Plastic tax: primi ripensamenti

2 Novembre 2019 | Autore:
Plastic tax: primi ripensamenti

Renzi propone l’eliminazione della plastic tax: il Pd la difende, il M5S richiama la coesione altrimenti il Governo è a rischio. Le opposizioni insorgono.

Arrivano i primi ripensamenti sulla plastic tax, la nuova tassa che andrà a colpire gli imballaggi e confezionamenti in plastica monouso con un costo di un euro al chilo. E subito lo scontro si allarga fino a coinvolgere l’intera manovra finanziaria e la stessa tenuta della coalizione di governo.

Le perplessità – diffuse oggi dall’agenzia stampa Adnkronos – nascono in seno alle stesse forze che compongono la maggioranza: la prima mossa è di Matteo Renzi, che stamattina scrive su Twitter: «In questa manovra c’è qualche segnale incoraggiante, ma ora dobbiamo eliminare i tre principali errori rimasti: le tasse su zucchero, plastica e soprattutto su auto aziendali che sono una inspiegabile mazzata alla classe media».

Tra questi tre “errori da correggere” il leader di Italia Viva insiste proprio sulla plastic tax: «se il governo vuole dare una mano tolga le tasse sulla plastica visto che le aziende migliori del packaging si trovano in EmiliaRomagna: se competono nel mondo, assumono in Emilia».

Le repliche non si fanno attendere: la prima è quella del viceministro dell’Economia Antonio Misiani, che sceglie anche lui il social Twitter per difendere la manovra in atto e risponde: «La legge di bilancio blocca la stangata
IVA, cancella il superticket, taglia le tasse ai lavoratori, aiuta le imprese che investono. Tutte le scelte, comprese le più contestate, sono state condivise da tutta la maggioranza. Stop polemiche. Lavoriamo insieme per migliorarla».

Questo invito al dialogo non basta e non viene raccolto dal Pd: il ministro per il Sud Peppe Provenzano sceglie Facebook per affermare: «Leggo proclami: Ci batteremo contro la plastictax. Legittimo, ma in concreto, cosa comporterà? Che una bottiglietta d’acqua usa e getta costerà 4 centesimi in più». e prosegue spiegando che quei pochi centesimi non valgono quanto la salvaguardia ambientale.

Il ministro difende tutti gli aspetti dell’imposta sulla plastica e afferma che «esiste in molti paesi europei e ha lo scopo di disincentivare i prodotti monouso e promuovere materie compostabili ed eco-compatibili. Quella presente nella legge di Bilancio non è un’imposta generalizzata sulla plastica, ma ha l’obiettivo di limitare l’impiego di oggetti che usi una volta soltanto e rimangono nell’ambiente per centinaia di anni».

Le repliche dell’opposizione non si fanno attendere: il leader della Lega Matteo Salvini in una lunga diretta Facebook parla apertamente di un «Governo di cretini che massacra gli italiani» e, riferendosi alla tassa sulla plastica, afferma che « non è una tassa per salvare l’ambiente ma per fase cassa, perchè tassano le confezioni di biscotti, pannolini, latte per un costo di 100 euro in più a famiglia», e conclude: «Questi fra un po’ tassano anche l’aria che respiriamo, roba da matti».

Nella polemica interviene anche Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia che, anche lei su Facebook, scrive: «Latte, acqua in bottiglia, saponi, shampoo, detersivi, verdura in busta, bibite, merendine, prodotti farmaceutici, carne e pesce confezionati e qualsiasi altro genere che contiene plastica tetrapak o polistirolo sarà tassato. Praticamente
quelli che sono nati per non aumentare l’Iva l’hanno aumentata dandole un nome diverso. Che senso ha tassare oggi la plastica monouso quando sarà messa al bando in tutta la UE dal 2021, se non quello di fare cassa sulla pelle di aziende e cittadini italiani?».

Il clima diventa dunque incandescente e la plastic tax sembra destinata a diventare il simbolo dello scontro in atto non solo tra maggioranza e opposizioni ma anche all’interno della stessa coalizione di governo, in cui emergono malumori e tensioni tali da far pensare che il tema della tassa sulla plastica e gli aumenti di spesa che comporterà per gli italiani sia il pretesto per una resa dei conti più ampia, volta a rimettere in discussione i contenuti della manovra finanziaria e a ridisegnare i rapporti di forza tra le forze politiche per stabilire chi conta e decide veramente.

Non è un caso che proprio in queste ore il Movimento 5 Stelle senta il bisogno di intervenire nella polemica per lanciare un appello alla coesione e al lavoro comune, dichiarando – anche in questo caso su Facebook – che «Questa manovra che il Parlamento ha il diritto di migliorare, è stata scritta grazie al confronto leale e sereno tra le forze politiche che fanno parte di questa maggioranza. La lealtà deve continuare a essere il punto fondante dell’azione politica di questo governo, anche attraverso un confronto franco e acceso, ma che si basi sui temi e non sui giochi di palazzo. Ogni tanto ci ritroviamo a leggere interviste o retroscena che trasmettono agli italiani un messaggio ambiguo. Lo vogliamo dire chiaramente: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte. Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’Esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione. Il governo è forte se lavora unito e compatto. L’accordo sulla legge di bilancio è stato raggiunto da tutte le forze politiche di maggioranza».



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