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Autorizzazione video riprese: ultime sentenze

20 Novembre 2019
Autorizzazione video riprese: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: riprese audio-video; autorizzazione a videoriprendere; intercettazioni ambientali; prova atipica ammissibile solo con autorizzazione del giudice; videoriprese di comportamenti non comunicativi; luogo di privata dimora; i risultati delle videoregistrazioni effettuate dalla polizia giudiziaria.

Le video riprese realizzate in luoghi pubblici o aperti al pubblico sono utilizzabili senza necessità di preventiva autorizzazione del giudice. Le videoriprese di comportamenti non comunicativi sono considerate intercettazioni? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Videoriprese di comportamenti non comunicativi

Costituiscono prove atipiche ai sensi dell’art. 189 cod. proc. pen., con conseguente inapplicabilità della disciplina sulle intercettazioni, le videoriprese di comportamenti non aventi contenuto comunicativo effettuate in luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico, dovendosi intendere, invece, per comportamenti comunicativi, intercettabili solo previo provvedimento di autorizzazione dell’A.G., quelli finalizzati a trasmettere il contenuto di un pensiero mediante la parola, i gesti, le espressioni fisiognomiche o altri atteggiamenti idonei a manifestarlo.

(Fattispecie in cui la S.C. ha annullato il provvedimento del tribunale del riesame, in quanto fondato sulle risultanze di intercettazioni ambientali – consistenti in riprese audio-video contenenti messaggi, parole e gesti comunicativi – inutilizzabili, per mancanza in atti dei decreti di autorizzazione e dei successivi provvedimenti di proroga).

Cassazione penale sez. VI, 04/11/2016, n.52595

Conversazione tra presenti

Le registrazioni di conversazioni – e di video – tra presenti, compiute di propria iniziativa da uno degli interlocutori, non necessitano dell’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, ai sensi dell’art. 267 c.p.p. in quanto non rientrano nel concetto di intercettazione in senso tecnico, ma si risolvono, come sopra visto, in una particolare forma di documentazione, non sottoposta ai limiti ed alle formalità delle intercettazioni.

Cassazione penale sez. III, 12/05/2016, n.5241

Videoregistrazioni durante le indagini all’interno di casa di cura 

Le videoregistrazioni disposte dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari all’interno di una casa di cura e di riposo sono utilizzabili senza necessità di autorizzazione preventiva dell’autorità giudiziaria, in quanto gli ambienti di degenza costituiscono luoghi aperti al pubblico e, comunque, non qualificabili come di privata dimora.

Cassazione penale sez. VI, 19/06/2019, n.28004

Riprese video fatte all’interno di struttura alloggio per anziani

Le riprese video di comportamenti non comunicavi effettuate in luoghi domiciliari sono prova atipica ammissibile previa autorizzazione del giudice e senza la necessità del consenso del titolare del domicilio qualora il provvedimento dell’autorità giudiziaria sia volto a tutelare l’incolumità personale dei titolari del domicilio, persone offese del reato (fattispecie relativa a riprese video effettuate in stanze riservate agli ospiti di una struttura di comunità alloggio per anziani, qualificate come ambienti domiciliari).

Ufficio Indagini preliminari Rieti, 22/03/2016

Registrazioni video: valutazione della prova

In tema di prova, le registrazioni video eseguite in un’aula scolastica di un istituto elementare statale, eseguite dalla polizia giudiziaria previo decreto autorizzativo del P.M., costituiscono prova atipica che non necessita di autorizzazione del G.I.P. e possono essere allegate al relativo verbale e inserite nel fascicolo per il dibattimento avendo, l’aula in questione, natura di luogo pubblico o aperto al pubblico.

Tribunale Brescia, 05/04/2012

Consiglio comunale e provinciale: riprese video delle sedute

Va reputata concedibile da parte del sindaco – Presidente del Consiglio Comunale, nei confronti di emittenti televisive nazionali e locali e nell’esercizio dei propri poteri di cui all’art. 39, comma 1, del t.u. approvato con d.lg. n. 267 del 2000, l’autorizzazione a videoriprendere, in via non sistematica, gratuitamente e senza diritti di esclusiva, talune brevi fasi delle sedute del Consiglio Comunale nell’adempimento dei propri compiti di informazione giornalistica, segnatamente disciplinati dal codice di deontologia giornalistica annesso al d.lg. n. 196 del 2003 e dagli altri provvedimenti emanati al riguardo dal Garante: e ciò in quanto da tale autorizzazione non conseguono obblighi di sorta per l’Amministrazione Comunale quale “titolare” o “responsabile” del trattamento dei relativi dati, incombendo per contro ogni responsabilità al riguardo soltanto alle emittenti televisive anzidette.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 16/03/2010, n.826

