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Liquidazione dell’eredità: ultime sentenze

23 Novembre 2019
Liquidazione dell’eredità: ultime sentenze

Le ultime sentenze su:  procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata; erede azioni di accertamento; dichiarazione di credito; termine di prescrizione; obbligo dell’erede di procedere alla liquidazione. 

Procedura di liquidazione dell’eredità beneficiata

La domanda presentata, nell’ambito di un procedimento di accettazione beneficiata dell’eredità, al notaio incaricato della redazione dell’inventario, con la quale il creditore del “de cuius” chieda la soddisfazione del proprio diritto, è inidonea ad interrompere il decorso del relativo termine di prescrizione, non essendo riconducibile – stante la natura di procedimento di giurisdizione volontaria della procedura di liquidazione dell’eredità beneficiata – alla tassativa elencazione degli atti processuali contenuta nell’art. 2943, comma 1, c.c. né, tantomeno, essendo idonea, siccome rivolta verso di un ausiliario del magistrato, a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto obbligato, ex art. 2943, ultimo comma, c.c., salvo che la domanda suddetta venga notificata, oltre che al notaio, anche agli eredi del debitore, rendendoli in tal modo edotti, quali soggetti obbligati, dell’esistenza di una pretesa nei loro confronti e dell’intenzione del creditore di farla valere, chiedendone l’adempimento, con l’effetto sostanziale di costituirli in mora.

Cassazione civile sez. II, 23/05/2017, n.12950

Procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata

In pendenza della procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata, il divieto posto dall’art. 506 c.c. di promuovere procedure individuali concerne unicamente le azioni esecutive, sicché non impedisce ai creditori ereditari di promuovere nei confronti dell’erede azioni di accertamento e di condanna per procurarsi un titolo giudiziale – accertativo o esecutivo – azionabile per soddisfarsi sul residuo della procedura concorsuale.

Cassazione civile sez. II, 21/04/2016, n.8104

Costituzione di fondo patrimoniale sui beni personali dell’erede

In pendenza della procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata, i creditori del de cuius possono proporre contro l’erede (sia in sede ordinaria che monitoria) azioni di condanna od anche di mero accertamento dell’esistenza ed entità del loro credito, ancorché abbiano presentato la dichiarazione di credito di cui all’art. 498 c.c., stante l’autonomia e quindi la possibilità di coesistenza dei due procedimenti, poiché detta procedura di liquidazione vieta soltanto l’inizio di procedure esecutive individuali e la distribuzione del ricavato delle procedure in corso; né osta all’accertamento delle obbligazioni dei terzi la costituzione in fondo patrimoniale dei beni personali dell’erede.

Cassazione civile sez. I, 03/12/2008, n.28749

Autorizzazione per la vendita di beni

In tema di liquidazione dell’eredità accettata con beneficio d’inventario, l’autorizzazione per la vendita di beni al fine di liquidare il patrimonio ereditario è preordinata al solo scopo di valutare la necessità o l’utilità e convenienza della vendita stessa, in relazione ai prezzi di mercato, restando perciò in capo all’istante l’onere di fornire al giudice gli elementi occorrenti per la sua valutazione.

La predetta autorizzazione, pertanto, non può essere concessa nel caso in cui l’irregolarità urbanistica di un bene immobile incida in misura superiore a un terzo del suo valore, dovendosi così ritenere compromessa la necessità o utilità e convenienza della vendita del cespite.

Tribunale Salerno sez. I, 13/05/2008

Mancato inoltro della dichiarazione di credito

In tema di liquidazione dell’eredità, il mancato inoltro della dichiarazione di credito entro il termine per la sua pubblicazione ai sensi dell’art. 498 c.c., non incide sulla proponibilità del reclamo contro lo stato di graduazione del credito, previsto dall’art. 501 c.c., posto che questo è azionabile anche dal creditore che non abbia fatto pervenire al notaio la dichiarazione di credito.

Tribunale Lucca, 23/11/2002

Fissazione del termine per la liquidazione dell’eredità beneficiata

Il provvedimento di fissazione del termine per la liquidazione dell’eredità beneficiata previsto dall’art. 500 c.c. ha natura volontaria e non contenziosa e va assunto con ordinanza, impugnabile con reclamo, ove si limiti a concedere o negare le previste disposizioni sull’incontestato presupposto della ricorrenza o meno delle condizioni di legge per la sua adozione; quando, invece, vi siano contestazioni tra le parti in ordine al diritto dell’istante di chiedere la fissazione del termine o all’obbligo dell’erede di procedere alla liquidazione, la decisione del giudice sul punto viene ad incidere sui diritti soggettivi delle parti, onde il relativo provvedimento, quale che sia la forma adottata, finisce per assumere contenuto sostanziale di sentenza.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto l’ammissibilità dell’appello proposto avverso provvedimento emesso ai sensi dell’art. 500 c.c., avendo rilevato che detto provvedimento aveva non solo la forma, ma anche la natura di sentenza).

