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Lavoro straordinario: ultime sentenze

4 Novembre 2022
Lavoro straordinario: ultime sentenze

Onere probatorio del lavoratore; corresponsione dei compensi previsti per il lavoro straordinario; principio di onnicomprensività della retribuzione; maggiorazione retributiva per lavoro notturno.

Indice

Lavoro straordinario: richiede autorizzazione scritta?

A meno che non ci siano diverse disposizioni contrattuali, lo svolgimento di lavoro straordinario non deve essere autorizzato da parte del responsabile dell’ufficio necessariamente in forma scritta, potendo dunque l’autorizzazione essere data anche verbalmente e perfino tacitamente.

Corte appello Campobasso sez. lav., 08/09/2022, n.119

Prova di lavoro straordinario: allegazioni puntuali

In materia di lavoro subordinato, il lavoratore che chieda in via giudiziale il compenso per il lavoro straordinario asseritamente svolto ha il dovere di supportare la sua richiesta con allegazioni puntuali e con una prova rigorosa.

Tribunale Torino sez. lav., 08/09/2022, n.1183

Lavoro straordinario nel pubblico impiego: quando va remunerato?

Nel pubblico impiego contrattualizzato il diritto al compenso per il lavoro straordinario presuppone l’autorizzazione dell’amministrazione, poiché è indispensabile la previa valutazione della sussistenza delle ragioni di interesse pubblico che impongono il ricorso a tali prestazioni e comporta, altresì, la verifica della compatibilità della spesa con le previsioni di bilancio, compatibilità della quale non si può prescindere anche in tema di costo del personale.

Corte appello Bari sez. lav., 10/08/2022, n.1404

Preventiva autorizzazione del dirigente responsabile

Nell’ambito del rapporto di lavoro alle dipendenze di una azienda sanitaria locale, compete al lavoratore il diritto al compenso del lavoro straordinario espletato, per come disciplinato del c.c.n.l. di categoria, solo in presenza di preventiva autorizzazione del dirigente responsabile all’espletamento dello straordinario, restando escluso che possa qualificarsi quale autorizzazione in sanatoria la certificazione da parte della amministrazione circa lo straordinario già espletato dal dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 27/07/2022, n.23509

Illegittimità o contrarietà a disposizioni del contratto collettivo

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il diritto al compenso per il lavoro straordinario svolto, che presuppone la previa autorizzazione dell’amministrazione, spetta al lavoratore anche laddove la richiesta autorizzazione risulti illegittima e/o contraria a disposizioni del contratto collettivo, atteso che l’art. 2108 c.c., applicabile anche al pubblico impiego contrattualizzato, interpretato alla luce degli artt. 2 e 40 del d.lgs. n. 165 del 2001 e dell’art. 97 Cost., prevede il diritto al compenso per lavoro straordinario se debitamente autorizzato e che, dunque, rispetto ai vincoli previsti dalla disciplina collettiva, la presenza dell’autorizzazione è il solo elemento che condiziona l’applicabilità dell’art. 2126 c.c.

(Nella specie, la S.C. ha riconosciuto il compenso per lavoro straordinario ad un autista di scuolabus, comandato ad effettuare il servizio di trasporto disabili, sebbene l’autorizzazione implicita allo svolgimento dello straordinario si ponesse in contrasto con l’art. 38 del c.c.n.l. del 14 settembre 2000 per il personale del comparto Regioni ed Autonomie locali).

Cassazione civile sez. lav., 27/07/2022, n.23506

Attività lavorativa eccedente i limiti orari stabiliti dal Ccnl

Al dirigente medico che abbia svolto attività lavorativa eccedente i limiti orari stabiliti dal contratto collettivo d’area sanitaria non spetta la retribuzione per lavoro straordinario, atteso che tali prestazioni sono già remunerate mediante la corresponsione della retribuzione di risultato.

