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Apertura della successione: ultime sentenze

23 Novembre 2019
Apertura della successione: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: apertura della successione; subentro di una pluralità di soggetti ad uno degli originari coeredi; formazione dello stato attivo dell’eredità; accertamento della qualità di legittimari.

Apertura della successione

I diritti contemplati dall’art. 540, comma 2, c.c. si costituiscono automaticamente in capo al coniuge superstite all’apertura della successione, anche in presenza di un’attribuzione testamentaria della casa familiare o dei mobili che la arredano in favore di terzi; ne consegue che il coniuge superstite potrà invocare “ipso iure” l’acquisto di tali diritti, senza dover ricorrere all’azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II, 11/06/2019, n.15667

Quando l’azienda ereditaria deve ritenersi oggetto di comunione?

L’azienda ereditaria deve ritenersi oggetto di comunione se vi sia la finalità del solo godimento in comune secondo la sua consistenza al momento dell’apertura della successione. Tuttavia, se viene esercitata per finalità speculative con nuovi conferimenti in vista di ulteriori utili, sulla base dell’incremento degli elementi aziendali, può verificarsi che: o l’impresa è esercitata da tutti i coeredi, e in tal caso l’originaria comunione incidentale si trasforma in una società (sia pure irregolare o di fatto); ovvero l’impresa viene esercitata da uno o più eredi, e in tal caso la comunione incidentale è limitata all’azienda così come relitta dal “de cuius”, con gli elementi esistenti all’apertura della successione, mentre l’impresa esercitata dal singolo o da parte dei coeredi è riferibile soltanto ad esso o ad essi con gli utili e le perdite relativi.

(Fattispecie in cui un solo erede aveva esercitato un’azienda farmaceutica cedutagli da padre in virtù di atto dichiarato nullo e il relativo compendio era entrato a far parte della comunione ereditaria, con la conseguenza che, a fini divisionali, la consistenza dell’azienda doveva essere quella dell’apertura della successione, mentre le spese, gli incrementi e i decrementi, essendo ascrivibili al solo imprenditore che aveva esercitato l’azienda, non potevano essere considerati comuni).

Cassazione civile sez. II, 11/04/2019, n.10188

Mutamento della natura ereditaria della comunione

In tema di divisione ereditaria, la morte di uno dei condividenti successivamente all’apertura della successione ed alla stessa accettazione dell’eredità, con il subentro ad esso di una pluralità di soggetti, non determina il mutamento del titolo della comunione, da ereditaria in ordinaria, quanto, piuttosto, l’insorgere di una nuova comunione tra gli eventuali coeredi del condividente defunto, oggetto di distinta divisione rispetto a quella concernente i beni di cui il coerede defunto era comproprietario, con la persistente necessità, rispetto a quest’ultima, di procedere alla valutazione della comoda divisibilità della massa ed alla redazione del progetto di divisione in relazione al numero degli originari coeredi.

Cassazione civile sez. VI, 20/03/2019, n.7869

Accettazione dell’eredità

In tema di successioni mortis causa, la delazione che segue l’apertura della successione, pur rappresentandone un presupposto, non è di per sé sola sufficiente all’acquisto della qualità di erede, essendo a tale effetto necessaria anche, da parte del chiamato, l’accettazione, mediante aditio oppure per effetto di pro herede gestio oppure per la ricorrenza delle condizioni di cui all’art. 485 c.c.

Ne consegue che, in ipotesi di giudizio instaurato nei confronti del preteso erede per debiti del de cuius, incombe su chi agisce, in applicazione del principio generale di cui all’art. 2697 c.c., l’onere di provare l’assunzione da parte del convenuto della qualità di erede, la quale non può desumersi dalla mera chiamata all’eredità, non essendo prevista alcuna presunzione in tal senso, ma consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta, quindi, un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio nella predetta qualità.

Tribunale Parma, 26/02/2019, n.336

I debiti tributari della massa ereditaria

In tema di imposta sulle successioni, i debiti tributari della massa ereditaria sono deducibili purché il presupposto per la loro insorgenza, inteso come evento storico, si sia già verificato al momento dell’apertura della successione, ancorché sia stato accertato solo successivamente, fermo restando, quanto alla dimostrazione della loro esistenza, il sistema di prova legale previsto dall’art. 23, comma 1, del d.lgs. n. 346 del 1990.

Cassazione civile sez. trib., 13/02/2019, n.4176

Prova della successione nel possesso

In caso di successione nel possesso ex art. 1146 cc, occorre che, oltre al possesso del dante causa, sia positivamente riscontrato anche il possesso del successore che agisce in giudizio. Mentre, occorre rilevare, che l’apertura della successione in sé considerata è atto prodromico al trasferimento del diritto ma non del possesso che è una situazione di fatto.

Tribunale Roma sez. V, 05/02/2019, n.2533

Circonvenzione di incapace e acquisto del titolo di erede

In tema di circonvenzione di incapace, non è necessario che, al momento dell’accertamento del fatto, non vi sia stata apertura della successione, atteso che, con riguardo alla tutela dei terzi, non è necessario che sia leso un loro diritto attuale ma è sufficiente un danno anche solo potenziale e indiretto. Pertanto, gli eredi legittimi di un soggetto che, per effetto dell’abuso del suo stato d’infermità o deficienza psichica, sia stato indotto a testare a favore dell’agente, debbono ritenersi danneggiati dall’attività illecita di quest’ultimo.

Cassazione penale sez. II, 19/12/2018, n.23098

Efficacia della disposizione testamentaria

In tema di legato in favore di ente di assistenza che sia stato soppresso dopo l’apertura della successione e le cui funzioni amministrative e relativo patrimonio siano stati trasferiti “ex lege” ad altri enti, l’espressa definizione, ad opera del testatore, dello scopo perseguito dal predetto legato, imprimendo un vincolo di destinazione alle somme di denaro derivanti dalla vendita dei cespiti immobiliari che ne sono oggetto, può efficacemente assumere connotazione modale decisiva per l’individuazione dell’ente legittimamente chiamato alla successione, perché deputato ad assolvere tale scopo nel più ampio quadro dei propri fini istituzionali.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che all’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia, in favore della quale era stato legato un immobile perché, col ricavato della sua vendita, venisse realizzata una struttura a tutela della maternità e dell’infanzia, fosse succeduto, ai sensi dell’art. 5 l. n. 698 del 1975, il Comune, rientrando tra le sue attribuzioni le funzioni relative agli asili nido e ai consultori familiari).

Cassazione civile sez. II, 04/07/2018, n.17481

Data di apertura della successione

Premesso che ai fini dell’accertamento della qualità di legittimari occorre far riferimento alla data di apertura della successione, il rapporto di filiazione è, nell’ordinamento attuale, costituito automaticamente per effetto dell’indicazione del nome della madre nell’atto di nascita, senza necessità di un ulteriore atto di riconoscimento formale.

Cassazione civile sez. II, 25/09/2018, n.22729



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