Cassazione civile sez. II, 10/12/2001, n.15583

Eredi del dipendente

Nell’ipotesi in cui l’ente pubblico abbia omesso di agire nell’ambito della procedura di liquidazione dell’eredità accettata con beneficio d’inventario a tutela d’un proprio credito nei confronti del dipendente deceduto, non può opporre la compensazione con il debito concernente il trattamento di fine servizio a proprio carico e nei confronti degli eredi del dipendente.

Consiglio di Stato sez. VI, 17/07/2000, n.3940

Atto interruttivo della prescrizione

La domanda presentata, nell’ambito di un procedimento di accettazione beneficiata dell’eredità, al notaio incaricato della redazione dell’inventario, con la quale il creditore del “de cuius” chieda la soddisfazione del proprio diritto, è inidonea ad interrompere il decorso del relativo termine di prescrizione, non essendo riconducibile – stante la natura di procedimento di giurisdizione volontaria della procedura di liquidazione dell’eredità beneficiata – alla tassativa elencazione degli atti processuali contenuta nell’art. 2943, comma 1, c.c. né, tantomeno, essendo idonea, siccome rivolta verso di un ausiliario del magistrato, a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto obbligato, ex art. 2943, ultimo comma, c.c., salvo che la domanda suddetta venga notificata, oltre che al notaio, anche agli eredi del debitore, rendendoli in tal modo edotti, quali soggetti obbligati, dell’esistenza di una pretesa nei loro confronti e dell’intenzione del creditore di farla valere, chiedendone l’adempimento, con l’effetto sostanziale di costituirli in mora.

Cassazione civile sez. II, 23/05/2017, n.12950

Notificazione della cartella di pagamento per debiti previdenziali 

La cartella di pagamento con la quale l’ente previdenziale fa valere un credito contributivo non è un atto esecutivo ma preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva ed è, pertanto, parificabile al precetto; ne consegue che la sua notificazione all’erede in pendenza della procedura di liquidazione dell’eredità con beneficio d’inventario non cade nel divieto previsto dall’art. 506 c.c. che vieta le procedure esecutive dopo la pubblicazione prescritta dal terzo comma dell’articolo 496 c.c. .

Cassazione civile sez. lav., 10/01/2017, n.299

Autorizzare la vendita di beni immobili ereditari

In tema di successione, nel caso in cui il procedimento dell’acquisto “iure hereditario” non si sia ancora esaurito, come quando sia pendente la procedura di accettazione con il beneficio d’inventario, la competenza ad autorizzare la vendita di beni immobili ereditari del minore soggetto alla potestà dei genitori appartiene sentito il giudice tutelare, al tribunale del luogo dell’apertura della successione, in virtù dell’art. 747 comma 1 c.p.c.; e ciò sia perché in tal caso l’indagine del giudice non è limitata alla tutela del minore, alla quale soltanto è circoscritta dall’art. 320 c.c., ma si estende a quella degli altri soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità, sia perché altrimenti si determinerebbe una disparità di trattamento fra minori “in potestate” e minori sotto tutela, riguardo alla diversa competenza a provvedere per i primi (giudice tutelare ai sensi dell’art. 320 c.c.) ed i secondi (tribunale quale giudice delle successioni in base all’art. 747 c.p.c.).

Tribunale Salerno sez. I, 09/06/2009

Gestire la procedura liquidatoria

Nel quadro della liquidazione dell’eredità accettata con beneficio di inventario devono, di massima, trovare sistemazione e definizione tutti i rapporti di contenuto patrimoniale lasciati pendenti dal de cuius all’atto della sua morte, essendo l’erede e l’eventuale curatore nominato per gestire la procedura liquidatoria, in linea di principio, tenuti, nei limiti delle disponibilità esistenti nell’asse ereditario, a far fronte ad ogni ragione vantata verso l’eredità da tutti i soggetti nei confronti dei quali il de cuius aveva in vita assunto obbligazioni.

Alla stregua di tale principio non può dubitarsi dell’azionabilità nei confronti dell’eredità beneficiaria, nelle persone dell’erede e/o del curatore preposto alla relativa liquidazione, del diritto alla stipulazione di un contratto definitivo scaturito da un contratto preliminare concluso, a suo tempo, dal de cuius, non essendovi motivi validi per ravvisare esclusi dal novero degli obblighi, che l’eredità beneficiaria è tenuta ad onorare, quelli aventi il titolo nel negozio di cui agli art. 1351 e 2932 c.c..

Cassazione civile sez. II, 30/01/1995, n.1087



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