Cassazione civile sez. lav., 28/06/2022, n.20801

Superamento della tollerabilità dell’orario di lavoro: risarcimento

In materia di compensazione per l’attività di lavoro straordinario, si può far valere in via risarcitoria il danno derivante dal superamento dei limiti di tollerabilità dell’orario di lavoro; pertanto, non è esclusa la responsabilità del datore di lavoro e gli effetti dissuasivi ad essa connessi con riferimento ai comportamenti illeciti, sia in merito al superamento di limiti specifici sia nel caso in cui le prestazioni richieste o accettate dovessero risultare esorbitanti in ordine alla quantità del lavoro e all’inadeguatezza dei mezzi predisposti rispetto alla normalità e dovessero sacrificare illegittimamente l’integrità psico-fisica o la personalità morale del lavoratore, in violazione dell’art. 2087 c.c., quale espressione dei diritti costituzionalmente garantiti alla salute (art. 32) ed alla dignità del lavoro (artt. 35 e 2)

Tribunale Modena sez. lav., 31/05/2022, n.237

Straordinari nel pubblico impiego: condizioni di retribuibilità

Nel rapporto di pubblico impiego la retribuibilità delle prestazioni di lavoro straordinario è condizionata all’esistenza dei seguenti presupposti: 1. il carattere eccezionale delle prestazioni svolte; 2. la preventiva ed espressa autorizzazione da parte del dirigente responsabile o, in alternativa, la successiva autorizzazione in sanatoria; 3. il limite massimo di 250 ore annue; 4. in caso di straordinario elettorale, il rispetto del limite medio di spesa di 50 ore mensili per persona, fino ad un massimo di 70 ore mensili per il periodo intercorrente dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi al trentesimo giorno successivo al giorno delle consultazioni stesse.

Tribunale Castrovillari sez. lav., 19/05/2022, n.837

Rifiuto a svolgere lavoro straordinario: è insubordinazione?

La reiterata contestazione del lavoro straordinario attuata non mediante meri alterchi o diverbi, ma attraverso condotte offensive ed ingiuriose nei confronti dei propri superiori integra un’insubordinazione e rappresenta una condotta idonea a pregiudicare l’esecuzione ed il corretto svolgimento delle disposizioni impartite dai superiori, venendo con essa contestata la stessa organizzazione aziendale: si tratta di vera e propria insubordinazione, come tale causa legittima di licenziamento.

Corte appello Torino sez. lav., 10/05/2022, n.274

Onere probatorio: in cosa consiste?

Il lavoratore che agisce per ottenere le retribuzioni deve provare l’elemento costitutivo del suo diritto, ossia la sussistenza del rapporto di lavoro; sul datore di lavoro che eccepisce l’avvenuto pagamento delle somme richieste incombe invece l’onere di dimostrare di aver corrisposto le retribuzioni reclamate. Tale principio è applicabile alla retribuzione mensile, alla tredicesima e al trattamento di fine rapporto, ma non agli importi domandati a titolo di ferie, festività non godute e lavoro straordinario, che costituiscono voci distinte dello stipendio, la cui fruizione è condizionata da presupposti specifici e diversi dalla prestazione del lavoro ordinario: pertanto per queste voci il lavoratore è onerato di provare anche la mancata fruizione delle ferie e/o il non godimento delle festività nonché lo svolgimento di lavoro ‘in eccedenza’ rispetto all’orario normale.

Tribunale Avellino sez. lav., 06/05/2022, n.428

Diritti dell’impiegato al riposo settimanale

La prestazione lavorativa, resa nel giorno destinato al riposo settimanale o nel festivo infrasettimanale, non determina il diritto alla retribuzione a titolo di lavoro straordinario, se non per le ore eccedenti l’ordinario turno di servizio giornaliero.

Consiglio di Stato sez. II, 01/03/2022, n.1467

L’indennità per la prestazione dell’attività lavorativa in giornata destinata al riposo

Con riferimento alla retribuzione per il lavoro straordinario per gli appartenenti alla Guardia di Finanza, l’indennità di cui all’art. 54 d.P.R. n. 164/2002 ha la funzione di remunerare il disagio dovuto dalla prestazione dell’attività lavorativa in una giornata destinata al riposo, non incidendo quindi sul computo dello straordinario.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/02/2022, n.1485

Pronta disponibilità: cosa si deve concedere al lavoratore?

