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Sequestro di persona: ultime sentenze

8 Maggio 2021
Sequestro di persona: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: privazione della libertà personale della vittima; sequestro di persona a scopo di estorsione.

Quando si configura il reato di sequestro di persona? È necessario che si verifichi la privazione della propria libertà di movimento.

Reato di sequestro di persona: configurabilità

Il delitto di sequestro di persona non implica necessariamente che la condizione limitativa imposta alla libertà di movimento sia obiettivamente insuperabile, essendo sufficiente che l’attività anche meramente intimidatoria o l’apprestamento di misure dirette ad impedire o scoraggiare l’allontanamento dai luoghi ove si intende trattenere la vittima, se non attraverso iniziative imprudenti e pericolose per la propria persona, siano idonei a determinare la privazione della libertà fisica di quest’ultima, con riguardo, eventualmente, alle sue specifiche capacità di reazione (nella specie, tutta la vicenda, dalla chiusura della porta d’ingresso della casa con il chiavistello da parte dell’uomo al lancio dal balcone con cui la donna aveva realizzato la sua liberazione, conforma il delitto di sequestro di persona, come contestato).

Cassazione penale sez. III, 16/12/2020, n.6709

Sequestro di persona: elemento materiale

Costringere con la forza taluno a salire nell’abitacolo di un autocarro, mediante l’utilizzo, oltre che della mera violenza fisica anche di corde ed altri elementi atti ad elidere la resistenza fisica della vittima, costituisce una privazione della liberta personale idonea ad integrare il reato di sequestro di persona, quand’anche tale condotta si sia protratta per un arco temporale contenuto

Tribunale Pescara, 19/10/2020, n.1651

Liberazione del sequestrato: c’è l’attenuante?

In tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, la liberazione del sequestrato a fronte dell’impegno di provvedere successivamente al pagamento del riscatto, esclude l’applicabilità della attenuante di cui all’art. 630, comma 4, c.p., in quanto, per aversi dissociazione, non è sufficiente la liberazione dell’ostaggio, ma è necessario l’abbandono incondizionato dell’intenzione di protrarre la durata del sequestro e la rinuncia definitiva a conseguire il risultato economico o l’utile che ci si era prefissi di ricavare dal reato.

(In motivazione, la Corte ha ritenuto irrilevante che il sequestratore, al momento del rilascio, nutrisse fondati dubbi in ordine al mantenimento dell’impegno di pagare il riscatto assunto dalla vittima, in quanto tale obbligazione, per quanto difficilmente esigibile, costituiva ugualmente una utilità derivante dalla commissione del reato).

Cassazione penale sez. VI, 08/10/2020, n.37446

Violenza sessuale e sequestro di persona

In tema di concorso di reati, il delitto di sequestro di persona è assorbito in quello di violenza sessuale, quando la privazione della libertà personale della vittima si protrae per il tempo strettamente necessario a commettere l’abuso sessuale, come avvenuto nel caso di specie, stante la sostanziale concomitanza tra sequestro e abusi sessuali.

Cassazione penale sez. III, 17/05/2019, n.38014

Sequestro di persona: estorsione e prezzo della liberazione

Integra il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni la violenta privazione della libertà personale della parte offesa per un rilevante periodo di tempo al fine di ottenere la corresponsione di una somma di denaro quale prezzo della liberazione, tale condotta escludendo ogni ragionevole intento di far valere un presunto diritto.

Cassazione penale sez. VI, 11/09/2019, n.43650

Sequestro di persona a scopo di estorsione: attenuante

In tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, ai fini della concessione della circostanza attenuante della dissociazione diretta a far riacquistare al soggetto passivo la libertà, è richiesto che il comportamento del dissociato si traduca in fatti concreti, finalisticamente indirizzati alla liberazione del sequestrato ed eziologicamente rilevanti per il raggiungimento dello scopo della cessazione del sequestro.

Cassazione penale sez. V, 02/04/2019, n.25780

Sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia

Non è configurabile il rapporto di specialità tra il delitto di maltrattamenti in famiglia e quello di sequestro di persona, giacché sono figure di reato dirette a tutelare beni diversi e poi, l’uno, è integrato dalla condotta di programmatici e continui maltrattamenti psico-fisici ai danni di famigliari e, l’altro, da quella di privare taluno della libertà personale; sicché il reato di sequestro di persona è assorbito in quello di maltrattamenti in famiglia previsto dall’art. 572 c.p., soltanto quando le condotte di arbitraria compressione della libertà di movimento della vittima non sono ulteriori ed autonome rispetto a quelle specificatamente maltrattanti.

Cassazione penale sez. V, 11/03/2019, n.14995

Sequestro di persona a scopo di estorsione

Elemento fondante del delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione è la “mercificazione della persona umana”, ossia la strumentalizzazione della stessa in tutte le sue dimensioni, anche affettive e patrimoniali, rispetto al fine dell’agente (annullata, nella specie, la condanna per l’imputato per il reato di sequestro di persona di connazionali clandestini a scopo di estorsione).

