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Testimonianza del consulente tecnico di parte nel processo civile

23 Novembre 2019 | Autore:
Testimonianza del consulente tecnico di parte nel processo civile

A cosa serve e chi paga il consulente tecnico di parte? Nel processo civile, il consulente tecnico di parte può testimoniare?

Se sei stato coinvolto in un problema di natura legale e, per questa ragione, sei dovuto ricorrere ad un avvocato, questi ti avrà, sicuramente, spiegato che per vincere una causa non sono sufficienti le tue dichiarazioni. Per quanto tu possa essere un uomo di parola ed una persona impeccabile, davanti ad un tribunale piuttosto che dinanzi al giudice di pace, occorre, necessariamente, produrre delle prove per avvalorare il tuo diritto. In quest’ottica, sarebbero rilevanti e decisivi alcuni documenti a tua disposizione. Anche la testimonianza di alcune persone, presenti ai fatti di causa, potrebbe risultare ottimale per dimostrare le circostanze accadute e la conseguente responsabilità della controparte. Nondimeno, anche un consulente tecnico di parte potrebbe tornarti molto utile: ma è possibile una testimonianza del consulente tecnico di parte nel processo civile?

Te lo stai chiedendo, perché il tuo avvocato, al quale hai portato una perizia giurata per supportare le tue ragioni, vorrebbe far testimoniare il cosiddetto ctp, allo scopo di rafforzare l’elemento probatorio in suo possesso. Pertanto, volendo maggiori informazioni sul ruolo del tuo consulente, ti chiedi: il consulente tecnico di parte può testimoniare? Posso nominare una consulente tecnico di parte in corso di causa? In tal caso, quali sarebbero i suoi compiti? Chi paga le spese del predetto consulente?

Consulente tecnico di parte: perché è utile?

Leggendo quanto scritto in precedenza, avrai sicuramente capito che la raccolta e l’esibizione delle prove in un processo civile è un’attività essenziale per ottenere una sentenza favorevole. Secondo la legge, infatti, chi afferma di avere un certo diritto deve provarlo nel processo. In quest’ottica, un consulente tecnico di parte potrebbe essere molto utile. Infatti, tramite questa figura professionale, potresti essere in grado di accertare che alcuni eventi siano accaduti e che da tali circostanze siano derivate determinate conseguenze.

L’appartamento, nel fabbricato in cui abiti, è stato danneggiato da una tubatura condominiale. In tal caso, la nomina di un ingegnere qualificato potrebbe risultare essenziale per certificare e quantificare i danni subiti. Oppure: hai riportato delle lesioni a seguito di un brutto incidente d’auto. In questa ipotesi, l’incarico conferito a un consulente medico di parte potrebbe essere opportuno sia in sede di visita che in merito alla successiva valutazione medico legale dei danni fisici patiti nel sinistro stradale.

Nelle situazioni appena descritte, anche se puramente esemplificative, appaiono chiare quali potrebbero essere le utilità ricavabili, in un procedimento civile, dalla presenza e/o dalla nomina di un consulente tecnico di parte.

Consulente tecnico di parte: il ruolo nel processo civile

Dalla lettura del paragrafo precedente, si possono ricavare le due modalità principali con le quali un consulente tecnico di parte, normalmente, partecipa ad un processo civile:

  • in primo luogo, il cosiddetto ctp può intervenire nel procedimento, mediante un elaborato peritale depositato dalla parte interessata e che ha incaricato il consulente. Trattasi della cosiddetta perizia giurata, le cui valutazioni tecniche possono essere molto utili per supportare la domanda giudiziale proposta. Infatti, una perizia sui fatti di causa, dove emergono sia le circostanze contestate alla controparte sia le conseguenze del comportamento avverso ed illecito, è certamente un ottimo indizio di prova, anche se non completamente decisivo;
  • in secondo luogo, il consulente tecnico di parte può intervenire durante il processo, poiché nominato contestualmente all’incarico conferito al consulente d’ufficio [1]. Il giudice, infatti, per questioni squisitamente tecniche, non avendo le competenze adeguate in merito, in determinate circostanze (ad esempio, quando si tratta di accertare le lesioni permanenti patite da un danneggiato) può nominare il cosiddetto ctu. A questo punto, la presenza di un consulente di parte diventa essenziale per controllare tecnicamente l’operato del professionista incaricato dal magistrato ed anche per indirizzare, con le proprie osservazioni, le conclusioni del medesimo consulente tecnico d’ufficio.

Consulente tecnico di parte: chi lo paga?

Essendo un professionista incaricato dalla parte interessata, l’onorario del medesimo non può che essere a carico di colui che lo ha nominato. Tuttavia, questo compenso potrebbe essere considerato come una spesa che l’attore di un procedimento civile ha dovuto necessariamente affrontare per la causa proposta. A questo punto, pertanto, si potrebbe prefigurare il presupposto per avere il rimborso di tale onere: lo si potrebbe ottenere a seguito di una sentenza favorevole, in cui le spese sono state poste a carico della parte soccombente.

Consulente tecnico di parte: può testimoniare?

Alla predetta domanda ha dato risposta una sentenza, non proprio recente, della Suprema Corte di Cassazione [2], secondo la quale ad una perizia giurata, per quanto tale, deve attribuirsi il valore di semplice indizio. Per questa ragione, il consulente tecnico di parte può essere chiamato a testimoniare sulle circostanze di fatto accertate nella perizia. Qualora il predetto professionista dovesse confermarle in qualità di testimone, esse si trasformerebbero in una vera e propria prova che il giudice dovrebbe necessariamente prendere in considerazione ai fini della decisione finale. Pertanto, gli Ermellini, con questa sentenza chiariscono che, almeno per determinate circostanze, il consulente tecnico di parte può assumere anche il ruolo di testimone nel processo civile.


note

[1] Art. 201 cod. proc. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 443/1997


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