Manovra: cosa cambia per le famiglie italiane

15 Novembre 2019 | Autore:
Manovra: cosa cambia per le famiglie italiane

Non solo tasse: evitato l’aumento Iva, la manovra incide, in vari modi, su spese, consumi, figli, bonus, casa, lavoro, buste paga e auto.

30 miliardi di cui 23 dall’evitato aumento dell’Iva: ecco il costo per gli italiani – o per lo Stato il valore – della manovra in arrivo attraverso la legge finanziaria predisposta dal Governo e che la scorsa settimana ha avviato – tra mille polemiche e discussioni – il suo iter in Parlamento per ottenere l’approvazione entro la fine dell’anno. Significa aver scongiurato una spesa di 541 euro all’anno in più per ogni famiglia, ma per finanziare la manovra in arrivo questi soldi dovranno arrivare da altre voci previste.

Lo stop all’Iva, ma anche il taglio del cuneo fiscale, la lotta all’uso dei contanti incentivando i pagamenti digitali, le “nuove tasse” come quelle su plastica, bibite zuccherate ed auto, la tassazione sulla casa e i bonus per chi ristruttura, il mondo del lavoro; è una manovra molto ricca e varia di contenuti e con un forte impatto che per molti aspetti cambia la vita e i comportamenti degli italiani dal 2020.

Vediamo, quindi, settore per settore, cosa cambia per le famiglie italiane da gennaio dell’anno prossimo, analizzando i vantaggi e gli svantaggi, cioè dove incidono le tasse e dove invece arrivano le agevolazioni e le misure di sostegno.

Le famiglie 

Chi avrà figli nel 2020 avrà diritto al bonus bebè: l’importo varierà tra gli 80 ed i 160 euro in base all’Isee del nucleo familiare. Per approfondire leggi bonus bebè 2020. Inoltre, per i neo papà ci sarà il congedo obbligatorio dal lavoro, esteso da 5 a 7 giorni.

Viene anche raddoppiato il bonus nido per chi manda i figli all’asilo: arriverà a 3.000 euro (ora è di 1.500 euro) e sarà parametrato anch’esso in base all’Isee, ma è rinviata l’adozione della card bambini per pagare le baby sitter e i servizi all’infanzia.

Chi, invece, ha in famiglia figli nati prima del 2020 e non piccolissimi dovrà aspettare una legge apposita, distinta da quella di Bilancio, per vedere l’arrivo del nuovo assegno unico; per ora si sa soltanto che il fondo per finanziarlo ammonterà a 1,04 miliardi per il 2021 e 1,24 miliardi annui dal 2022.

Rinviata l’introduzione di una “card bambini” da circa 400 euro mensili per le famiglie con figli piccoli da utilizzare sia per pagare i servizi all’infanzia sia la baby sitter.

Gli anziani vedranno crescere, ma di poco, le loro pensioni: infatti, l’indicizzazione al costo della vita viene elevata da tre a quattro volte il minimo (passando da 1.539,03 a 2.052,04 euro). Tradotto in soldi, si tratta di circa 3 euro, secondo le stime dei sindacati.

Gli over 75 con reddito inferiore agli 8 mila euro annui avranno anche l’esenzione dal canone Rai.

Sul versante della sanità, arriva – ma solo da settembre 2020 – l’abolizione del superticket, i 10 euro di contributo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Il ticket ordinario, invece, rimane per ora invariato, in attesa di provvedimenti successivi.

Sul fronte delle imposte sui redditi, chi supera i 120 mila annui vedrà ridurre le detrazioni fiscali ora previste al 19% su spese sanitarie, scolastiche, polizze assicurative, attività sportive e molte altre voci; oltre i 240 mila euro si azzereranno completamente, salve solo le spese sanitarie per patologie gravi e gli interessi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione.

Le detrazioni Irpef rimarranno invariate per tutti gli altri contribuenti, ma per accedervi occorrerà pagare con carte o altri metodi digitali e tracciabili, non più in contante, altrimenti le spese sostenute non saranno riconosciute, tranne che per le spese sanitarie sostenute attraverso il Servizio sanitario nazionale o con acquisti in farmacia. Per il riordino complessivo delle aliquote Irpef, che potrebbero essere accorpate rispetto alle quattro attuali, bisognerà invece attendere fino al 2021.

