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Niente IRAP per il professionista che si avvale di praticanti

10 Febbraio 2014 | Autore:
Niente IRAP per il professionista che si avvale di praticanti

I praticanti non sono indice di autonomia organizzativa dello studio: il professionista non deve pagare l’IRAP.

Ha diritto al rimborso IRAP il professionista che si avvale della collaborazione di praticanti e non di lavoratori dipendenti. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con una recente ordinanza [1], ha affermato che i praticanti dello studio non possono essere considerati indice di autonoma organizzazione del professionista.

Presupposto dell’IRAP è, infatti, che l’attività produttiva svolta dal professionista sia dotata di un’organizzazione autonoma e in particolare che questi: : 1) sia il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzate riferibili ad altrui responsabilità e interesse; 2) impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che costituiscono il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività anche in assenza di organizzazione; 3) si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

La presenza di praticanti nello studio di un commercialista o di un avvocato non può determinare di per sé la stabile e autonoma organizzazione del professionista, il quale non è quindi tenuto a pagare l’IRAP.

Secondo i giudici, infatti, il praticante non può essere paragonato ad un lavoratore dipendente in quanto non partecipa alla formazione del reddito dello studio professionale in modo autonomo, ma svolge un iter formativo.

Diverso è il caso in cui il praticante riceva un compenso tale per cui la sua collaborazione è assimilabile a quella di un dipendente [2].

In questa ipotesi, la sua prestazione professionale rivela l’esistenza di un’autonoma organizzazione dello studio e comporta il pagamento dell’imposta per il titolare dello studio stesso. Ferma restando comunque la possibilità per quest’ultimo di provare l’inesistenza dei presupposti dell’IRAP.


note

[1] Cass. ord. n. 2520 del 5.2.2014.

[2] Cass. sent. n. 17920/13 .


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