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Quando al coniuge spetta una quota del TFR del partner?

2 Novembre 2019
Quando al coniuge spetta una quota del TFR del partner?

Mia moglie, che sta divorziando da me, ha sempre diritto al mio TFR?

La legge italiana (la n. 898 del 1970, articolo 12 bis) riconosce al coniuge divorziato (non al coniuge separato) il diritto a percepire una quota del TFR dell’altro coniuge in presenza di due presupposti:

  • il coniuge divorziato deve già percepire dall’altro coniuge un assegno divorzile (stabilito nella sentenza di divorzio) versato periodicamente;
  • il coniuge divorziato interessato alla quota del TFR dell’altro coniuge non deve essersi nuovamente sposato.

Quindi sua moglie potrà pretendere da lei una quota del suo TFR se sussisteranno tutti insieme i seguenti presupposti:

  • deve essere stata emessa e passata in giudicato sentenza di divorzio;
  • sua moglie deve aver diritto, in base alla sentenza di divorzio, ad ottenere da lei un assegno divorzile da versarsi periodicamente (se, invece, a sua moglie non spettasse alcun assegno divorzile o se gli spettasse un assegno divorzile da versarsi in un’unica soluzione, non potrà poi aver diritto ad alcuna quota del suo TFR);
  • sua moglie non deve essersi nuovamente sposata.

Solo in presenza dei presupposti appena esposti a sua moglie spetterà una quota pari al 40% del suo TFR maturato nei soli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.

Articolo tratto da consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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