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Visto turistico può trasformarsi in visto lavoro?

9 Novembre 2019
Visto turistico può trasformarsi in visto lavoro?

Una ragazza argentina arrivata in italia con visto turistico dovrebbe restare almeno altri sei mesi dopo la scadenza del visto come ragazza alla pari o come segretaria presso la nostra azienda. Come è possibile prorogare il visto o trasformarlo in visto vacanza/lavoro?

Durante un soggiorno per turismo in Italia, i cittadini stranieri non possono svolgere alcuna attività lavorativa. Scaduta la validità del visto d’ingresso per turismo, dovranno tornare in patria, altrimenti saranno considerati immigrati irregolari ed espulsi.

La legge (art. 13 del regolamento attuativo del Testo Unico sull’Immigrazione, DPR 394/1999), prevede la possibilità di trattenersi oltre la data di scadenza del visto turistico solo se ricorrono seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali.

La proroga, quindi, può scattare solo in casi eccezionali, come ad esempio una malattia o un incidente che costringe il cittadino straniero a ricoverarsi in ospedale e gli impedisce di tornare a casa finché non sarà in grado di viaggiare. In questi casi, bisogna comunque rivolgersi alla Questura competente del luogo in cui ci si trova e chiedere di poter prolungare il soggiorno in Italia, presentando tutta la documentazione a supporto delle proprie buone ragioni. Si tratta però, conviene ripeterlo, di situazioni molto rare.

Poiché un visto per turismo non è convertibile in permesso di soggiorno per lavoro, chi arriva in Italia come turista e vuole continuare a restarvi per motivi di lavoro dovrà tornare nel Paese d’origine e sperare di rientrare in Italia approfittando dell’annuale decreto flussi.

Il decreto flussi è un provvedimento con il quale il Governo italiano stabilisce ogni anno le quote di ingresso dei cittadini stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato, autonomo e stagionale.

Invece, coloro che si trovano già nel nostro territorio senza permesso di soggiorno non possono fare domanda con il decreto flussi, in quanto si tratta di un provvedimento che riguarda l’ingresso in Italia.

Per poter entrare a lavorare in Italia, è necessaria la richiesta di nullaosta per l’assunzione da parte di un datore di lavoro (italiano o straniero) regolarmente soggiornante. Il datore di lavoro, prima di richiedere il nullaosta, deve formalizzare presso il Centro per l’Impiego competente la richiesta della presenza sul territorio nazionale di un lavoratore disponibile e, solo quando il Centro per l’Impiego abbia verificato e certificato l’indisponibilità di un lavoratore presente sul territorio, il datore potrà procedere alla richiesta di nullaosta per cittadino extracomunitario.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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