Decreto fiscale: la sintesi delle novità

30 Ottobre 2019 | Autore:
Decreto fiscale: la sintesi delle novità

Lotta all’evasione fiscale: stretta sulle compensazioni, fatture elettroniche, controlli sui carburanti, pagamenti digitali e manette agli evasori.

Mentre la manovra finanziaria deve ancora vedere la luce (arriverà stasera, dopo il consiglio dei Ministri che definirà il disegno della legge di Bilancio 2020 da sottoporre al Parlamento) il Decreto fiscale è già definitivo ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1]. È entrato in vigore il 27 ottobre e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni.

Il Decreto collegato alla manovra è arrivato prima perché contiene le principali misure necessarie a sostenere il gettito fiscale e la finanza pubblica: le risorse che il Governo intende trovare con i provvedimenti fiscali sono indispensabili per realizzare una legge finanziaria solida e sostenibile.

Così queste misure sono state introdotte subito, senza attendere i tempi di discussione parlamentare: il preambolo del Decreto esordisce con «la straordinaria necessità ed urgenza di prevedere misure per esigenze fiscali e finanziarie indifferibili, anche mediante la lotta all’evasione fiscale», dunque non era possibile aspettare fino a dicembre.

Il perno del provvedimento è proprio il contrasto all’evasione fiscale e contributiva ed alle frodi e si articola in varie misure tutte volte a rendere più difficili questi fenomeni. Vediamo allora in sintesi cosa contiene il Decreto fiscale e quali sono le principali novità per i cittadini ed i contribuenti.

Compensazioni

Non sarà più facile come prima compensare crediti con debiti fiscali: per importi superiori a 5 mila euro annui l’ottenimento del credito relativo alle imposte dirette sarà subordinato, come già avviene per l’Iva, alla presentazione della dichiarazione dei redditi dalla quale il credito emerge (quindi con tempi notevolmente più lunghi di prima) e alla presentazione del modello f24 esclusivamente attraverso i servizi telematici e non più in forma cartacea. Ci sarà una sanzione di 1.000 euro per ogni f24 scartato.

Inoltre, in caso di accollo del debito d’imposta altrui, per il pagamento non sarà consentito utilizzare, in compensazione, alcun credito dell’accollante, ossia di colui che assume l’obbligo di provvedere al versamento di imposte altrui.

Infine, coloro che cessano la partita Iva potranno vedere riconosciuto il loro credito d’imposta solo dopo speciali verifiche.

Reverse charge

Il meccanismo di inversione contabile dell’Iva (reverse charge) mediante il quale, per evitare evasione e frodi, l’obbligo di versare l’imposta si trasferisce sul cliente, viene esteso agli appalti nei quali il committente affida ad un impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio.

La norma incide in particolare sui contratti caratterizzati da obblighi di fare e dunque caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera, ad esempio la logistica , i servizi alle imprese, le riparazioni meccaniche, il settore agroalimentare.

In tali casi, inoltre, se non vengono versate le ritenute fiscali e previdenziali dei dipendenti la società appaltante ne risponderà in solido insieme alle società affidatarie e subappaltratrici. Così il versamento dovrà essere effettuato dal committente che agirà come sostituto d’imposta e le imprese appaltatrici dovranno mettergli a disposizione mensilmente la provvista necessaria.

Carburanti

Per eliminare le frodi alle accise esistenti in questo settore è stata aggiunta una norma volta ad  impedire l’utilizzo delle false dichiarazioni d’intento, per tutte le cessioni e le importazioni definitive di carburanti per motori (benzina e gasolio) e gli operatori che li commercializzano dovranno produrre il documento di accompagnamento (Das) per la loro circolazione esclusivamente in forma telematica. Sarà così molto più difficile falsificare tali documenti e far circolare i prodotti petroliferi in evasione d’imposta.

Inoltre, si introducono norme per contrastare l’uso fraudolento di prodotti classificati come oli lubrificanti, ma che vengono illecitamente venduti e utilizzati come carburanti per autotrazione. Giro di vite anche sul gasolio utilizzato dagli autotrasportatori e sottoposto ad accisa con aliquota agevolata: ci sarà un parametro che fissa l’importo massimo rimborsabile agganciando ogni litro di gasolio consumato con ogni chilometro percorso dal veicolo.

Utilizzo denaro contante

L’attuale limite di 3.000 euro scende a 2.000 euro a partire dal 1 luglio 2020; dal 1 gennaio 2022 si abbasserà a 1.000 euro. Oltre queste soglie c’è l’obbligo di pagare con sistemi elettronici o comunque tracciabili, come le carte di credito o di debito, il bancomat e il postamat, i bonifici e gli assegni.

Per incentivare i professionisti ed commercianti (ma solo quelli con ricavi non superiori a 400 mila euro annui) ad accettare i pagamenti elettronici, viene riconosciuto un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate.

Per chi, invece, non accetterà il pagamento con carte ci sarà una sanzione base di 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata.

Fattura elettronica

Innanzitutto, i dati delle fatture elettroniche (compreso il “corpo fattura” con le prestazioni rese) potranno essere utilizzati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate a fini fiscali ed anche per indagini di polizia tributaria.

È, invece, estesa a tutto il 2020 l’esenzione dalle fatture elettroniche per chi trasmette i dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria.

L’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche sarà garantita da un sistema di riscossione potenziato: prima l’Agenzia comunicherà in via telematica l’ammontare da versare sulla base delle fatture emesse, poi se il contribuente non provvede entro 30 giorni scatterà l’iscrizione a ruolo.

Reati tributari

Inasprimento delle sanzioni detentive sia nei minimi che nei massimi: ora si arriva fino ad otto anni di reclusione per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. C’è anche l’abbassamento delle soglie di punibilità: in caso di dichiarazione infedele si scende a 100 mila euro per ogni imposta ed annualità, superata la quale scatta il reato.

Arriva anche per i reati tributari la confisca per sproporzione se il condannato non riuscirà a giustificare la provenienza del patrimonio.


note

[1] Decreto Legge n.124/2019 del 26 ottobre 2019.


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