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Delazione dell’eredità: ultime sentenze

2 Maggio 2021
Delazione dell’eredità: ultime sentenze

Leggi le ultime pronunce giurisprudenziali su: disposizione testamentaria; apertura della successione; accettazione dell’eredità.

Delazione dell’eredità: cos’è?

Colui che promuove l’azione (o specularmente vi contraddica) nell’asserita qualità di erede di altro soggetto indicato come originario titolare del diritto, deve allegare la propria legittimazione per essere subentrato nella medesima posizione del proprio autore, fornendo la prova, in ottemperanza all’onere di cui all’art. 2697 c.c., del decesso della parte originaria e della sua qualità di erede, perché altrimenti resta indimostrato uno dei fatti costitutivi del diritto di agire (o a contraddire) e che per quanto concerne la delazione dell’eredità, tale onere – che non è assolto con la produzione della denuncia di successione – è idoneamente adempiuto con la produzione degli atti dello stato civile, dai quali è dato coerentemente desumere quel rapporto di parentela con il de cuius che legittima alla successione ai sensi degli artt. 565 ss. c.c..

Tribunale Rimini, 28/09/2020, n.386

Delazione dell’eredità e successione legittima

In tema di delazione dell’eredità, non vi è luogo alla successione legittima agli effetti dell’art. 457, comma 2, c.c., in presenza di disposizione testamentaria a titolo universale, sia pur in forma di istituzione “ex re certa”, tenuto conto della forza espansiva della stessa per i beni ignorati dal testatore o sopravvenuti.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che l’erede testamentario fosse succeduto nella proprietà della cappella realizzata in esecuzione di un onere apposto all’istituzione di erede ed al legato, essendo indifferente chi, tra erede e legatario, l’avesse concretamente realizzata).

Cassazione civile sez. un., 28/06/2018, n.17122

Imposta di successione e delazione ereditaria

In tema di imposta di successione, ove venga presentata, ai sensi degli artt. 28, comma 6, e 33, commi 1 e 1-bis, del d.lgs. n. 346 del 1990, dichiarazione integrativa o sostitutiva, che si rende necessaria solo in presenza di un evento che abbia modificato la delazione ereditaria, incidendo quantitativamente sull’asse, il termine di decadenza triennale del potere accertativo dell’Ufficio decorre dalla data di presentazione della stessa, a differenza di quanto avviene nell’ipotesi di dichiarazione meramente modificativa, che non può riguardare dati incidenti sulla devoluzione d’eredità, e nella quale detto termine di decadenza decorre dalla presentazione dell’originaria dichiarazione di successione.

Cassazione civile sez. trib., 07/12/2018, n.31729

Legittimazione a chiedere la pronuncia di indegnità

La legittimazione a chiedere la pronuncia di indegnità spetta a coloro che sono potenzialmente idonei a subentrare all’indegno nella delazione ereditaria e, quindi, anche al coerede che potrebbe beneficiare dell’accrescimento della propria quota qualora i successibili per diritto di rappresentazione in luogo del suddetto indegno non possano o non vogliano accettare l’eredità.

Cassazione civile sez. II, 19/03/2018, n.6747

Acquisto della qualità di erede: è sufficiente la delazione dell’eredità?

In tema di successioni “mortis causa”, ai fini dell’acquisto della qualità di erede non è di per sé sufficiente, neanche nella successione legittima, la delazione dell’eredità che segue l’apertura della successione, essendo necessaria l’accettazione del chiamato mediante una dichiarazione di volontà oppure un comportamento obiettivo di acquiescenza.

Cassazione civile sez. VI, 06/03/2018, n.5247

Delazione dell’eredità e divisione del testatore

In tema di delazione dell’eredità, non ha luogo la successione legittima agli effetti dell’art. 457, comma 2, c.c., in presenza di disposizione testamentaria a titolo universale, sia pur in forma di istituzione ex re certa, tenuto conto della forza espansiva della stessa per i beni ignorati dal testatore o sopravvenuti.

L’operatività del principio della vis expansiva della istitutio ex re certa presuppone, evidentemente, che il testamento non abbia esaurito con le attribuzioni di beni determinati l’intero asse ereditario, e che, pertanto, anche i beni di cui non si è disposto espressamente debbano essere devoluti agli eredi o all’erede la cui chiamata non avvenga mediante formale attribuzione del titolo da parte del testatore, ma in maniera implicita, attraverso l’assegnazione di determinati beni.

