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Precetto notificato senza titolo esecutivo: opposizione

23 Novembre 2019 | Autore:
Precetto notificato senza titolo esecutivo: opposizione

Adempimenti prima dell’esecuzione forzata: cosa succede se non si notifica il titolo esecutivo? Cos’è l’opposizione agli atti esecutivi?

In Italia, far valere un proprio diritto non è cosa tanto semplice: non solo i tempi della giustizia sono notoriamente molto lunghi, ma anche la legge prevede dei meccanismi molto farraginosi, a volte tortuosi, prima di poter arrivare al risultato sperato. Ad esempio, se dopo anni di battaglie giudiziarie hai ottenuto la sentenza che ti dà ragione, sappi che dovrai ancora attendere prima di poter ottenere ciò che ti spetta: la legge, infatti, ti onera a compiere una serie di notifiche che, se sbagliate, rischiano di pregiudicare le tue ragioni. Con questo articolo vorrei parlarti in modo particolare dell’opposizione a precetto notificato senza titolo esecutivo.

Come ti spiegherò nel corso dei seguenti paragrafi, il precetto è quell’atto con cui si invita il debitore ad adempiere, pena l’inizio dell’esecuzione forzata: una sorta di ultimatum, insomma, scaduto il quale il creditore sarà legittimato al ricorso a mezzi coattivi per soddisfare le proprie ragioni. Anche la notifica del precetto, però, deve rispettare delle formalità: esso non può essere portato a conoscenza della controparte se non è stata preceduto dal titolo esecutivo, a meno che questo non venga notificato contestualmente al precetto. Vediamo come fare opposizione contro il precetto notificato senza titolo esecutivo.

Cos’è il precetto?

È bene chiarire ciò che solo sommariamente è stato spiegato nell’introduzione. Cos’è il precetto? È la legge [1] a dircelo: il precetto consiste nell’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non minore di dieci giorni (salvi casi eccezionali ove vi sia pericolo per nel ritardo) con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà a esecuzione forzata.

Il precetto può, dunque, giustamente essere paragonato a un ultimatum, visto che, decorsi i dieci giorni concessi per adempiere, il creditore potrà cominciare con l’esecuzione forzata, ad esempio con pignoramento del conto corrente.

Com’è fatto il precetto?

Il precetto è un atto che redige l’avvocato per il proprio cliente: non si tratta, dunque, di un provvedimento del giudice, ma di un atto di parte. Nel precetto, occorrerà inserire, a pena di nullità, alcune indicazioni obbligatorie:

  • il nominativo delle parti coinvolte nella procedura, cioè dell’intimante e dell’intimato;
  • la data di notificazione del titolo esecutivo, se questa è fatta separatamente dal precetto;
  • l’avvertimento che il debitore può, con l’aiuto di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore;
  • la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione.

Il precetto è efficace per novanta giorni[2] dal momento in cui è stato notificato: ciò significa che, scomputati i dieci giorni di tempo che devono essere concessi al debitore per poter adempiere, il creditore avrà ottanta giorni di tempo utili per poter intraprendere l’esecuzione forzata, scaduti i quali dovrà notificare un nuovo atto di precetto.

Titolo esecutivo: cos’è?

Nel paragrafo superiore, abbiamo detto che il precetto deve indicare espressamente la data di notificazione del titolo esecutivo, a meno che quest’ultimo non sia notificato unitamente al precetto stesso. Cosa significa tutto ciò? Cos’è il titolo esecutivo?

Il titolo esecutivo è quell’atto che giustifica le ragioni del creditore, cioè di colui che agisce. Si tratta del documento con cui viene accertato o costituito il diritto del creditore e in base al quale è possibile iniziare l’esecuzione forzata.

Secondo la legge [3], sono titoli esecutivi:

  • le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;
  • le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la sua stessa efficacia;
  • gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

Classico esempio di titolo esecutivo è il decreto ingiuntivo non opposto: una volta che siano decorsi quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, questo diventa inoppugnabile e, dunque, diviene idoneo titolo esecutivo, il quale potrà essere notificato insieme al precetto oppure prima di esso. In quest’ultimo caso, il successivo atto di precetto dovrà indicare la data esatta dell’avvenuta notificazione.

Si può notificare il precetto senza titolo esecutivo?

