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Trump a rischio: sì alla procedura di impeachment

31 Ottobre 2019 | Autore:
Trump a rischio: sì alla procedura di impeachment

La Camera approva una nuova fase di inchiesta che potrebbe rimuovere dalla Casa Bianca il Presidente, accusato di aver pressato su Kiev per indagare su Biden.

Parla di «caccia alle streghe». Il che, nel giorno di Halloween, tutto sommato, ci sta. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, digita poche parole su Twitter per commentare il voto con cui la Camera ha approvato oggi la risoluzione per l’impeachment dell’inquilino della Casa Bianca. Un semaforo verde che dà il via ad una nuova fase in inchiesta sulle presunte pressioni di Trump per sbloccare gli aiuti militari all’Ucraina in cambio di un’inchiesta su Joe Biden, suo avversario nella corsa alle prossime presidenziali. In altre parole, un nuovo passo avanti per mandare via dallo studio ovale uno dei presidenti americani più discussi degli ultimi decenni.

Trump ribadisce di essere vittima della «più grande caccia alle streghe della storia dell’America». Ma, intanto, deve incassare il colpo dei 232 deputati che lo vogliono sotto inchiesta (quelli contrari sono stati 196). Sapendo che, ben che gli vada, potrebbe fare la fine di Bill Clinton, indagato ma poi assolto per l’affaire Lewinsky. Ma che potrebbe andargli molto peggio e finire come Richard Nixon, costretto a fare i bagagli per lo scandalo Watergate.

Impietosa la deputata democratica Nancy Pelosi nel suo discorso pronunciato alla Camera prima del voto: «Qui è in gioco la nostra democrazia», ha tuonato la Speaker. «Quando abbiamo un presidente che sostiene che l’articolo II della Costituzione dice “io posso fare quello che voglio”, questa è una sfida alla separazione dei poteri, non è quello che dice la Costituzione. Per che cosa stiamo combattendo? Per difendere la nostra democrazia per il popolo».

Anche il capo della commissione Intelligence, Adam Schiff, è intervenuto dicendo che «questa risoluzione segna l’avvio di una nuova fase di questa inchiesta, una in cui il popolo americano potrà ascoltare direttamente i testimoni», riferendosi all’avvio delle audizioni pubbliche.

Lapidaria la figlia del presidente, Ivanka Trump, che scomoda addirittura Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, per difendere il padre: «Circondato da nemici e spie che si appropriano e distorcono ogni parola che cade dalle mie labbra o esce dalla mia penna, e inventano quando mancano i fatti». Testo ripreso da una lettera di Jefferson alla figlia Martha, con riflessioni sull’atmosfera di Washington. «Alcune cose non cambiano mai, papà!», ha concluso Ivanka.

L’impeachment, cioè la procedura per la rimozione del presidente degli Stati Uniti, è previsto nei casi di tradimento, corruzione e altri crimini. Il Congresso vota i capi di imputazione prima in una commissione e poi in seduta plenaria. Nel caso in cui almeno uno di questi capi di imputazione venga approvato a maggioranza semplice, il presidente Usa diventa formalmente incriminato.

Dopo il voto di oggi, come accennato, si apre una fase in cui ci saranno delle audizioni di testimoni a porte chiuse e, successivamente, quelle a porte aperte.

Il processo contro il presidente Usa deve essere diretto dal Capo di Giustizia della Corte Suprema degli Stati Uniti, la carica giudiziaria e costituzionale più elevata del Paese.

Il ruolo di pubblica accusa in un procedimento di impeachment viene ricoperto da un gruppo scelto di deputati (i cosiddetti manager), mentre il presidente è rappresentato dai suoi avvocati. Al Senato, il compito di rappresentare la giuria.

Come in ogni dibattimento giudiziario, vengono interrogati e controinterrogati sotto giuramento diversi testimoni.

Infine, il Senato pronuncia la sua sentenza. Per rimuovere Trump ci vogliono almeno i voti di due terzi dei senatori. Da quel momento, l’inquilino della Casa Bianca deve abbandonare la sua carica, che passa al vicepresidente.


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