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L’inghippo nell’alcoltest: se la seconda prova è uguale alla prima non c’è reato

8 Luglio 2013
L’inghippo nell’alcoltest: se la seconda prova è uguale alla prima non c’è reato

Etilometro: se la seconda prova dà lo stesso risultato della prima c’è qualcosa che non va nell’apparecchio e la sanzione può essere facilmente impugnata.

Anche l’alcoltest può fare cilecca ed è facile dimostrarlo: quando le due prove eseguite con lo strumento di controllo, ed effettuate in successione di diversi minuti di distanza l’una dall’altra (nel caso di specie, si è trattato di tredici minuti), mostrano lo stesso risultato, c’è qualcosa che non va. Infatti, normalmente, il secondo test mostra sempre un tasso di alcol nel sangue più basso rispetto al primo, per via del processo fisiologico di assorbimento del liquido all’interno dell’organismo.

Così il conducente sanzionato può evitare il processo penale o, quanto meno, essere assolto perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”. È quanto capitato a Milano, dove il tribunale ha assolto un automobilista [1] proprio per tale ragione. Una sentenza che oggi torna molto utile, visto l’orientamento contrario della Cassazione.

Durante il processo, il consulente ha spiegato che i due risultati identici, a distanza di quasi un quarto d’ora l’uno dall’altro, devono considerarsi un’anomalia che difficilmente capita. Insomma, c’è il ragionevole dubbio per assolvere.


note

[1] Trib. Milano, sentenza pubblicata dall’ottava sezione penale il 5.07.2013, giudice Luisa Ponti.


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1 Commento

  1. la cosa incredibile dell’alcoltest , in quanto trattasi reato antipatico in quanto molti professionisti per una cena tra colleghi si sono visti imputare un reato che di fatto il dolo non esiste non vi è nessun sinistro e/o guida spercolata, solo perchè l’apparecchio in cui i dati sono inseriti da tecnici indica un grado alcolico superiore, quindi perchè non si cerca insieme di interessare il guardasigilli di derubricare questo reato senza sanzioni penali. Cosa assurda all’italiana

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