Cassazione penale sez. V, 06/03/2019, n.14673

Sequestro di persona a scopo di coazione

L’ipotesi del fatto di lieve entità, prevista per il delitto di sequestro di persona a scopo di coazione dall’art. 3 l. n. 718 del 1985, ora trasfuso nell’art. 289-ter, comma 3, c.p. dal d.lg. 1 marzo 2018, n. 21, integra una circostanza attenuante ad effetto speciale e non un’autonoma ipotesi di reato, sicché il suo riconoscimento è ininfluente ai fini del calcolo dei termini di prescrizione ex art. 157, comma 2, c.p. (In motivazione, la Corte ha precisato che il reato indicato è sottoposto al termine di prescrizione ordinaria di anni trenta ai sensi degli artt. 157 e ss. cod. pen. come modificati dalla legge n. 251 del 2005).

Cassazione penale sez. III, 13/02/2019, n.29507

Violenza privata e sequestro di persona: differenze

Il delitto di violenza privata, preordinato a reprimere fatti di coercizione non espressamente contemplati da specifiche disposizioni di legge, ha in comune con il delitto di sequestro di persona l’elemento materiale della costrizione, ma se ne differenzia perché in esso viene lesa la libertà psichica di autodeterminazione del soggetto passivo, mentre nel sequestro di persona viene lesa la libertà di movimento; ne consegue che, per il principio di specialità di cui all’articolo 15 del Cp, non è configurabile il delitto di violenza privata qualora la violenza, fisica o morale, sia stata usata direttamente ed esclusivamente per privare la persona offesa della libertà di movimento (fattispecie in cui Il sequestro di persona è stato ravvisato nella condotta di un operatore di una struttura che aveva chiuso a chiave nella stanza, apponendo davanti alla porta anche un materassino, alcuni pazienti psichiatrici, cui, quindi, aveva limitato la libertà di movimento).

Cassazione penale sez. V, 28/01/2019, n.32803

Limitazione della libertà di movimento

Il delitto di sequestro di persona non implica necessariamente che la condizione limitativa imposta alla libertà di movimento sia obiettivamente insuperabile, essendo sufficiente che l’attività anche meramente intimidatoria o l’apprestamento di misure dirette ad impedire o scoraggiare l’allontanamento dai luoghi ove si intende trattenere la vittima, se non attraverso iniziative imprudenti e pericolose per la propria persona, siano idonei a determinare la privazione della libertà fisica di quest’ultima, con riguardo, eventualmente, alle sue specifiche capacità di reazione.

(Fattispecie in cui la vittima, dopo aver forzato con una sbarra di ferro, casualmente rinvenuta, la serratura della porta del locale nel quale era stata rinchiusa nel corso di una rapina, si dava alla fuga solo dopo essersi accertata dell’allontanamento dei rapinatori).

Cassazione penale sez. II, 10/01/2019, n.11634

Integrazione del delitto di sequestro di persona

Ai fini dell’integrazione del delitto di sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) è sufficiente l’impossibilità della vittima di recuperare la propria libertà di movimento anche relativa, a nulla rilevando la durata dello stato di privazione della libertà, che può anche essere breve, a condizione che sia giuridicamente apprezzabile.

Cassazione penale sez. V, 30/11/2018, n.6738

Quando il privato è imputabile per sequestro di persona?

In tema di arresto in flagranza da parte dei privati, la consegna dell’arrestato alla polizia giudiziaria deve avvenire senza ritardo, non essendo prevista alcuna possibilità di trattenimento da parte dei privati oltre il tempo strettamente necessario, al fine di evitare che una misura eccezionale si trasformi in un sequestro di persona dell’arrestato.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima la condanna per sequestro di persona in relazione all’arresto di un minore di 13 anni, che l’imputato aveva poi condotto dai vicini al fine di accertarne le esatte generalità, così ritardando la consegna dell’arrestato all’autorità).

Cassazione penale sez. V, 20/09/2018, n.48332

Sequestro di persona: la condotta del sequestrato

Il delitto di sequestro di persona si configura a fronte di qualsiasi condotta che privi la vittima della libertà fisica e di locomozione, sia pure non in modo assoluto, per un tempo apprezzabile. È del tutto irrilevante poi la circostanza che il sequestrato non faccia alcun tentativo per riacquistare la propria libertà di movimento, non recuperabile con immediatezza, agevolmente e senza rischi. Ciò posto, nella fattispecie, la Corte d’appello ha confermato la condanna per un uomo che aveva impedito alla ex convivente di uscire dal luogo ove si erano incontrati per discutere di questioni inerenti al loro figlio, per oltre un’ora, privando in tal modo la donna della libertà fisica e di locomozione.

Corte appello Roma sez. I, 20/07/2018, n.7847



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