Nel comparto sanità, qualora il dipendente in servizio di pronta disponibilità venga chiamato a rendere la prestazione, il datore di lavoro deve corrispondere sia la maggiorazione retributiva per il lavoro straordinario svolto, che garantire al lavoratore il riposo settimanale, a prescindere da una sua richiesta, trattandosi di diritto indisponibile, costituzionalmente garantito.

Tribunale Bari sez. lav., 11/01/2022, n.31

Prescrizione dei crediti da lavoro dipendente

La prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948 n. 4 c.c. riguarda non solo il credito per la retribuzione ordinaria, ma anche – in considerazione della sua accessorietà – quello per il lavoro straordinario, a prescindere dalla periodicità della relativa prestazione, nonché le retribuzioni per le festività nazionali coincidenti con la domenica ed ogni altro credito di lavoro, cioè avente origine e titolo nel rapporto di lavoro, restando escluse dalla sua applicazione soltanto le erogazioni originate da cause autonome, rispetto a detto rapporto, ovvero dalla responsabilità del datore di lavoro.

Corte appello Roma sez. lav., 01/12/2021, n.4065

Prestazione oltre l’orario di lavoro

Il lavoratore che adduca di aver svolto la prestazione oltre l’orario di lavoro deve provare rigorosamente l’assunto ed i suoi termini quantitativi. Difatti egli deve provare non già genericamente l’an (e cioè dell’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa oltre i limiti), ma anche la sua esatta collocazione cronologica, ovvero l’indicazione del quantum di ore per le quali si è protratta la prestazione lavorativa oltre il normale orario di lavoro pattuito.

Tribunale Prato sez. lav., 24/08/2021, n.136

Indennità di turno e compenso per lavoro straordinario

L’art. 22 del c.c.n.l. comparto Regioni e Autonomie Locali del 14 settembre 2000 non contiene alcuna disposizione che afferma l’incompatibilità tra il compenso per lavoro straordinario e la indennità di turno; il turno non è altro che la rotazione del personale in prestabilite articolazioni dell’orario di lavoro giornaliero, il quale viene remunerato attraverso l’erogazione della corrispondente indennità, che mira a ricompensare interamente, e solamente, il disagio derivante dalla particolare articolazione del normale (ordinario) orario di lavoro prestato nell’ambito di ciascun turno; correlativamente l’art. 38 del richiamato CCNL non contiene alcuna disposizione che afferma la dedotta incompatibilità dell’indennità di turno con il compenso per lavoro straordinario, il quale remunera le ore di lavoro prestato oltre il normale (ordinario) orario di lavoro; detta disposizione si limita ad affermare che le prestazioni di lavoro straordinario mirano a fronteggiare situazioni di remunera le ore di lavoro prestato oltre il normale (ordinario) orario di lavoro; detta disposizione si limita ad affermare che le prestazioni di lavoro straordinario mirano a fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali e che, pertanto, non possono essere utilizzate come fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e di copertura dell’orario di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 16/07/2021, n.20391

Attività lavorativa nei giorni festivi

Il computo del lavoro straordinario deve farsi con riguardo alla quantità di lavoro prestata nell’ambito della singola giornata (criterio c.d. “verticale”) e non secondo l’eccedenza oraria settimana per settimana (criterio c.d. “orizzontale”). Di conseguenza, allo stato attuale della legislazione, lo svolgimento di attività lavorativa in giorni festivi fa sorgere solo il diritto al riposo compensativo e non fonda una pretesa di carattere patrimoniale a titolo di compenso per lavoro straordinario.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 26/04/2021, n.734

Rinuncia al diritto all’astensione dal lavoro nelle giornate festive infrasettimanali

