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Di Maio a rischio leadership: si apre la via del congresso M5S

31 Ottobre 2019
Di Maio a rischio leadership: si apre la via del congresso M5S

La base si ribella al vertice: decisioni imposte e senza possibilità di confronto. Necessario recuperare il vecchio spirito del Movimento. 

Mai come in questi ultimi giorni, la leadership di Di Maio è a rischio. L’esito elettorale in Umbria ha rimesso in gioco le scelte tattiche del M5S che, seppur avallate formalmente dal voto su Rousseau, di fatto sono piovute ai parlamentari come una presa di posizione imposta dal vertice. E il vertice è Di Maio. 

Ora, si apre la via della convocazione del Congresso. Giorgio Trizzino, in una lettera aperta anticipata all’Adnkronos, rompe un tabù per i 5 stelle. Il deputato del M5S, pur senza ‘sfiduciare’ Luigi Di Maio, auspica che i poteri non siano più accentrati come successo finora, ma prevalga “una visione collegiale”. “Ormai da tempo – si legge nella lettera di Trizzino – circolano all’interno del Movimento più voci che si chiedono quali vie occorra seguire per consolidarne i valori fondanti e adattarli alle nuove esigenze imposte dalle contingenze politiche”.

La sconfitta in Umbria

“Anch’io ho partecipato a tale esercizio di democrazia interna e ancor di più intendo proseguire lungo questa linea all’indomani di un deludente, ma non imprevisto, risultato elettorale umbro. Purtroppo è accaduto talvolta che la rappresentazione mediatica del dibattito si sia ridotta ad una specie di dichiarazione di sfiducia nei confronti della persona che è alla guida del Movimento. Va chiarito -sottolinea- che non è mai stata questa la mia intenzione, e che, al contrario, ritengo opportuno che vada modificato, in forma non traumatica, né attraverso indebite epurazioni, l’assetto organizzativo del Movimento attraverso una discussione aperta tra tutti gli aderenti. Il fine è quello di realizzare un collegamento più stabile ed efficiente tra elettori ed eletti, restituendo ai primi la parola circa gli orizzonti programmatici del Movimento”.

“Per questo -incalza Trizzino- mi pare si debba insistere sulla convocazione di un’assise congressuale che integri la piattaforma Rousseau nella sua funzione consultiva e decisionale ma che si proponga di esprimere un indirizzo chiaro e non conflittuale relativamente al modello di governo interno a partire da proposte di innovazioni, se non riedizioni, statutarie. E questo non per ribaltarele odierne posizioni di vertice ma per suggerire un metodo pluralistico di partecipazione alla vita ed alle scelte del Movimento”.

Scelte delicate

“Si tratta – sottolinea ancora Trizzino – di scelte delicatissime, che riguardano il tema delle alleanze, del rispetto del pluralismo interno, dell’incoraggiamento di politiche a sostegno del lavoro soprattutto giovanile, della determinazione degli indirizzi da seguire nei vari territori, della individuazione della classe dirigente e dei criteri di scelta degli aspiranti a cariche istituzionali, elettive e non, in modo da rispecchiare meriti e valori. Dovrebbe trattarsi, insomma, della verifica degli aggiornamenti utili a non rendere obsoleto un progetto politico inizialmente nato in forma spontanea e successivamente evoluto, grazie al successo della formula, in forza di governo”.

“Ripeto, questo non significa, né implica, rimozioni o destituzioni di persone che hanno decisivamente contribuito alla realizzazione di un progetto che a molti commentatori appariva velleitario e si è, al contrario, rivelato, grazie all’abnegazione dei fondatori e dell’attuale vertice, esperimento virtuoso e proficuo. L’attuale disegno statutario tende, non per deplorevole calcolo ma per necessità iniziale, a disegnare un sistema di accentramento di compiti nella figura di chi guida il Movimento. Probabilmente -ammette l’esponente 5 stelle- non si poteva far diversamente quando il Movimento muoveva i primi passi che presto si sono trasformati in autentici, fruttuosi salti”.

Una visione collegiale e non verticistica

“Oggi lo scenario è mutato ed impone che, per non disperdere entusiasmo e partecipazione corale, prevalga una visione collegiale delle cose, senza rinnegare quanto di fondamentale è stato possibile fare grazie a persone di spicco che meritatamente hanno ottenuto riconoscimenti e consensi. Con loro, ed in spirito solidaristico, senza rinunciare, ove occorra, a contributi critici per il bene del Movimento, la strada va proseguita collegialmente ed armoniosamente. Da queste considerazioni ed in questo spirito costruttivo, e non certo per non commendevoli mire individuali o vendicative, nasce l’idea, che condivido e vorrei tradurre presto in proposta politica con altri Amici, di concorrere ad una meditata e condivisa rifondazione del Movimento. A quest’opera vorrei offrire entrambe le mie mani, sperando che in molti si uniscano per il bene comune”, conclude Trizzino.

 


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