Tubercolosi: cos’è e come si trasmette

30 Ottobre 2019 | Autore:
Tubercolosi: cos’è e come si trasmette

Quali sono i sintomi e le cause della tubercolosi? Come avviene la diagnosi? Scoprilo in questo articolo.

La tubercolosi (Tbc) è una malattia infettiva provocata da un batterio garm positivo, il Mycobacterium tuberculosis, conosciuto anche come bacillo di Koch (dal nome del medico tedesco che lo ha scoperto). Se ne distinguono cinque varietà: umano, bovino, aviario, murino, degli animali a sangue freddo; tra queste, solo le prime 2 sono rilevanti nella patologia umana. Ogni anno, in Italia, vengono registrati circa 4 mila i nuovi casi di tubercolosi. Nella maggior parte dei casi, interessa i polmoni, ma possono essere coinvolte altre parti del corpo. Se non trattata, questa patologia può portare al decesso.

Nel 2017, in tutto il mondo, circa 10 milioni di persone si sono ammalate di tubercolosi, con 1,6 milioni di morti, soprattutto nel Sud Est asiatico (in particolare India e Cina) e nel Pacifico Occidentale (62%dei nuovi casi), ma anche in Africa (25% dei nuovi casi). L’Italia “è un Paese a bassa incidenza”, riferisce l’Istituto superiore di sanità (Iss).

La tubercolosi, se presa in tempo, può essere sconfitta con le cure appropriate. Una diagnosi precoce consente di adottare gli opportuni interventi terapeutici ed ottenere una pronta guarigione. Per saperne di più sulla tubercolosi e scoprire cos’è e come si trasmette, prosegui nella lettura del mio articolo.

Tubercolosi: i sintomi

I sintomi della Tbc polmonare sono: dolore toracico, febbre, tossee sudorazioni notturne. La tosse, che dura più di 3 settimane, può essere accompagnata dalla presenza di sangue nell’espettorato. Tra gli altri sintomi, troviamo: sensazione di stanchezza, debolezza e perdita di peso.

I sintomi della tubercolosi polmonare possono essere lievi per mesi, di conseguenza la diagnosi può essere tardiva e favorire la trasmissione dell’infezione.

Tubercolosi: come si trasmette?

La tubercolosi si trasmette per via aerea, mediante le secrezioni respiratorie emesse nell’aria da un individuo contagioso, per esempio tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Le persone che si trovano nelle vicinanze possono inspirare i batteri ed infettarsi. I batteri si depositano nei polmoni, in cui iniziano a crescere e moltiplicarsi. In alcuni casi, possono diffondersi attraverso il sangue e raggiungere altre parti del corpo.

La trasmissione del bacillo non è facilissima, infatti, devono sussistere alcune condizioni essenziali. Gli esperti precisano che “il malato deve essere affetto da Tbc polmonare attiva, la carica batterica deve essere molto elevata, il malato non deve essere in terapia, il ricambio d’aria ambientale deve essere scarso o assente”.

Non tutte le persone che si infettano sviluppano la malattia. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni. Una condizione che prende il nome di infezione tubercolare latente: di cui ne è affetta quasi un quarto della popolazione mondiale. Le persone con infezione tubercolare latente non hanno sintomi e non sono contagiose. Molte persone non svilupperanno mai la malattia, altre invece possono ammalarsi anni dopo. Circa il 5-15% delle persone con infezione latente sviluppa la malattia nel corso della propria vita.

Tubercolosi: la diagnosi

Per quanto riguarda la diagnosi di tubercolosi, ad oggi, esistono test molecolari in grado di identificare in poche ore la presenza del micobatterio nell’espettorato dei pazienti con Tbc polmonare, invece che in 3-4 settimane come in passato.

E’ molto importante una tempestiva diagnosi per iniziare il prima possibile la terapia antibiotica ed interrompere la trasmissione dell’infezione dal malato alle persone sane. Il trattamento farmacologico si basa sull’uso di diversi antibiotici per un periodo di tempo piuttosto lungo. Un trattamento regolare e completo è fondamentale per evitare l’insorgenza di ceppi resistenti a farmaci.

L’Iss sottolina che “Il paziente deve quindi seguire alla lettera le istruzioni date dal medico riguardanti l’assunzione dei farmaci e la tempistica”.

Se le persone con infezione tubercolare latente rappresentano un grande ‘serbatoio umano’ per la malattia, il trattamento preventivo può impedire l’eventuale sviluppo della malattia in futuro. Esistono più opzioni per il trattamento dell’infezione latente, quella più comune è il trattamento con isoniazide per un periodo più o meno lungo. Durante la profilassi con isoniazide la maggior parte delle persone può continuare a lavorare, andare a scuola e avere normali attività.


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