Il diritto soggettivo di astenersi dalla prestazione in occasione delle festività infrasettimanali è disponibile da parte del lavoratore, il quale può rinunciarvi in virtù di un accordo individuale con il datore di lavoro, il cui contenuto deve essere interpretato alla luce della l. n. 260 del 1949, che, pur prevedendo l’indisponibilità del diritto a livello collettivo e dunque la nullità delle clausole della contrattazione collettiva che dovessero prevederlo come obbligatorio, non prevede un divieto assoluto di lavorare nelle predette festività.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva giudicato nulla per indeterminatezza dell’oggetto la clausola di alcuni contratti individuali di lavoro secondo cui, qualora richiesto, il lavoratore poteva essere chiamato “a prestare attività lavorativa nei giorni festivi e domenicali, fermo il diritto al riposo previsto dalla legge”, ritenendola interpretabile come manifestazione di una generica disponibilità alla prestazione lavorativa, che necessitava di ulteriore specifico consenso del lavoratore, con riferimento alle singole giornate festive nelle quali il datore avesse richiesto il suo impiego).

Cassazione civile sez. lav., 31/03/2021, n.8958

Straordinario: a chi spetta?

Secondo i principi di diritto formulati dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, i funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario qualora la prestazione, per la sua durata, superi – secondo un accertamento riservato al giudice del merito ed incensurabile in sede di legittimità, ove adeguatamente motivato – il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante.

Cassazione civile sez. VI, 18/03/2021, n.7678

Lavoro prestato nella festività infrasettimanale

L’indennità prevista dall’articolo 44, commi 3 e 12, del Ccnl 1 settembre 1995 per il personale del comparto sanità è volta a compensare la maggiore gravosità del lavoro prestato secondo il sistema dei turni, gravosità che si accresce nei casi in cui il turno ricada in giorno festivo, ed è cumulabile con il diritto, riconosciuto al lavoratore dall’articolo 9 del Ccnl 20 settembre 2001, di godere del riposo compensativo per il lavoro prestato nella festività infrasettimanale o, in alternativa, di ricevere il compenso per il lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo.

Cassazione civile sez. lav., 10/03/2021, n.6716

Quando non è dovuta la retribuzione del lavoro straordinario?

In carenza di autorizzazione preventiva da parte dell’Amministrazione di appartenenza, il militare non ha diritto al compenso per il lavoro straordinario prestato in eccedenza rispetto al monte – ore prestabilito, ma solo al godimento dei riposi compensativi corrispondenti.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/02/2021, n.1401

Autorizzazione al superamento del monte ore previsto per lo straordinario

L’autorizzazione al superamento del monte – ore previsto per lo straordinario non può essere sostituita dagli ordini di servizio e non può ritenersi implicitamente rilasciata con l’adozione degli stessi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/02/2021, n.1401

Retribuibilità del lavoro straordinario: condizioni e presupposti

Anche nel rapporto di pubblico impiego dei militari della Guardia di Finanza trova applicazione la regola per la quale la retribuibilità del lavoro straordinario è, in via di principio, condizionata all’esistenza di una previa e formale autorizzazione allo svolgimento di prestazioni eccedenti l’ordinario orario di lavoro, la quale svolge una pluralità di funzioni, tutte riferibili alla concreta attuazione dei principi di legalità, imparzialità e buon andamento cui, ai sensi dell’art. 97 Cost., deve essere improntata l’azione della P.A., anche militare.

Tale autorizzazione, infatti, verifica in concreto la sussistenza delle ragioni di pubblico interesse che rendono necessario il ricorso a prestazioni lavorative eccedenti l’orario normale di lavoro e al tempo stesso rappresenta lo strumento più adeguato per evitare, per un verso, che mediante incontrollate erogazioni di somme per prestazioni di lavoro straordinario si possano superare i limiti di spesa fissati dalle previsioni di bilancio, con grave nocumento dell’equilibrio finanziario dei conti pubblici e, per altro verso, che i pubblici dipendenti siano assoggettati a prestazioni lavorative che, eccedendo quelle ordinarie individuate come punto di equilibrio fra le esigenze dell’Amministrazione e il rispetto delle condizioni psicofisiche del dipendente, possano creare nocumento alla salute e alla dignità della persona.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/02/2021, n.1401

Indennità in caso di gravosità di turni per il dipendente

L’indennità prevista dall’art. 44, commi 3 e 12, del c.c.n.l. comparto sanità del 1 settembre 1995 è volta a compensare la maggiore gravosità del lavoro prestato secondo il sistema dei turni, gravosità che si accresce nei casi in cui il turno cada in giorno festivo, ed è cumulabile con il diritto, riconosciuto al lavoratore dall’art. 9 del c.c.n.l. del 20 settembre 2001, di godere del riposo compensativo per il lavoro prestato nelle festività infrasettimanali o, in alternativa, di ricevere il compenso per il lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo.

