dei contributi. Per approfondire: Pensione con 15 anni di versamenti grazie al cumulo.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità 2020

Il decreto Amato [2] ha anche introdotto la possibilità di fruire della pensione di vecchiaia anticipata, cioè con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria, per i non vedenti e per chi possiede un’invalidità riconosciuta almeno pari all’80%, purché lavoratore dipendente del settore privato (i non vedenti possono possedere anche contribuzione da lavoro autonomo). Oltre al riconoscimento dell’invalidità, però, il lavoratore deve soddisfare diverse condizioni per usufruire dell’agevolazione:

  • possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • per il biennio 2019- 2020, possesso di un’età almeno pari a 61 anni, se uomini, o a 56 anni, se donne (l’età dovrebbe essere pari, rispettivamente, a 60 ed a 55 anni, in quanto, stando al tenore letterale della normativa, non si dovrebbero applicare gli adeguamenti alla speranza di vita; l’Inps, tuttavia, li applica);
  • per i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 56 ed a 51 anni per il biennio 2019- 2020 (anche in questo caso, l’età dovrebbe essere pari, rispettivamente, a 55 ed a 50 anni, tuttavia l’Inps applica gli adeguamenti alla speranza di vita); in alcune ipotesi possono essere sufficienti 10 o 15 anni di contributi; per approfondire: Pensione non vedenti.
  • attesa di una finestra pari a 12 mesi, 18 mesi per i non vedenti lavoratori autonomi.

Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi (esclusi i non vedenti, che possono anche possedere contribuzione da lavoro autonomo).

Pensione di vecchiaia 2020 con 5 anni di contributi

Chi non possiede contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995 può ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi: l’età richiesta per il diritto al trattamento è pari, nel biennio 2019- 2020, a 71 anni.

Per avere accesso alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi non è prevista una soglia minima di accesso, cioè un assegno minimo, richiesto, invece, agli iscritti alla previdenza dal 1996, per la pensione di vecchiaia ordinaria e per la pensione anticipata contributiva.

La pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta, in alcuni particolari casi, anche attraverso il cumulo dei versamenti.

Pensione di vecchiaia con opzione contributiva e computo gestione separata 2020

Chi è soggetto al calcolo retributivo o misto della pensione, cioè chi possiede contributi accreditati prima del 31 dicembre 1995, può usufruire del calcolo integralmente contributivo della pensione, quindi ottenere i trattamenti spettanti agli iscritti Inps dal 1996, avvalendosi del computo presso la gestione separata (facendo confluire tutti i contributi presso la gestione separata Inps) o dell’opzione contributiva (in questo caso, però, non è possibile ottenere tutti i trattamenti riservati agli iscritti dal 1996).

Per beneficiare del computo, però, sono richiesti i seguenti requisiti:

  • iscrizione presso la gestione separata e versamento di almeno un mese di contributi;
  • meno di 18 anni di contributi versati o accreditati alla data del 31 dicembre 1995;
  • almeno 5 anni di contributi versati o accreditati dal 1° gennaio 1996;
  • almeno 15 anni di contributi complessivi.

Per approfondire:

Pensione di vecchiaia avvocati 2020

Gli avvocati iscritti alla Cassa Forense possono ottenere, per il 2020, la pensione di vecchiaia con 69 anni di età e 34 anni di contributi. È comunque prevista la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia a 65 anni, con penalizzazioni (che non si applicano se l’iscritto possiede almeno 40 anni di contributi).

Si può anche ottenere, per il 2020, la pensione di vecchiaia contributiva (cioè calcolata col sistema integralmente contributivo, che si basa sui versamenti effettuati e sull’età pensionabile, e non sugli ultimi redditi o redditi migliori, come il sistema reddituale generalmente applicato presso la Cassa forense), con 69 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 33 anni di contribuzione.

Pensione di vecchiaia commercialisti 2020

Presso la Cassa dei dottori commercialisti, la Cnpadc, per i nati dopo il 1944 il trattamento di vecchiaia può essere ottenuto con 68 anni di età e 33 di contributi; in tutti i casi può essere ottenuto a 70 anni di età, con 25 anni di contributi.

È possibile anche ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, con 61 anni di età e 38 anni di contributi (oppure con 40 anni di contributi a prescindere dall’età) e la pensione unica contributiva, con 62 anni di età e 5 anni di contributi (calcolata col sistema integralmente contributivo).

Per coloro a cui è certificata da struttura pubblica una invalidità permanente pari almeno al 50%, i requisiti sono ridotti a 58 anni di età anagrafica e 35 anni di anzianità contributiva con obbligo di cancellazione dall’Albo professionale.

Pensione di vecchiaia ingegneri 2020

Presso Inarcassa, la cassa degli ingegneri e degli architetti, può essere ottenuta la pensione di vecchiaia unificata, dal 2020, con almeno 66 anni e 3 mesi di età (il requisito potrebbe essere adeguato alla speranza di vita) e 33 anni e 6 mesi di contributi.

È possibile ottenere anche la pensione di vecchiaia unificata anticipata, dal 2020 con 63 anni e 3 mesi di contribuzione (il requisito potrebbe essere adeguato alla speranza di vita) e 33 anni e 6 mesi di contributi, e posticipata, con 70 anni e 3 mesi d’età (anche questo requisito potrebbe subire degli adeguamenti alla speranza di vita nel 2020).

