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La nuova banca dati per cercare lavoro

8 Luglio 2013
La nuova banca dati per cercare lavoro

La banca dati delle politiche attive e passive promette di essere una sorta di servizio per l’impiego, dove domanda e offerta di lavoro potranno incontrarsi più facilmente e favorire così l’occupazione.

Con l’obiettivo di sostenere il mercato del lavoro, il DL lavoro [1] appena approvato dal Governo Letta ha creato la nuova “banca dati delle politiche attive e passive”. Si tratta di uno strumento che dovrebbe fare quello che ci si aspetterebbe da un servizio per l’impiego efficiente ed efficace, che ancora manca in Italia: far in modo che la domanda e l’offerta di lavoro – che oggi faticano a incontrarsi – confluiscano in modo automatico in un’unica rete informatica, in modo da favorire l’occupazione e la ricerca di personale qualificato.

Nella banca dati, infatti, confluiranno tutti gli elenchi di destinatari di prestazioni di sostegno del reddito, nonché l’anagrafe nazionale degli studenti e dei neo laureati, nonché la dorsale informativa riguardante i percorsi formativi dei lavoratori [2].

Una volta a regime la banca dati dovrebbe contenere “le informazioni da collocare nel mercato del lavoro, i servizi erogati per una loro migliore collocazione nel mercato stesso e le opportunità di impiego”.

La nuova banca dati a sua volta costituirà uno degli strumenti individuati dal Governo per attuare la “Garanzia per i giovani”, cioè le condizioni per un rapido passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro, in linea con le disposizioni previste dalla Comunità Europea (leggi l’articolo “Tirocini per gli studenti universitari e fondi Youth Guarantee”).


note

[1] DL n. 76/2013, art. 8.

[2] Di cui alla legge 92/2012.


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