Tassa sulle auto aziendali: cambierà qualcosa?

13 Novembre 2019 | Autore:
Tassa sulle auto aziendali: cambierà qualcosa?

I chiarimenti del ministro dell’Economia Gualtieri: chi sarà colpito dalla nuova tassa e perché il Governo la vuole introdurre.

Tanto rumore è stato fatto che alla fine il Governo ci mette la sordina. A chi si chiede se per quel che riguarda la tassa sulle auto aziendali cambierà qualcosa, risponde direttamente il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Per spegnere le fiamme della polemica o, quanto meno, ridurre il numero dei focolai.

In una prima stesura, l’Esecutivo aveva triplicato nella manovra la tassazione Irpef sulle auto che le aziende concedono ad alcuni dipendenti come benefit o che mettono a disposizione per questioni di servizio. Dall’attuale 30% ad un ipotetico 100%. Poi, visto il putiferio che si era scatenato, si era parlato di aumentare sì la tassazione ma non più fino al 100%, bensì fino al 60%.

Ora Gualtieri corregge di nuovo il tiro: il nuovo regime non interesserà tutte le auto aziendali già esistenti ma solo quelle di nuova immatricolazione. Manca la firma sul provvedimento, certo. Ma è già un passo avanti. Significa che chi fa girare l’usato non verrà colpito dalla nuova tassazione?

Il ministro spiega che il Governo non ce l’ha particolarmente con chi usa una macchina di questo tipo ma che persegue uno scopo ben preciso: spingere le aziende a rinnovare il parco auto privilegiando i veicoli meno inquinanti, possibilmente ibridi ed elettrici, sui quali dovrebbero arrivare degli incentivi.

La tassa – o meglio, la «rimodulazione del sussidio», come ama chiamarla Gualtieri – dovrebbe colpire circa 300mila auto e non 2 milioni, come si è detto nelle ultime settimane e come ha affermato la stessa Confindustria. Così, almeno, sostiene il ministro, fiero di questa norma: «Anche se va migliorata, e siamo al lavoro in questa direzione – premette il titolare dell’Economia – si tratta di una misura ambientale che serve al rinnovamento del parco auto. Vogliamo evitare – conclude Gualtieri – che si trasformi in una nuova tassa per i dipendenti».

Contro la tassa sulle auto aziendali si era pronunciata Italia Viva, secondo cui il provvedimento ha un duplice effetto negativo. Per il dipendente, osservano i renziani, si tratta di una tassazione iniqua, in quanto operata su uno strumento di lavoro che riduce la sua capacità di spesa. Mentre le aziende produttrici di auto, già in crisi, registrerebbero una diminuzione delle vendite.



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