Videoregistrazioni effettuate all’interno di caserma

Sono utilizzabili i risultati delle videoregistrazioni effettuate dalla polizia giudiziaria, senza previa autorizzazione giudiziale, all’interno di una caserma dove il reo presti l’attività lavorativa, poiché tale presidio, ove è consentito l’accesso ad un numero indiscriminato di persone, non può considerarsi luogo di privata dimora.

Cassazione penale sez. I, 07/03/2019, n.30566

Riprese eseguite in luoghi pubblici o aperti al pubblico

Le videoregistrazioni aventi ad oggetto comportamenti comunicativi e non disposte dalla polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari, in luoghi non riconducibili al concetto di domicilio, sono qualificabili come prova atipica disciplinata dall’art. 189 cod. proc. pen., utilizzabili senza alcuna necessità di autorizzazione preventiva del giudice, se le riprese sono state eseguite in luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico per esigenze lavorative e non. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le immagini captate nell’atrio di una ASL ove era posto l’orologio marcatempo utilizzato illegittimamente dagli autori del reato).

Cassazione penale sez. II, 16/02/2018, n.22972

Videoregistrazioni eseguite dal proprietario di un’area non recintata

Le videoregistrazioni eseguite dal proprietario di un’area non recintata, aperta al passaggio pubblico, sulla, quale siano stati abusivamente depositati rifiuti prodotti da terzi, non sono lesive della libertà morale delle persone coinvolte nelle stesse e pertanto non appartengono al genus delle intercettazioni ma a quello delle prove documentali soggette alla disciplina delle prove ex art. 234 c.p.p. per le quali non necessita alcuna preventiva autorizzazione dell’Autorità giudiziairia.

Cassazione penale sez. III, 25/11/2009, n.770

Procedimento penale: le videoregistrazioni operate in luoghi pubblici

Le videoregistrazioni operate in luoghi pubblici ovvero aperti od esposti al pubblico, se eseguite dalla polizia giudiziaria nell’ambito del procedimento penale, costituiscono prova atipica che non necessita dell’autorizzazione del g.i.p., e, documentando attività investigative non ripetibili, possono essere allegate al relativo verbale ed inserite nel fascicolo per il dibattimento.

(Fattispecie in cui la P.G. aveva installato telecamere sulla pubblica via per verificare il flusso di automezzi e persone in arrivo ed in partenza dal covo degli imputati).

Cassazione penale sez. II, 24/04/2007, n.35300

Utilizzabilità del documento videografico

Sono probatoriamente utilizzabili le videoregistrazioni effettuate dalla persona offesa di reiterati atti vandalici e di danneggiamento ai danni della porta del proprio appartamento, della porta dell’attiguo garage e della cassetta postale antistante l’ingresso dell’appartamento, dal momento che l’area interessata dalle videoregistrazioni, operate con telecamera sita all’interno dell’appartamento, ricade nella fruizione di un numero indifferenziato di persone e non attiene alla sfera di privata dimora di un singolo soggetto.

Cassazione penale sez. II, 10/11/2006, n.5591

Videoregistrazioni in ambienti nei quali è garantita la riservatezza

Le videoregistrazioni in ambienti in cui è garantita l’intimità e la riservatezza, non riconducibili alla nozione di “domicilio”, sono prove atipiche, soggette ad autorizzazione motivata dell’a.g. e alla disciplina dettata dall’art. 189 c.p.p.

(Nel caso di specie, la Corte ha precisato, con riferimento a videoriprese effettuate nei camerini – c.d. privé – di un locale notturno, che tali luoghi, come pure i bagni pubblici, non possono essere considerati “domicilio”, neppure nel tempo in cui sono occupati da persone, in quanto il concetto di domicilio individua un particolare rapporto con il luogo in cui si svolge la vita privata, in modo da sottrarre la persona da ingerenze esterne, indipendentemente dalla sua presenza).

Cassazione penale sez. un., 28/03/2006, n.26795


note

Autore immagine: 123rf com.


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