Cassazione civile sez. lav., 25/01/2021, n.1505

La retribuzione corrisposta per prestazioni continuative e sistematiche di lavoro straordinario

In tema di retribuzione nel lavoro subordinato, ai fini della determinazione della base di calcolo degli istituti indiretti (tredicesima mensilità, ferie, festività, ex festività soppresse e permessi retribuiti) non vige nell’ordinamento un principio di omnicomprensività, sicché il compenso per lavoro straordinario va computato, a tali fini, solo ove previsto da norme specifiche o dalla disciplina collettiva; pertanto, la retribuzione corrisposta per prestazioni continuative e sistematiche di lavoro straordinario, non facendo parte della retribuzione normale anche se corrisposta in maniera fissa e stabile, non rileva ai fini del trattamento retributivo per le festività infrasettimanali, poiché la l. n. 260 del 1949, art. 5, nel testo di cui alla l. n. 90 del 1954, fa riferimento alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio.

Cassazione civile sez. lav., 23/10/2020, n.23366

Esclusione del disabile dalla turnazione per lo straordinario

Il disposto dell’art. 2 l. n. 67/2006 prevede che il principio di parità di trattamento comporta che non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità. Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga (confermata, nella specie, la sanzione irrogata al Ministero dei Trasporti per la decisione di non includere un lavoratore disabile nella turnazione prevista per il lavoro straordinario).

Cassazione civile sez. lav., 07/07/2020, n.14075

Lavoro straordinario

Il soggetto che agisce per ottenere la corresponsione dei compensi previsti per il lavoro straordinario è gravato dell’onere di fornire prova puntuale delle ore di lavoro svolte. Tale onere probatorio investe, dunque, sia la prova dello svolgimento della prestazione lavorativa nell’orario normale, sia la prova dello svolgimento della prestazione lavorativa oltre tale orario, sia la prova dell’articolazione di tale prestazione, con riferimento ad eventuali pause godute al fine di potere puntualmente ricostruire la prestazione resa.

Tribunale Bari sez. lav., 03/10/2019, n.3889

Pagamento del lavoro straordinario: onere probatorio

Ai fini del pagamento del lavoro straordinario, gli sconfinamenti in eccesso dall’orario di lavoro previsto dal contratto costituiscono l’oggetto precipuo dell’onere probatorio a carico del lavoratore che deduca di aver svolto la propria attività lavorativa oltre il normale orario di lavoro.

Al riguardo, il lavoratore che domandi in via giudiziale il compenso per il lavoro straordinario deve dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro, senza che la valutazione equitativa del giudice possa supplire l’assenza di siffatta prova.

Tribunale Reggio Calabria sez. lav., 09/10/2019, n.1258

Azione per l’accertamento dell’orario di lavoro prestato

Il lavoratore che ricorre dinanzi all’autorità giudiziaria per far accertare, tra l’altro, l’orario di lavoro effettivamente prestato, e la conseguente corresponsione del compenso per il lavoro straordinario, ha l’onere di dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro, senza che l’assenza di tale prova possa esser supplita dalla valutazione equitativa del giudice.

Corte appello Milano sez. lav., 10/04/2019, n.304

Compensi per lavoro straordinario computabili ai fini del Tfr

Il principio di onnicomprensività della retribuzione, sancito dall’art. 2121 c.c., ai fini della determinazione dell’indennità di anzianità, poi confluita nel trattamento di fine rapporto, trova applicazione anche ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita con conseguente nullità, ai sensi dell’art. 2121 c.c., e dell’art. 1419 c.c., di clausole contrattuali che escludano espressamente la computabilità di indennità corrisposte in maniera continuativa o che adottino una nozione di retribuzione non comprensiva di emolumenti percepiti in maniera continuativa, come il compenso per lavoro straordinario continuativo.

