Plastic tax: come aumenta il carrello della spesa

2 Novembre 2019 | Autore:
Plastic tax: come aumenta il carrello della spesa

Tassa sulla plastica: cos’è, come funziona e chi la pagherà? Quali prodotti subiranno un aumento del prezzo? Quanto spenderanno in più gli italiani?

Subdole, infide e ingannevoli: non sto parlando di malattie o di agenti patogeni, ma delle tasse. Ce ne sono alcune, infatti, che sembrano essere innocue ma, al contrario, possono pesare non poco sul portafogli degli italiani. Tra quelle che corrispondono a tale descrizione v’è senza dubbio la tassa sulla plastica, new entry all’interno del già ricco e variegato mondo delle imposte del nostro Paese. Eh sì, perché a partire dal 2020 verrà tassata anche la plastica: l’intento è quello di disincentivarne l’uso a favore di materiali meno inquinanti e più rispettosi dell’ambiente. Ma come aumenta il carrello della spesa a causa della plastic tax? Quanto spenderanno in più gli italiani a partire dall’anno prossimo?

Purtroppo è già stata fatta una stima poco rassicurante: secondo Federconsumatori, gli italiani arriveranno a pagare oltre cento euro in più all’anno sulla propria spesa di tutti i giorni. Vediamo più nel dettaglio come la tassa sulla plastica inciderà sulle tasche degli italiani.

Plastic tax: cos’è?

Nella corsa a raggranellare maggiori introiti per far fronte al pesante debito che grava sull’Italia, il Governo giallorosso ha pensato di prevedere, all’interno della manovra di bilancio per il 2020, la plastic tax, cioè la tassa sulla plastica. In cosa consiste?

In pratica, la nuovissima plastic tax si applicherà a tutti gli imballaggi: per farti un esempio, la tassa sulla plastica colpirà, tra gli altri, bottiglie, buste, vaschette e tappi. Ma non solo gli imballaggi: l’imposta riguarderà anche la plastica che viene utilizzata normalmente per avvolgere e proteggere altri beni durante il loro trasporto (il packaging per elettrodomestici, computer e altre apparecchiature).

Su chi peserà la tassa sulla plastica?

Chi sarà a dover pagare la tassa sulla plastica? È ovvio che i primi soggetti colpiti saranno industrie, società e fabbriche, cioè i responsabili della vendita dei prodotti imballati con la plastica oppure trasportati per mezzo di involucri di tale materiale.

È facile immaginare, però, che la plastic tax sugli imballaggi verrà alla fine scaricata in larga parte sui prezzi finali dei prodotti: in pratica, sarà il consumatore finale a veder aumentati i prezzi dei beni costituiti, in tutto o solamente in minima parte, di plastica.

Su quali beni si pagherà la plastic tax?

Come anticipato, la tassa sulla plastica colpirà tutti i prodotti più comuni: bottiglie, contenitori di detersivi, tetrapack, vaschette in polietilene, pellicole  film in plastica estensibili, beni con etichette, polistirolo, ecc.

Non tutti i prodotti in plastica monouso subiranno, però, un aumento del proprio prezzo causato dall’applicazione della nuova plastic tax: come rivelato dal Corriere della Sera, le siringhe, i prodotti riutilizzabili come le taniche o i contenitori per la custodia di oggetti dovrebbero rimanere immuni.

In buona sostanza, la tassa sulla plastica dovrebbe penalizzare sostanzialmente gli oggetti monouso, ovviamente più inquinanti di quelli che possono avere un uso duraturo. La plastic tax, inoltre, non si applicherà a tutti gli oggetti di comune uso sanitario.

Tassa sulla plastica: quanto costerà agli italiani?

Veniamo al punto cruciale della nostra disamina: quanto verrà a costare agli italiani la nuova plastic tax? Secondo una stima della Federconsumatori, la tassa sulla plastica dovrebbe gravare sugli acquirenti per circa 140 euro annui.

In altre parole, al 31 dicembre del 2020, dovresti trovarti con 140 euro in meno nel portafogli con riguardo alla sola spesa che fai quotidianamente.

Se, dunque, sei un assiduo compratore di bottiglie d’acqua e di bevande varie, comincia a pensare di dover drasticamente ridurre gli acquisti; lo stesso dicasi se, quando vai al supermercato, fai incetta di detersivi.

Le cose non vanno meglio per le imprese; Confindustria ha già lanciato l’allarme: la plastic tax mette a rischio migliaia di posti di lavoro in quanto le imprese, che già oggi sono chiamate a versare un contributo ambientale per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per circa 450 milioni di euro all’anno, si troveranno a dover pagare, a partire dal 2020, anche la tassa sulla plastica.

Gli incentivi per i materiali biodegradabili

La legge di bilancio, come contraltare alla plastic tax, prevede incentivi per le aziende che operano nel settore delle plastiche e che decideranno di produrre materiali biodegradabili e compostabili. L’incentivo consisterebbe in un credito d’imposta nella misura del dieci per cento delle spese sostenute, per un importo massimo fino a ventimila euro.


note

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. contenitori per liquidi che siano biodegradabili???? Così insieme all’acqua beviamo anche il contenitore?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube