Spese sanitarie: cambiano le detrazioni

13 Novembre 2019 | Autore:
Spese sanitarie: cambiano le detrazioni

Il Governo ci ripensa: agevolazione anche per chi paga in contanti. Riduzione progressiva del beneficio per i redditi più alti.

Finora, era diventata un’abitudine: andavi a fare una visita medica o un esame specialistico, pagavi, ti davano la fattura e la mettevi nella cartelletta in cui tieni i documenti da allegare al 730 da presentare l’anno successivo per recuperare la detrazione del 19%. Lo stesso accadeva quando ti recavi in farmacia per acquistare qualche medicinale: pagavi, ti davano lo scontrino parlante e lo mettevi nella solita cartelletta. Tranquillo: con l’approvazione della nuova manovra di bilancio, non dovrai cambiare abitudini, almeno per quanto riguarda il pagamento. Il Governo, infatti, nel corso del vertice di maggioranza per l’approvazione della manovra, ha fatto dietrofront ed ha deciso di concedere l’agevolazione fiscale anche a chi sostiene le spese in contanti e non solo con la moneta elettronica. A questo punto, c’è da chiedersi: per le spese sanitarie, cambiano le detrazioni?

In parte sì e in parte no. In parte no perché, come detto, il Governo ha cambiato idea all’ultimo momento sulla modalità di pagamento di visite, esami e farmaci per avere la detrazione del 19%. Nella bozza circolata fino a metà pomeriggio di oggi, aveva diritto al beneficio fiscale solo chi pagava con carta di credito e Bancomat. Adesso, invece, è stato deciso che anche chi paga in contanti deve tenere fatture e scontrini parlanti da allegare alla dichiarazione dei redditi per ottenere la detrazione.

Questo, quindi, si discosta dalla norma prevista per tutte le altre spese che prevedono una detrazione fiscale, come quelle sostenute per la ristrutturazione della casa, per rifare il giardino, per cambiare la caldaia con una più efficiente da un punto di vista del risparmio energetico, ecc.

La vera novità sulle spese sanitarie, a questo punto, è quella prevista per chi ha un reddito alto. Nonostante si debbano stabilire ancora i dettagli, pare ormai certo che le detrazioni per chi supera i 120mila euro l’anno verranno progressivamente ridotte. È quella che viene chiamata «rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito», pure in questo caso allargata ad altri settori ma relativa anche alle spese mediche. Si vorrebbe, però, arrivare all’esenzione delle spese sanitarie per le patologie più gravi.

In questo caso, il Governo farebbe un passo indietro, poiché tale rimodulazione, in partenza, non avrebbe dovuto interessare le spese mediche ed i mutui per la prima casa.

Altre novità sulle spese sanitarie dovrebbero arrivare nei prossimi mesi con la rimodulazione del ticket sanitario. In pratica, quello su cui i tecnici del ministero della Salute stanno lavorando è uno schema che prevede di vincolare la compartecipazione del cittadino in base al reddito, per far pagare di più a chi guadagna di più e pesare di meno su chi ha un reddito più modesto. Di questo, però, se ne parlerà quasi sicuramente nella prossima manovra.

Resta confermata, invece, l’abolizione a settembre 2020 del superticket di 10 euro che si paga in alcune regioni.



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