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L’obbligo di scatola nera sulle auto: come incide sull’assicurazione

8 luglio 2013


L’obbligo di scatola nera sulle auto: come incide sull’assicurazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 luglio 2013



Scatola nera sulle auto: tutto sulla riduzione del prezzo di polizza e i costi di installazione sul veicolo; cosa cambia per gli assicurati.

Con il decreto “liberalizzazioni” è entrato in vigore l’obbligo della scatola nera in auto: obbligo non per gli automobilisti, ma per le assicurazioni che, oggi, sono tenute a concedere “sconti significativi” a chi la monterà sulla propria vettura. Dunque, ciò che prima le Compagnie offrivano come una libera iniziativa commerciale, oggi è diventato un obbligo scaturente dalla legge. Resta, invece, una facoltà per l’automobilista scegliere se accettare o meno la possibilità di tale nuova condizione contrattuale. In buona sostanza, chi deciderà di montare la scatola nera sulla propria auto potrà godere di riduzioni sostanziali sul prezzo della polizza [1]. La riduzione di premio va riconosciuta all’atto della stipulazione del contratto o in occasione delle scadenze successive, a condizione che risultino rispettati i parametri stabiliti dal contratto.

Tale obbligo sarà completamente effettivo dopo l’emanazione del Regolamento attuativo che l’Isvap sta predisponendo insieme al ministero dello Sviluppo Economico.

La scatola nera – che di recente ha avuto l’ok del Garante della Privacy e del ministero dei Trasporti (quest’ultimo ne ha fissato i requisiti tecnici) – è uno strumento tecnico che serve a registrare la velocità della macchina e la dinamica di eventuali incidenti, per evitare frodi assicurative (sinistri fasulli). Il dispositivo viene sigillato sull’automobile, ancorato a elementi fissi e rigidi del veicolo, garantisce una stabilità superiore al 99% dei dati raccolti e segnala tempestivamente malfunzionamenti e tentativi di manomissione (anche informatica) non autorizzati.

La scatola nera è inoltre dotata di un ricevitore elettronico Gps per la geo-radiolocalizzazione terrestre tramite rete di satelliti artificiali, un accelerometro triassale a bassa distorsione e un dispositivo di telefonia mobile General Packet Radio Service per la trasmissione dati. È dotata di una memoria interna capace di “ricordare” le informazioni raccolte.

Il decreto “liberalizzazioni” ha inoltre aggiunto che i costi legali alla scatola nera sono a carico delle assicurazioni: un punto sul quale le compagnie non sono d’accordo e stanno tentando di scaricarlo, indirettamente, sugli assicurati. In altre parole, c’è il rischio che, qualora il prezzo dell’acquisto e installazione di tali dispositivi venga imposto alle assicurazioni, queste ultime lo riverserebbero indirettamente sui clienti e sulle polizze, con totale neutralizzazione delle significative riduzioni di prezzo auspicate.

Non si può neanche pensare di rendere la scatola nera “di serie” sulle auto, addossando l’onere sui costruttori di veicoli, che poi lo caricherebbero sui prezzi di acquisto. Infatti, gli equipaggiamenti obbligatori “di serie” delle automobili sono stabiliti dall’Unione Europea che, al momento, non ha preso in considerazione la questione.

note

[1] L’articolo 32, comma 1, del Decreto liberalizzazioni prevede che, nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione sul proprio veicolo della scatola nera o di dispositivi similari, le Imprese devono applicare una riduzione significativa di premio e che i relativi costi sono a carico delle imprese.


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2 Commenti

  1. Poca trasparenza, un mercato drogato dal cartello di pochi a danno di tutti. E ll’Ivass che fa? lancia solo moniti inutili, invece di sanzionare concretamente chi non garantisce la concorrenza. aumenti ingiustificati da anni flagellano gli automobilisti, è la solita ridicola farsa all’italiana. Si parla da secoli di questa scatola nera, ma resta tutto sulla carta. E anche se attuata, adesso rischia di essere il solito balzello, su un premio già dopato dalla mancanza di concorrenza.

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