Intanto, già da gennaio prossimo la spesa per generi alimentari e beni di consumo aumenterà con l’introduzione delle previste sugar tax sulle bibite zuccherate (10 litro ad ettolitro per i prodotti finiti e 25 centesimi al chilo per quelli da utilizzare previa diluizione) e la plastic tax su sacchetti, imballaggi e confezioni di materiale plastico non biodegradabile.

Il Governo conta di trarre da queste due nuove tasse un gettito di 1 miliardo con la plastic tax e di 250 milioni con la sugar tax: questo si traduce in aumenti di circa 140 euro all’anno sulla spesa media per ogni famiglia. Leggi anche plastic tax: come aumenta il carrello della spesa.

Soprattutto la plastic tax è nel mirino delle polemiche per le incidenze negative che avrebbe non solo sulle famiglie, ma anche sulle imprese produttrici e sui lavoratori impiegate in esse e il Parlamento potrebbe apportare modifiche al disegno di legge presentato dal Governo.

La casa

La cedolare secca per chi affitta a canone concordato rimane al 10%, c’è la conferma del Governo che non salirà al 12,5% come inizialmente preannunciato.

Per chi ristruttura o compie interventi edilizi ci sono diversi bonus: la novità principale è il bonus facciate per chi restaura gli esterni anche attraverso le operazioni ordinarie di tinteggiatura e potrà beneficiare di una detrazione Irpef pari al 90% della spesa sostenuta.

La manovra conferma anche i bonus ristrutturazioni già esistenti (compreso il bonus mobili), ma scompare il bonus verde per terrazzi e giardini. Leggi bonus casa 2020 per conoscere tutte le agevolazioni.

I proprietari, però, devono fare i conti anche con le tasse: la manovra prevede la fusione Imu-Tasi chiamata anche nuova Imu o Imu allargata. Le aliquote complessive non dovrebbero variare rispetto ai massimi attuali: l ’aliquota base della nuova Imu sarà dell’8,6 per mille ma i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Solo nel 2020 l’aliquota potrà essere portata fino all’11,4 per mille. Il riordino, però, avrà efficacia solo a partire dal 2021.

Il lavoro

Il taglio del cuneo fiscale dovrebbe portare un bonus di 50 euro al mese in busta paga e riguarderà i lavoratori con redditi annui fino a 35 mila euro, che si aggiungerà al bonus già esistente per chi ha redditi fino a 26 mila euro. Tutto questo per lo Stato vale circa 3 miliardi di euro sotto forma di minori trattenute in busta paga. La misura dovrebbe avere effetto da luglio.

I lavoratori privati che hanno in uso un’auto aziendale come benefit perderanno, invece, buona parte del beneficio: il valore tassabile dell’uso del veicolo sale dal 30 al 60% del costo medio di percorrenza (calcolato sulle tabelle Aci) e arriverà al 100% per le vetture più inquinanti; la tassazione rimarrà al 30% solo per le auto elettriche o ibride e per i veicoli commerciali. Viste le polemiche su questi punti, non si escludono modifiche durante i lavori parlamentari. Leggi auto aziendali: il Governo cambia la norma.

Intanto per gli imprenditori, i lavoratori autonomi, i commercianti è già in vigore il nuovo Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio ma che dovrà essere convertito in legge entro il 27 dicembre per non perdere efficacia: contiene anch’esso molte novità per contribuenti e famiglie, come il limite ai pagamenti in contanti che scende a 2.000 euro nel 2020 a partire da luglio, la stretta sulle compensazioni fiscali e sui carburanti, la fattura elettronica e le “manette agli evasori”; leggi Decreto fiscale, la sintesi delle novità.



2 Commenti

  1. Avendo una casa vecchia e con tanti problemi, mi sento costretta a fare dei lavori sulla facciata. Come mi può aiutare un “bonus facciata” se sono incapiente fiscale?!? Grazie

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