L’esperto | Articoli

Riduzione delle disposizioni testamentarie: ultime sentenze

21 Novembre 2019
Riduzione delle disposizioni testamentarie: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: azione di riduzione; riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni; cumulabilità con l’azione di divisione; successione legittima e necessaria; restituzione degli immobili; reintegrazione della quota di riserva dei legittimari; preliminare riduzione delle disposizioni testamentarie.

Successione ereditaria: l’azione di riduzione

In tema di successione ereditaria, va accolta l’azione di riduzione delle disposizioni testamentarie qualora siano violati i diritti della quota di legittima.

Tribunale Savona, 23/03/2019

Azione di riduzione: presupposti

L’azione di riduzione ha come causa petendi, la qualità di erede necessario e l’avvenuta lesione della quota di legittima per effetto delle disposizioni testamentarie ovvero degli atti di liberalità posti in essere in vita dal de cuius, e come petitum la diminuzione quantitativa od anche la totale eliminazione delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore degli eredi, o dei terzi, mirando a far dichiarare inefficaci nei confronti del legittimario che agisce in giudizio, le disposizioni testamentarie o le donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di riserva e ciò con effetto retroattivo al momento dell’apertura della successione.

Si tratta, pertanto, di un’azione di accertamento costitutivo, in quanto diretta ad accertare l’esistenza della lesione di legittima e la sussistenza delle altre condizioni dell’azione, conseguendo automaticamente da tale accertamento la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario, ossia l’integrazione della quota a lui riservata.

Tribunale Viterbo, 10/10/2018, n.1352

Azione di riduzione e azione di divisione

L’azione di riduzione e quella di divisione, pur presentando una netta differenza sostanziale, possono essere fatte valere nel medesimo processo, in quanto – per evidenti ragioni di economia processuale – è consentito al legittimario di chiedere, anzitutto, la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni che assume lesive della legittima e, successivamente, nell’eventualità che la domanda di riduzione sia accolta, l’azione di divisione, estesa anche a quei beni che, a seguito dell’accoglimento dell’azione di riduzione, rientrano a far parte del patrimonio ereditario divisibile.

Cassazione civile sez. VI, 17/07/2019, n.19284

Proposizione della domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie

È ammissibile l’esercizio in via diretta dell’azione surrogatoria – prevista dall’art. 2900 c.c. – nella proposizione della domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima da parte dei creditori dei legittimari totalmente pretermessi che siano rimasti del tutto inerti, realizzandosi un’interferenza di natura eccezionale – ma legittima – nella sfera giuridica del debitore; infatti, l’azione surrogatoria non è altro che lo strumento che la legge appresta al creditore per evitare gli effetti che possano derivare alle sue ragioni dall’inerzia del debitore che ometta di esercitare le opportune azioni dirette ad alimentare il suo patrimonio, riducendo così la garanzia che esso rappresenta in favore dei creditori.

Cassazione civile sez. II, 20/06/2019, n.16623

Riduzione delle disposizioni testamentarie della madre

La rinuncia all’eredità materna da parte della convenuta determina, non solo l’inoperatività dell’istituto della collazione in relazione alle donazioni effettuate in favore della stessa, bensì il rigetto della stessa domanda di divisione, per mancanza di una comunione ereditaria da dividere. Infatti la rinuncia, effettuata dalla convenuta nel corso del processo è pienamente valida, posto che la parte convenuta non risulta essere stata nel possesso dei beni ereditari, né aver in precedenza tenuto comportamenti concludenti tali da determinare un’accettazione tacita, come vorrebbe invece parte attrice.

Non può ritenersi infatti, in relazione alle domande formulate, che la convenuta si sia comportata quale erede, non avendo in particolare la stessa chiesto la divisione dei beni ereditari o la riduzione delle disposizioni testamentarie della madre.

Tribunale Padova sez. I, 04/04/2018, n.754

Rinuncia all’azione di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie

Il principio di coerenza del sistema normativo e quello di eguaglianza di cui all’art. 3 Cost. impongono di riconoscere ai creditori – od al curatore del fallimento – del legittimario pretermesso che abbia rinunziato all’azione di riduzione la possibilità di tutelare le loro ragioni – o, rispettivamente, le ragioni della massa dei creditori concorrenti nel fallimento del legittimario pretermesso – utilizzando, direttamente od analogicamente, lo speciale rimedio di cui all’art. 524 c.c. e chiedendo quindi, contestualmente o successivamente, la riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive della quota di riserva spettante per legge al debitore, surrogandosi a quest’ultimo, nel caso dei creditori, o direttamente, nel caso del curatore del fallimento.

Corte appello Napoli, 12/01/2018, n.118

Sentenza di accoglimento della domanda di riduzione

La riduzione della disposizione testamentaria conseguente all’accoglimento della domanda del legittimario che si ritenga leso nella sua quota di riserva, non derivando da un vizio di nullità dell’atto dispositivo, rende tale atto soltanto inefficace ex nunc nei confronti del legittimario vittorioso, sicché, fino a quando non sia intervenuta la pronuncia di accoglimento della domanda di riduzione, le disposizioni testamentarie e le donazioni lesive della quota di legittima esplicano la loro efficacia.

Solo dal passaggio in giudicato della sentenza di accoglimento dell’azione di riduzione il legittimario pretermesso acquista la qualità di erede, mentre per il periodo anteriore, poiché le disposizioni testamentarie conservano la loro efficacia, deve ritenersi che l’erede sia pienamente legittimato a disporre dei relativi beni.

Cassazione civile sez. II, 25/07/2017, n.18280

Scioglimento della comunione ereditaria

La domanda volta allo scioglimento della comunione ereditaria ed annessa divisione giudiziale in ragione della nullità dei contratti de quibus, non invoca né cela assolutamente un’azione di riduzione posto che, come innanzi specificato, tale tipo di azione è concessa al legittimario che ha visto ledere, in tutto o in parte, la sua quota di legittima a causa delle disposizioni testamentarie o delle donazioni effettuate dal defunto, presupposto manifestamente manchevole nel presente giudizio in quanto trattasi di contratti di vitalizio alimentare e non di donazioni o disposizioni testamentarie.

Tribunale Bari sez. I, 13/07/2017, n.3656

Reintegrazione della quota legittima

Il legittimario, che sostenga di essere stato leso nei suoi diritti, deve domandare, anzitutto, la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni lesive della legittima e, in subordine, la divisione: infatti, solo nell’eventualità in cui la prima istanza sia accolta, può essere presa in esame la seconda domanda.

L’azione di divisione e l’azione di reintegrazione di quota legittima o di riduzione presentano una netta differenza sostanziale. La prima presuppone la preesistenza di una comunione; la seconda (art. 553 ss. c.c.) è un’azione che la legge concede ai legittimari per ottenere la reintegrazione della quota legittima, mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore può disporre.

Cassazione civile sez. II, 10/04/2017, n.9192

Lesione della legittima: l’ordine per la riduzione 

In tema successione necessaria, l’ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni lesive della quota legittima è tassativo ed inderogabile: sicché può procedersi alla riduzione delle donazioni, dalla più recente alla più risalente, solo dopo avere ridotto tutte le disposizioni testamentarie – anche privilegiate – ed avere verificato che tale riduzione non è sufficiente a soddisfare il diritto del legittimario leso.

Cassazione civile sez. II, 10/03/2016, n.4721



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube