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Compensazione delle cartelle Equitalia per le aziende con crediti verso la PA

9 Febbraio 2014
Compensazione delle cartelle Equitalia per le aziende con crediti verso la PA

Compensazione ed estinzione dei debiti col fisco per chi ha anche un credito certificato: ecco come funziona il nuovo meccanismo del Decreto “Destinazione Italia”.

È stato approvato l’emendamento al decreto “Destinazione Italia” che prevede la compensazione, per il 2014, delle cartelle esattoriali nei confronti delle imprese che siano titolari di crediti qualificati (ossia: non prescritti, certi, liquidi ed esigibili e debitamente certificati secondo le norme di legge) nei confronti della Pubblica Amministrazione, qualora la somma sia inferiore o pari al credito vantato. Con un successivo decreto ministeriale saranno individuati i criteri e le modalità di attuazione di tale prescrizione.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Come avevamo anticipato in un precedente articolo (leggi: “Stop cartelle Equitalia per chi ha un credito con la PA”), potranno chiedere la compensazione ed estinzione delle cartelle di Equitalia tutti i professionisti e le imprese che hanno:

– un credito certificato nei confronti di Stato, Regioni, Comuni, Province, AS, Università e altre pubbliche amministrazioni. La compensazione è molto ampia, potendo abbracciare debiti tributari erariali, contributivi e previdenziali nonché debiti di altra natura (per esempio, multe, canoni e tributi locali);

– purché tale credito non sia scaduto;

– sia riconducibile a un contratto;

– sia esattamente determinato nell’importo;

– sia esigibile (cioè non vi devono essere ostacoli per il pagamento del credito);

– ed infine purché tale credito non sia inferiore al loro debito verso l’erario.

 

La nuova versione della misura prevede non più la possibilità della sospensione della cartella di Equitalia, ma addirittura la compensazione del debito con il credito e quindi l’estinzione del debito con il fisco (con conseguente divieto di pignoramenti).

Inoltre,
 la compensazione in coomento comprende tutte le cartelle non ancora pagate, a prescindere dall’epoca di notifica. Si tratta, quindi, di una previsione che tende a dare ossigeno anche alle imprese che, pur vantando crediti verso le pubbliche amministrazioni, non possono utilizzarli per estinguere i debiti verso l’agente della riscossione. Si prescrive infatti una completa “sospensione” delle cartelle che dovrebbe riguardare tanto le attività esecutive vere e proprie quanto quelle cautelari, quali il fermo amministrativo e l’ipoteca. Il blocco, inoltre, dovrebbe includere senz’altro tutti i pignoramenti in corso, mobiliari e immobiliari, non ancora perfezionati.

Come detto, il credito vantato dall’impresa deve essere certificato dalla pubblica amministrazione (per la procedura di certificazione leggi l’articolo: “Stop cartelle Equitalia per chi ha un credito con la PA”).

La sospensione sembra far riferimento solo alle imprese; in realtà, il credito può anche scaturire da servizi professionali, che nella normalità dei casi sono prestati da professionisti.

Le concrete modalità attraverso le quali potrà darsi luogo alla compensazione sono, però, ancora sconosciute. Sarà infatti un decreto interministeriale – emanato dal ministero dell’Economia e dal ministero dello Sviluppo economico entro i 90 giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione – a chiarirne i risvolti. Soprattutto, il decreto dovrà fare luce sull’elemento più oscuro del provvedimento. Ossia quello che ne limita la fruibilità ai soli soggetti per i quali «la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato». Insomma, a una prima lettura della stesura della norma sembrerebbe prendere corpo l’idea che i soggetti che abbiano più debiti che crediti non potranno avvantaggiarsi della nuova disposizione. È proprio questo, comunque, il punto che lascia più perplessi. La norma, infatti, rischia di creare una spaccatura fra i contribuenti, differenziando i creditori a seconda del valore del credito vantato. Perché mai, però, un soggetto che ha più debiti che crediti dovrebbe avere minori diritti di vedersi pagare, seppure sotto forma di compensazione, i crediti legittimamente vantati nei confronti dell’amministrazione? La risposta potrà trovarsi solo nel decreto ministeriale.

Le altre misure del disegno di legge “Destinazione Italia” a sostegno dell’impresa

Altre misure di sostegno alle imprese contenute nel ddl “Destinazione Italia” riguardano:

– la riforma della disciplina degli incentivi all’auto-imprenditorialità, con interventi per sostenere la creazione e lo sviluppo di piccole imprese possedute in prevalenza da giovani e da donne e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale;

– il credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo;

– le norme in materia di internazionalizzazione delle imprese e di facilitazione dell’ingresso e del soggiorno in Italia per lavoratori extracomunitari impiegati nelle startup innovative;

– le norme riguardanti la digitalizzazione e la connettività delle piccole e medie imprese;

– la razionalizzazione dell’istituto del ruling di standard internazionale;

– le misure per favorire la risoluzione di crisi aziendali e difendere l’occupazione.


note

[1] Similmente a quella regolata nel Dl 78/2010.

Autore immagine: 123rf.com


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