Tribunale Bari sez. lav., 12/09/2019, n.3379

Allegazione del fatto costitutivo

In tema di lavoro subordinato, sul lavoratore che chiede in via giudiziale il compenso per lavoro straordinario, grava un onere probatorio rigoroso, che esige il preliminare adempimento dell’onere di una specifica allegazione del fatto costitutivo, senza che al mancato assolvimento di entrambi possa supplire la valutazione equitativa del giudice.

Corte appello Milano sez. lav., 13/08/2019, n.1144

Sistemi di rilevazione del tempo di lavoro 

Un sindacato di lavoratori spagnolo ha promosso un ricorso collettivo dinanzi alla Corte centrale di Spagna per chiedere la pronuncia di una sentenza che obbligasse un’azienda ad istituire un sistema di registrazione dell’orario di lavoro giornaliero svolto dai dipendenti al fine di verificare il rispetto degli orari di lavoro contrattualmente stabiliti, con conseguente trasmissione ai rappresentanti sindacali delle informazioni relative al lavoro straordinario effettuato mensilmente.

Corte giustizia UE grande sezione, 14/05/2019, n.55

Prestazione di lavoro supplementare o straordinario

La prova dello svolgimento di lavoro supplementare/straordinario e della sua effettiva entità, grava sul lavoratore che agisca per ottenere il relativo compenso e deve essere data in maniera rigorosa, senza possibilità che tale onere della prova venga sostituito da una valutazione equitativa del giudice, utilizzabile solo in riferimento alla liquidazione del quantum debeatur, sul presupposto che risulti già provato l’an.

Tribunale Modena sez. lav., 16/04/2019, n.65

Pubblico impiego contrattualizzato

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il diritto al compenso per il lavoro straordinario svolto presuppone, di necessità, la previa autorizzazione dell’amministrazione, poiché essa implica la valutazione della sussistenza delle ragioni di interesse pubblico che impongono il ricorso a tali prestazioni e comporta, altresì, la verifica della compatibilità della spesa con le previsioni di bilancio.

Corte appello Catania sez. lav., 26/03/2019, n.268

Lavoro straordinario del docente universitario 

La controversia in materia di spettanza del trattamento retributivo per lavoro straordinario in capo al docente universitario svolgente attività assistenziale presso la struttura ospedaliera va devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, posto che la vicenda su cui si controverte non investe la dinamica del rapporto con l’istituzione universitaria, riguardando invece esclusivamente pretese riconducibili alla relazione di lavoro con l’azienda ospedaliera.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 18/02/2019, n.921

Lavoro notturno

La maggiorazione retributiva per lavoro notturno, diretta a compensare il maggior disagio di questo, non può essere negata per il fatto solo che tale lavoro avvenga nell’ambito di turni servizio – conformi, del resto, le previsioni degli artt. 2108 c.c. e 7 d.lgs. 532/99.

Tribunale Torino sez. lav., 11/02/2019, n.275



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3 Commenti

  1. Svolgo lavoro d’ufficio, non ho straordinari pagati e marco solo l’ingresso e non l’uscita. In molti fanno tante ore di straordinario (sempre più di un’ora al giorno), alcuni colleghi anche 2 o 3 al giorno per settimane di fila. E’ ormai una prassi, vi è qualche violazione di legge o vi sono altre potenziali implicazioni legate a questa prassi? Ad esempio: se un dipendente fa un incidente tornando a casa dopo aver lavorato 10 ore per diversi giorni di seguito, può rivalersi sull’azienda per i danni subiti o arrecati?