Da quanto detto sinora, possiamo rispondere alla domanda posta nel titolo di questo paragrafo: si può notificare un precetto senza titolo esecutivo? La risposta è sicuramente affermativa, nella misura in cui il titolo sia stato previamente notificato e la data di tale notificazione sia accuratamente riportata nel successivo atto di precetto.

Dunque, l’importante è che al debitore sia giunto il titolo che giustifica le pretese del creditore: in caso contrario, cioè se si notificasse solo il precetto, l’intimato non saprebbe neanche di preciso perché gli viene chiesto di adempiere entro dieci giorni. Mancherebbe la causa giustificativa della pretesa, insomma.

Alla domanda posta nel titolo del presente paragrafo («si può notificare il precetto senza titolo esecutivo?»), però, si deve rispondere negativamente nel caso in cui per notifica del precetto senza titolo esecutivo si intende che il precetto venga portato a conoscenza del debitore senza che il titolo esecutivo gli sia mai stato notificato.

In altre parole, le situazioni sono le seguenti:

  • il creditore notifica prima il titolo esecutivo e, poi, il precetto: la procedura è valida, purché nel precetto venga indicata la data della notifica del titolo esecutivo,
  • il creditore notifica contestualmente precetto e titolo esecutivo: la procedura è valida;
  • il creditore notifica solamente il precetto e, sulla scorta di esso, intende dare avvio all’esecuzione forzata. La procedura non è valida. Vediamo cosa succede in questa circostanza.

Opposizione a precetto senza titolo esecutivo: come funziona?

Vediamo cosa deve fare il debitore per difendersi da un precetto che gli è stato notificato senza titolo esecutivo e senza che quest’ultimo gli fosse portato a conoscenza in precedenza.

Ebbene, se è stato notificato solamente l’atto di precetto, la parte intimata può proporre opposizione al giudice facendo valere la nullità del precetto stesso: secondo la legge, l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva, da farsi alla parte personalmente [4].

Come opporsi al precetto senza titolo esecutivo?

Per la precisione, il debitore a cui è stato notificato solamente il precetto senza il titolo esecutivo potrà proporre, entro venti giorni dalla notifica, opposizione agli atti esecutivi [5].

L’opposizione agli atti esecutivi serve a contestare l’irregolarità formale della procedura azionata dal creditore. Secondo la Corte di Cassazione [6], l’omessa notificazione del titolo esecutivo attiene alla regolarità formale del precetto e non incide sul diritto della parte di procedere all’esecuzione, sicché l’opposizione che tale omessa notifica faccia valere integra, in ogni caso, un’opposizione agli atti esecutivi.

Nello stesso senso altra sentenza [7], secondo cui lo scopo della notificazione del titolo esecutivo è quello di portare a conoscenza del debitore il titolo nel suo integrale contenuto documentale, munito altresì della clausola di spedizione in forma esecutiva; tale finalità non può ritenersi raggiunta attraverso la mera notificazione del solo atto di precetto.

Questa particolare opposizione va proposta, entro il termine di venti giorni dalla notifica del precetto, davanti al giudice territorialmente competente per l’esecuzione forzata.

Quando non si può fare opposizione?

Per la giurisprudenza, però, la mancata (o inesistente) notifica del titolo esecutivo non sempre giustifica l’opposizione del debitore: secondo la sentenza della Corte di Cassazione da ultimo citata, se dall’opposizione emerge che il debitore ha avuto conoscenza del titolo esecutivo (ad esempio perché, pur notificato a indirizzo sbagliato, è riuscito comunque a reperirlo e a prenderne visione), la nullità derivante dall’omessa o dalla sbagliata notifica deve ritenersi sanata e, dunque, l’opposizione rigettata.

In altre parole, l’opposizione del debitore potrebbe sanare la nullità provocata dall’omessa notifica del titolo esecutivo quando dall’opposizione stessa emerga il fatto che il debitore ha avuto piena cognizione del titolo esecutivo [8].

Insomma: prima di agire, è sempre bene consultare un avvocato e prestare attenzione affinché la propria opposizione non possa tradursi in uno vantaggio per la controparte.


note

[1] Art. 480 cod. proc. civ.

[2] Art. 481 cod. proc. civ.

[3] Art. 474 cod. proc. civ.

[4] Art. 479 cod. proc. civ.

[5] Art. 617 cod. proc. civ.

[6] Cass. sent. n. 17308 del 31.8.2015.

[7] Cass., ord. n. 19440 del 18 luglio 2019.

[8] Cass., ord. n. 19105 del 2018.

Autore immagine: 123rf.com


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