Cassazione civile sez. II, 04/03/2016, n.4312

Testamento olografo depositato in udienza

Tenuto conto delle conclusioni del medico legale, della mancanza di manifestazione della volontà di modificare il precedente testamento, della mancanza di un ruolo attivo della testatrice, del breve colloquio intercorso fra la testatrice e il notaio di cui non è noto il contenuto, il Collegio ritiene che l’attore abbia dato prova della mancanza di capacità naturale in capo alla de cuius, con conseguente annullamento del testamento pubblico. La delazione dell’eredità deve quindi avvenire sulla base del testamento olografo depositato in udienza.

Tribunale Parma, 04/03/2015, n.469

Accettazione dell’eredità: gli elementi costitutivi

Nella successione mortis causa, la delazione ereditaria e il possesso dei beni ereditari da parte del chiamato, rappresentano circostanze valutabili ai fini dell’accertamento di una eventuale accettazione “ex lege”, unitamente alla mancata redazione dell’inventario, da sole, tuttavia, non sufficienti ai fini dell’acquisto della qualità di erede, poiché la prima ne costituisce soltanto il presupposto, mentre il secondo non presuppone, di per sé, la volontà di accettare l’eredità.

Dunque, l’apertura della successione, la delazione ereditaria, il possesso dei beni ereditari e la mancata tempestiva redazione dell’inventario, rappresentano elementi costitutivi di una eventuale accettazione dell’eredità “ex lege”, la cui esistenza deve essere provata dal soggetto che deduce detta accettazione tacita come fatto costitutivo della domanda diretta a far valere un credito nei confronti del chiamato, in quanto erede del de cuius. Il possesso dei beni ereditari, in particolare, non deve necessariamente manifestarsi in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà dei beni ereditari, ma si esaurisce in una mera relazione materiale tra i beni e il chiamato all’eredità, con la conseguenza che la previsione legale si estende a ogni specie di possesso, quale che ne sia il titolo giustificativo, includendo anche la detenzione a titolo di custodia o di affidamento temporaneo.

Tribunale Ivrea, 23/05/2014, n.231

Apertura della successione e delazione dell’eredità

In tema di legittimazione attiva, incombe alla parte che ricorre per cassazione, nella qualità di erede della persona che fece parte del giudizio di merito, l’onere di dimostrare, per mezzo delle produzioni documentali consentite dall’art. 372 c.p.c., il decesso della parte originaria e la propria qualità di erede; in difetto, il ricorso dev’essere dichiarato inammissibile per mancanza di prova della legittimazione ad impugnare, nessun rilievo assumendo la mancata contestazione di tale legittimazione ad opera della controparte, trattandosi di questione rilevabile d’ufficio.

(Nella fattispecie, la S. C. ha ritenuto sussistente la legittimazione del ricorrente che aveva prodotto atti notarili della Repubblica Croata, con traduzione giurata, attestanti il decesso del de cuius, l’apertura della successione e la delazione dell’eredità in suo favore).

Cassazione civile sez. lav., 27/01/2011, n.1943

Successione di una persona con doppia cittadinanza

La successione di una persona con doppia cittadinanza, italiana e di altro Stato, quando la legge italiana la considera cittadino italiano, va regolata secondo la legge italiana sia riguardo alla giurisdizione, sia riguardo alla delazione dell’eredità.

Tribunale Roma, 04/02/2004

Delazione ereditaria

La semplice delazione non è di per sè sufficiente per l’acquisto della qualità di erede, ma diventa operativa solo se il chiamato alla successione accetta di essere erede mediante una dichiarazione di volontà (“aditio”) o attraverso un comportamento obiettivamente acquiescente (“pro herede gestio”); mentre, nella fattispecie di chiamato all’eredità che sia nel possesso dei beni, l’accettazione “ex lege” dell’eredità è determinata dall’apertura della successione, dalla delazione ereditaria, dal possesso dei beni e dalla mancata tempestiva erezione dell’inventario.

Cassazione civile sez. II, 12/03/2003, n.3696



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