    1. Ai sensi dell’art. 2, co. 1, D.Lgs. 66/2003, si definisce innanzitutto lavoro straordinario, quello prestato oltre l’orario normale di lavoro, cioè oltre la quarantesima ora settimanale (se il dipendente ha un contratto a tempo pieno). Per la maggiore fatica che comporta, il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro, oppure – in alternativa o in aggiunta a dette maggiorazioni – con riposi compensativi. I contratti collettivi stabiliscono la durata massima dello straordinario, ossia quante ore i dipendenti possono lavorare oltre il tetto delle 40 ore settimanali. L’orario settimanale – in presenza o in assenza di contrattazione applicabile – non può in ogni caso superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario, per ogni periodo di 7 giorni.Il limite massimo di 48 ore deve essere calcolato, come media, in un periodo di riferimento non superiore a 4 mesi, elevabile dalla contrattazione collettiva a 6 mesi (12 a fronte di ragioni obiettive, tecniche o organizzative).Ciò posto, se l’azienda presso la quale il lavoratore lavora impone lo svolgimento di un numero di ore di straordinario superiore a quanto concesso dalla legge e dalla contrattazione collettiva e/o non provvede a remunerarlo per il superiore orario svolto (o quantomeno a concedere dei riposi compensativi), commette un illecito.

      Si tenga infatti presente che il lettore non è obbligato (salvo in casi particolari) ad accettare la richiesta dell’azienda di svolgere lavoro straordinario e, in ogni caso, ha diritto ad essere regolarmente pagato per il lavoro svolto.Se le ore di lavoro effettivamente prestato non sono “tracciate” o “tracciabili”, ciò ha sicuramente ripercussioni, a seconda dei casi, in diversi ambiti: ad esempio, l’azienda non versa i contributi per le ore in più svolte dal lettore; in caso di infortunio o sinistro durante l’orario straordinario “non ufficiale”, non opera la copertura assicurativa Inail in caso di infortunio o sinistro.
      Conseguentemente, il lettore ha diverse possibilità di “reazione”:
      – può rivolgersi ad un sindacato: l’associazione di categoria provvederà a conteggiare le somme spettanti a titolo di lavoro straordinario e manderà quindi una lettera all’azienda, intimandola a pagare quanto prima le somme dovute al lavoratore.
      – può rivolgersi ad un avvocato: se le ore di lavoro straordinario non pagate sono indicate nel loro ammontare nella busta paga, si potrà utilizzare tale documento quale prova per chiedere al giudice del lavoro la pronuncia di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti dell’azienda. Si tratta di un procedimento molto celere, che consente di ottenere un provvedimento con il quale il Magistrato ordina all’azienda l’immediato pagamento della retribuzione non corrisposta. In mancanza di pagamento il lavoratore potrà procedere con il pignoramento dei beni del datore.

      Se invece le ore di lavoro straordinario effettivamente svolte non risultano da alcun documento, l’unica soluzione possibile è iniziare una vera e propria causa contro il datore.L’orario di lavoro svolto dovrà essere provato per testimoni e in modo molto preciso.È indispensabile infatti, in questi casi, disporre di colleghi, clienti, fornitori, o comunque persone a conoscenza dell’orario di lavoro svolto dal lettore, che possano quindi confermare dinanzi al Giudice che questi ha lavorato in un determinato periodo per un certo orario, svolgendo determinate mansioni.Infine, un’ulteriore soluzione può essere quella di rivolgersi il lettore all’Ispettorato del Lavoro della provincia presso la quale ha il domicilio (o ove presta la propria attività lavorativa) e contattare l’ispettore di turno. Insieme a quest’ultimo, dovrà descrivere le inadempienze del datore di lavoro e cioè indicare l’orario di lavoro svolto, il mancato pagamento delle ore di lavoro straordinario, le sue mansioni, il periodo in cui non ha ricevuto alcun pagamento, fornendo all’ispettore tutta la documentazione che possa dare ulteriore dimostrazione delle affermazioni espresse. La stesura del verbale e la firma dello stesso da parte del lettore determineranno l’avvio di accertamenti e controlli sull’operato dell’azienda e l’applicazione di eventuali sanzioni.

  2. Inoltre, aggiungo una domanda alla precedente… Il mio datore di lavoro è obbligato a registrare le ore di attività in eccesso, rispetto all’orario lavorativo ordinario? Vi ringrazio anticipatamente per la vostra consueta disponibilità. Il vostro sito per me è un sito giuridico al quale attingere per sciogliere i miei dubbi

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