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Ricariche cellulari non utilizzate per SIM scadute: rimborsi assicurati

5 luglio 2013


Ricariche cellulari non utilizzate per SIM scadute: rimborsi assicurati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 luglio 2013



Il gestore telefonico non può appropriarsi delle somme residue nelle ricariche telefoniche se, dopo un anno, il cliente non ha utilizzato il telefonino.

Come ormai tutti abbiamo sperimentato, chi non utilizza una SIM “a ricarica” per oltre un anno si vede disattivare il numero di telefono e perde l’eventuale traffico residuo sulla scheda.

Si tratta però di una pratica illecita posta dalle Compagnie di telefonia mobile. Ecco perché.

Il Decreto Bersani [1] ha eliminato la possibilità che il “credito” sul cellulare possa scadere. Questo vuol dire che l’utente che non utilizzi gli importi ancora presenti sulla SIM per un lungo periodo di tempo, potrà sempre disporre del traffico acquistato, in qualsiasi momento.

In buona sostanza, la Compagnia non può mai sottrarre il credito dal cellulare, per nessuna ragione.

Tuttavia il Decreto Bersani non dice nulla in merito ai tempi di validità di una SIM telefonica. Pertanto, le compagnie di telefonia sfruttano tale piega della legge nel modo ad esse più conveniente. Tali società hanno infatti stabilito, nei contratti imposti al consumatore, che la validità di una SIM ricaricabile sia di 12 mesi dall’ultima ricarica effettuata. E, pertanto, trascorso un anno dall’attivazione della scheda o dall’ultima sua ricarica, senza che la stessa venga utilizzata, il numero telefonico corrispondente viene disattivato e, con esso anche il traffico telefonico ancora residuo.

Si tratta, ovviamente, di un artificio per eludere la norma di legge ai danni del cittadino.

In questi casi, il consumatore non può di certo opporsi alla disattivazione della SIM (come abbiamo detto, nulla dice il Decreto Bersani sulla scadenza delle SIM), ma ha il diritto di chiedere (e ottenere) il rimborso del traffico telefonico non goduto. Insomma, il cittadino potrà inviare una lettera alla Compagnia e chiedere che gli venga bonificata una somma pari al traffico residuo sul cellulare.

Non solo. Se l’utente ha cambiato gestore telefonico, potrà farsi accreditare il residuo credito sulla nuova scheda: una “portabilità” quindi sia del numero che del credito!

È questo anche l’orientamento del Consiglio di Stato che ha stabilito [2], in tema di carte telefoniche prepagate, per l’appunto, il diritto degli utenti al riconoscimento del “credito residuo” ed anche alla sua trasferibilità fra gli operatori in caso di portabilità del numero [3].

note

[1] L. n. 40/2007.

[2] Cons. St. sent. n. 2122 del 5.04.2012:

[3] In base al combinato disposto dei commi 1 e 3 dell’articolo 1 del decreto Bersani.

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