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Lo sai che? Nuova convivenza e assegnazione della casa coniugale

Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

Non perde il diritto all’assegnazione della casa coniugale l’ex coniuge, comproprietario e affidatario dei figli, che conviva nell’abitazione con un nuovo compagno.

 

Con una recente pronuncia [1], la Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di divorzio, la casa coniugale in comproprietà tra i coniugi debba essere assegnata al genitore affidatario dei figli anche qualora questi vi conviva in modo stabile con un nuovo partner.

Sul punto la legge [2] prevede che il diritto alla casa familiare viene meno quando l’assegnatario

non abiti più o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare

– oppure conviva di fatto con un’altra persona o contragga nuovo matrimonio.

Questa norma, tuttavia, è stata sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale che nel 2008 [3] ha stabilito che la decisione circa la assegnazione della casa coniugale, anche nel caso di nuova convivenza, non vada esclusa a priori, ma debba essere esaminata caso per caso, tenendo conto del superiore interesse del minore.

A quest’ultima pronuncia si è riportata la Cassazione stabilendo che, nel caso di una nuova convivenza del coniuge assegnatario dei figli, va fatto prevalere l’interesse del figlio minore (al quale va in ogni caso equiparato il figlio maggiorenne non economicamente autonomo), che è strettamente connesso “allo sviluppo psico-fisico di quest’ultimo e al tempo da lui trascorso nella casa coniugale”. E dunque, quando l’interesse del figlio lo richieda, il genitore che conviva con un nuovo compagno/a resta assegnatario della casa coniugale!

La vicenda

Pronunciando il divorzio tra due coniugi, il giudice di primo grado affidava in via esclusiva alla madre i due figli, ponendo in capo all’ex la corresponsione di un assegno periodico di mantenimento, anche se l’assegnazione della casa coniugale alla moglie veniva revocata per via di una nuova e stabile convivenza intrapresa da quest’ultima.

La Corte d’Appello, al contrario, assegnava in via esclusiva alla donna la casa coniugale, in comproprietà tra gli ex coniugi.

Il marito ricorreva in Cassazione ritenendo che fosse stata violata la legge che stabilisce la cessazione dell’assegnazione della casa coniugale nel caso in cui sia accertata una stabile convivenza more uxorio.

note

[1] Cass. ord. n. 15753 del 24.06.2013.

[2] Art. 155 cod. civ.

[3] Corte Cost. sent. n. 308 del 29.07.2008.


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