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Contratto d’opera professionale: ultime sentenze

22 Novembre 2019
Contratto d’opera professionale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: contratto d’opera professionale; presupposti per l’esistenza di un rapporto di prestazione d’opera professionale; prova del conferimento dell’incarico; svolgimento dell’attività professionale; riparto dell’onere probatorio; nullità assoluta del rapporto tra cliente e professionista non iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge; garanzia per difformità e vizi dell’opera. 

Contratto d’opera professionale

Presupposto essenziale e imprescindibile dell’esistenza di un rapporto di prestazione d’opera professionale, la cui esecuzione sia dedotta dal professionista come titolo del suo diritto al compenso, è l’avvenuto conferimento del relativo incarico, in qualsiasi forma idonea a manifestare, chiaramente ed inequivocabilmente, la volontà di avvalersi della sua attività e della sua opera, da parte del cliente.

La prova del conferimento dell’incarico spetta al professionista che deve dimostrare la volontà del cliente di attribuirgli l’incarico per cui chiede il corrispettivo.

Tribunale Roma sez. XI, 04/09/2019, n.16936

Contratto d’opera professionale: presupposto essenziale

Presupposto essenziale dell’esistenza di un contratto d’opera professionale, la cui prestazione sia dedotta dal professionista quale titolo del suo diritto al compenso, è l’avvenuto conferimento del relativo incarico in qualsiasi forma idonea a manifestare, chiaramente e inequivocabilmente, la volontà di avvalersi della sua attività e della sua opera da parte del cliente convenuto per il pagamento di detto compenso.

Ne consegue che, qualora il diritto al compenso sia contestato sotto il profilo della mancata instaurazione del rapporto, grava sul professionista l’onere di provare sia l’avvenuto conferimento dell’incarico, sia l’esecuzione della prestazione.

Tribunale Siena, 10/01/2019, n.41

Contratto d’opera professionale: inadempimento

Il notaio è tenuto ad espletare il proprio incarico con la diligenza media di un professionista sufficientemente preparato ed avveduto, in linea con il disposto di cui al comma 2° dell’art. 1176 c.c. L’attività del notaio, dunque, non può essere limitata al mero e semplice accertamento della volontà delle parti ed alla compilazione dell’atto, ma si estende alle attività accessorie, preparatorie e successive necessarie al fine di garantire la correttezza dell’atto stesso.

Dall’inosservanza di detti obblighi discende la responsabilità contrattuale per inadempimento del contratto di prestazione d’opera professionale, non avendo rilievo che la legge professionale non fa riferimento a tale ipotesi, posto che essa si fonda sul contratto di prestazione d’opera professionale e sulle norme che disciplinano tale rapporto.

Tribunale Napoli sez. VIII, 20/05/2019, n.5185

Contratto d’opera professionale: negligenza

In tema di responsabilità del prestatore d’opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale, inquadrabile nella responsabilità contrattuale, è a carico del cliente danneggiato la prova dell’esistenza del contratto e del pregiudizio patito, nonché del relativo nesso di causalità con l’azione o l’omissione del professionista, incombendo su quest’ultimo l’onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso e la prova positiva che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che l’esito sia stato determinato da un evento imprevisto ed imprevedibile.

Tribunale Rieti, 30/05/2019, n.381

Inadempimento parziale

In tema di contratto d’opera professionale, in caso di inadempimento parziale ad un contratto d’opera professionale, apparentemente unitario ma con oggetti giuridicamente ed economicamente indipendenti, è possibile avanzare, pur non essendo in presenza di contratto a prestazioni continuate o periodiche, domanda di risoluzione parziale e/o esercitare un parziale esercizio legittimo dell’eccezione di inadempimento.

Tribunale Milano sez. I, 18/07/2019, n.7261

Assenza di un valido contratto di incarico professionale

In tema di azione d’indebito arricchimento nei confronti della P.A., conseguente all’assenza di un valido contratto d’opera professionale, ai fini della determinazione dell’indennità prevista dall’art. 2041 c.c. non può essere assunta, quale valido parametro di riferimento, la parcella del professionista, ancorché vistata dall’ordine professionale, trattandosi di individuare non già il corrispettivo contrattuale per l’esecuzione di prestazioni professionali, ma un importo che deve essere liquidato, alla stregua delle risultanze processuali, se ed in quanto si sia verificato un vantaggio patrimoniale a favore della P.A., con correlativa perdita patrimoniale della controparte.

Cassazione civile sez. III, 09/04/2019, n.9809

Prove testimoniali

Il contratto d’opera professionale per l’espletamento di attività di consulenza, o di mandato per attività stragiudiziale non deve essere provato necessariamente con la forma scritta ad substantiam ovvero ad probationem, poiché può essere conferito in qualsiasi forma idonea a manifestare il consenso delle parti. Pertanto l’esistenza di un incarico professionale può essere dimostrata mediante prove testimoniali.

Tribunale Ravenna, 11/03/2019, n.261

Contratto d’opera:esclusione della possibilità di recesso ad nutum

In tema di contratto d’opera, la previsione della possibilità di recesso “ad nutum” del cliente contemplata dall’art. 2237, primo comma, cod. civ., non ha carattere inderogabile e quindi è possibile che, per particolari esigenze delle parti, sia esclusa tale facoltà fino al termine del rapporto, dovendosi ritenere sufficiente – al fine di integrare la deroga pattizia alla regolamentazione legale della facoltà di recesso – la mera apposizione di un termine al rapporto di collaborazione professionale, senza necessità di un patto espresso e specifico.

Ne consegue che, in tale evenienza, l’interruzione unilaterale dal contratto da parte del committente comporta per il prestatore il diritto al compenso contrattualmente previsto per l’intera durata del rapporto.

Tribunale L’Aquila, 07/03/2019, n.128

Contratto d’opera professionale: l’onerosità

L’onerosità del contratto d’opera professionale, che in genere ne costituisce elemento normale come risulta dall’art. 2233 c.c., non ne integra un elemento essenziale, nè può essere considerato un limite di ordine pubblico alla autonomia contrattuale delle parti, le quali, pertanto, ben possono prevedere la gratuità dello stesso, per i motivi più vari, come l’ affectio o la benevolentia ovvero ragioni di ordine sociale o di convenienza, anche con riguardo ad un personale ed indiretto.

Tribunale Pistoia, 08/01/2019, n.7

Inapplicabilità al contratto d’opera professionale

Se si tratta di contratto d’opera professionale, non gli sono applicabili le disposizioni ex art. 2226, co. 1 e 2, c.c. (riservate soltanto al contratto d’opera materiale e manuale) sui vizi palesi od occulti e sulla decadenza dell’azione di garanzia, così come statuito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte.

Corte appello Torino sez. IV, 13/11/2018, n.1944

Contratto di prestazione d’opera professionale: l’attività del medico

Il ricovero di un paziente in una struttura (pubblica o privata) deputata a fornire assistenza sanitaria avviene sulla base di un contratto tra il paziente stesso ed il soggetto gestore della struttura. L’adempimento di tale contratto, con riguardo alle prestazioni di natura sanitaria, deve, inoltre, essere regolato dalle norme che disciplinano la corrispondente attività del medico nell’ambito del contratto di prestazione d’opera professionale, con la conseguenza che, detto gestore, deve rispondere esclusivamente dei danni derivati al paziente da trattamenti sanitari praticatigli con colpa, alla stregua delle norme di cui agli art. 1176 e 2236 c.c.

Tribunale Arezzo, 07/11/2018, n.1048



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