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Rivalutazione pensioni 2020

13 Dicembre 2019 | Autore:
Rivalutazione pensioni 2020

Aumento delle pensioni, modifiche al meccanismo di perequazione, nuovo tasso di rivalutazione del montante contributivo: le novità 2020.

Pubblicati il decreto del ministero dell’Economia [3] e la circolare Inps [4] coi quali è stabilito il tasso effettivo di rivalutazione delle pensioni 2020, che risulta pari allo 0.40%: la rivalutazione delle pensioni nel 2020 avverrà dunque sulla base di questo tasso. Ogni anno, difatti, attraverso il meccanismo di perequazione avviene l’adeguamento degli assegni Inps all’inflazione: in pratica, secondo quanto disposto, tutte le prestazioni economiche riconosciute dall’Inps aumenteranno sino a un massimo dello 0,4%, in base all’importo dell’assegno.

Non tutte le pensioni aumenteranno dello 0,4%, ma soltanto quelle sino a 4 volte il trattamento minimo (che dal 2020 ammonterà a 515,07 euro mensili): gli assegni d’importo più elevato beneficeranno di una rivalutazione progressivamente ridotta, dal 77% al 40%. Momentaneamente, alle pensioni tra 3 e 4 volte il minimo si applicherà il tasso di rivalutazione ridotto, pari allo 0,388%: la disposizione che prevede l’aumento pieno per le pensioni sino a 4 volte il minimo, difatti, è contenuta nella legge di Bilancio 2020, in corso di approvazione.

A beneficiare della rivalutazione pensioni 2020 sono tutte le prestazioni economiche riconosciute dall’Inps, dalle pensioni dirette (vecchiaia, anzianità, anticipata) alle indirette (pensioni ai superstiti), dalle prestazioni di previdenza a quelle di assistenza (assegno sociale, pensione d’invalidità civile…). Le pensioni limitatamente cumulabili con gli altri redditi, come l’assegno ordinario d’invalidità, godranno inoltre di un aumento delle soglie reddituali, subendo così minori riduzioni.

Aumenta anche il tasso di capitalizzazione per la rivalutazione dei contributi accantonati, superiore all’1,8%, per le pensioni, o le quote di pensioni, da calcolarsi col sistema contributivo, liquidate nel corso del 2020.

Continuerà ad essere operativo anche il cosiddetto taglio delle pensioni d’oro, che consiste nell’applicazione di un contributo di solidarietà sino al 40% sui trattamenti Inps più elevati. Il taglio è stato riformulato, in base alla rivalutazione dei trattamenti.

Nuovo meccanismo di rivalutazione della pensione 2020

La rivalutazione, o perequazione della pensione, consiste nell’adeguare l’importo dell’assegno erogato dall’ente previdenziale al costo della vita.

Nel 2019, l’adeguamento della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione è stato applicato soltanto alle pensioni d’importo sino a 3 volte il minimo. Dal 2020, sarà applicato anche alle pensioni che ammontano sino a 4 volte il minimo (qui la Guida completa al trattamento minimo); in particolare, il meccanismo di perequazione 2020 funzionerà in questo modo:

  • per le pensioni fino a 4 volte il minimo, l’adeguamento al costo della vita è pari al 100%; momentaneamente, in attesa della legge di bilancio 2020, l’adeguamento resta al 97% per le pensioni tra 3 e 4 volte il minimo;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 77%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 52%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo è del 47%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo è del 45%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo è del 40%.

In pratica, con la rivalutazione delle pensioni dello 0,4%, nel 2020:

  • alle pensioni fino a 4 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,40%; in attesa della legge di bilancio 2020, il tasso è pari allo 0,388% per le pensioni d’importo tra 3 e 4 volte il minimo;
  • alle pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,308%;
  • alle pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,208%;
  • alle pensioni di importo da 6 a 8 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,188%;
  • alle pensioni di importo da 8 a 9 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,18%;
  • alle pensioni di importo oltre 9 volte il minimo si applica un tasso di rivalutazione pari allo 0,16%.

Taglio pensioni d’oro 2020

Le pensioni più elevate, d’importo superiore a 100mila euro annui (circa 5mila euro netti al mese), continueranno a subire, nel 2020, un taglio fisso in misura percentuale ( che dovrebbe operare sino al 2023 compreso), dal 15% al 40% per fasce di reddito, attraverso l’applicazione di un contributo di solidarietà.

Per approfondire: Taglio delle pensioni d’oro.

Ad essere decurtate, ad ogni modo, resteranno soltanto le pensioni calcolate almeno in parte attraverso il sistema retributivo: le prestazioni calcolate col sistema integralmente contributivo continueranno a non essere ridotte. Nessun taglio anche per le pensioni liquidate in regime di cumulo [2], sia retributive che contributive, per le pensioni corrisposte in funzione dell’invalidità (assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità e di privilegio), per le pensioni indirette e di reversibilità e quelle riconosciute alle vittime del dovere o di azioni terroristiche.

Rivalutazione dei contributi accantonati

Per quanto riguarda le pensioni, o le quote delle pensioni, da calcolare col sistema contributivo, cresce la rivalutazione dei contributi accantonati presso l’Inps: il ministero del Lavoro ha, difatti, comunicato il tasso di capitalizzazione, cioè il valore da utilizzare per rivalutare i contributi relativi alle pensioni con decorrenza a partire dal 1° gennaio 2020, per l’anno 2019 [1].

Nel dettaglio, l’Istat, con una recente nota ha reso pubblico il tasso medio annuo di rivalutazione dei montanti contributivi per il 2019, pari allo 0,018254, risultato della variazione del Pil nominale nei cinque anni precedenti al 2018: il tasso di capitalizzazione per le pensioni liquidate nel 2020 sarà dunque pari all’1,8254% [1]

Coefficienti di trasformazione 2020

Restano uguali, per le pensioni aventi decorrenza dal 2020, i coefficienti di trasformazione: si tratta dei valori, espressi in misura percentuale, che trasformano il montante contributivo, cioè la somma dei contributi accantonati e rivalutati, in pensione.

I coefficienti di trasformazione crescono all’aumentare dell’età pensionabile, e sono inversamente proporzionali alla speranza di vita media: in pratica, più tardi il lavoratore va in pensione, più aumentano i coefficienti di trasformazione; più aumenta la speranza di vita, e vengono di conseguenza incrementati i requisiti per la pensione, più i coefficienti diminuiscono.

I coefficienti di trasformazione possono essere incrementati ogni biennio: cambieranno dunque nel 2021 (per approfondire: Coefficienti di trasformazione 2019- 2020).

note

[1] Comunicato ministero del Lavoro 25/10/2019; nota Istat prot.2773899 del 21/10/2019.

[2] Art.1, Co. 239 e ss. L. 228/2012, così come modificata dalla L. 232/2016.

[3] MEF decreto 15.11.2019.

[4] Circ. Inps 147/2019


1 Commento

  1. Una vergogna politica…..con 45 anni di lavoro pesante quellli di anni fa il 2019 un aumento di 27 euro ladri tutti dentro il Tevere …

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