Pensione di vecchiaia ragionieri 2020

Per i ragionieri, cassa Cnpr, la pensione di vecchiaia può essere ottenuta, per il 2020, con 68 anni di età e 40 anni di contributi. Requisiti più leggeri sono previsti per i nati sino al 31 dicembre 1962.

Pensione di vecchiaia medici 2020

Per quanto riguarda i medici, il fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga le pensioni di seguito indicate, per il 2020:

  • vecchiaia: spetta all’età di 68 anni (si tratta di un requisito permanente) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • pensione di vecchiaia con anticipo: questa pensione, riferita esclusivamente alla quota A, è riconosciuta all’età di 65 anni con 20 anni di contribuzione; l’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo;
  • pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni; il pensionamento anticipato prevede una riduzione del trattamento, che avviene applicando coefficienti di adeguamento all’aspettativa di vita, con riferimento all’età maturata nel mese di decorrenza della pensione.

Pensione di vecchiaia geometri 2020

Per quanto riguarda i geometri, i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia Cipag sono 70 anni di età e 35 anni di contributi. La pensione di vecchiaia può essere anticipata a 67 anni, con 35 anni di contributi.

È inoltre prevista la pensione di vecchiaia contributiva (calcolata col sistema integralmente contributivo) con 67 anni di età e 20 anni di contributi, oppure con 70 anni di età e 5 di contributi.

Pensione di vecchiaia consulenti del lavoro 2020

La pensione di vecchiaia dei consulenti del lavoro, iscritti all’Enpacl, richiede nel 2020 un minimo di 68 anni di età (69 dal 2022, 70 dal 2025) e di 5 anni di contributi. Per la pensione di vecchiaia anticipata sono richiesti, nel 2020, 39 anni di contributi (40 anni dal 2021) e un’età minima di 60 anni.

Pensione di vecchiaia casse professionali 2020

La cassa degli psicologi, Enpap, eroga la pensione di vecchiaia a partire dai 65 anni di età, con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati.

Anche la cassa degli infermieri, Enpapi, riconosce la pensione di vecchiaia a partire dai 65 anni di età, con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati.

Gli stessi requisiti sono previsti anche per gli agronomi.

Come si calcola la pensione di vecchiaia?

Le modalità di calcolo della pensione di vecchiaia dipendono innanzitutto dalla gestione previdenziale di appartenenza, e possono differire in base a specifiche opzioni alle quali il lavoratore può aderire, come il ricalcolo contributivo.

Per la generalità delle gestioni Inps, la pensione di vecchiaia è calcolata col sistema retributivo (basato sugli ultimi o migliori redditi o retribuzioni; le modalità di calcolo differiscono in base al fondo preso in considerazione) sino al 1995 (cosiddetto calcolo misto), o sino al 2011 per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Per le annualità successive, il sistema utilizzato è quello contributivo, che si basa sulla contribuzione accreditata e sull’età pensionabile.

La pensione di vecchiaia in regime di cumulo non comporta il ricalcolo contributivo dell’assegno, per quanto riguarda le gestioni Inps, anzi, consente in alcuni casi di ottenere il calcolo retributivo sino al 2011. Per quanto riguarda le casse professionali, però, diverse gestioni (come Cassa Forense e Cnpadc) applicano il ricalcolo contributivo alla pensione in cumulo, salvo il raggiungimento di requisiti minimi di contribuzione.

La totalizzazione ha lo svantaggio, rispetto al cumulo dei contributi e alla ricongiunzione (ossia gli altri due sistemi che consentono di riunire i contributi presenti in gestioni diverse) di comportare il calcolo contributivo dell’assegno per le gestioni Inps. Non si deve applicare il ricalcolo contributivo, però, presso la cassa professionale nella quale si possiede un autonomo diritto alla pensione di vecchiaia.

Per approfondire: Calcolo importo pensione di vecchiaia.

Aumento pensione di vecchiaia 2020

Sulla base dei dati rilevati dall’Istat, come confermato dall’apposito decreto Mef per il 2020 l’aumento spettante sulle pensioni di vecchiaia è pari allo 0,40%. Per le pensioni più alte, poi, è confermato il meccanismo di rivalutazione del trattamento, con un adeguamento al costo della vita che va dal 100% al 40% dell’inflazione, secondo l’importo dell’assegno; le pensioni da 3 a 4 volte il trattamento minimo potranno però beneficiare del 100% della rivalutazione, e non più del 97%.

Per approfondire: Aumento pensioni 2020.

Aumento integrazione pensione di vecchiaia 2020

L’integrazione al trattamento minimo 2020, sulla base dei dati forniti ad oggi dall’Istat, dovrebbe ammontare a 515,06 euro, per effetto della perequazione, cioè dell’aumento spettante sulle pensioni per effetto dell’inflazione, pari allo 0,40%. L’aliquota è provvisoria: il tasso effettivo di rivalutazione delle pensioni a partire dal 1° gennaio 2020 dovrà essere confermato da un successivo decreto che uscirà entro fine novembre 2020. Inoltre, l’importo dell’integrazione al minimo deve essere confermato da un’apposita circolare Inps.

Previsti aumenti anche per la maggiorazione sociale e per l’incremento al milione. Per approfondire: Trattamento minimo 2020.

note

[1] Decreto Mef 15/11/2019.


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