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Assegno ordinario d’invalidità nel fondo esattoriali Inps

9 Novembre 2019
Assegno ordinario d’invalidità nel fondo esattoriali Inps

Sono un dipendente della ex Equitalia – ora Agenzia Entrate Riscossione – con venticinque anni di anzianità lavorativa e nel maggio di quest’anno ho fatto richiesta per l’assegno ordinario di invalidità: mi è stata riconosciuta la riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa e quindi è stato avviato l’accertamento dei requisiti contributivi ai sensi della legge 222/1984 per l’erogazione dell’assegno. Con grande sorpresa mi è stata poi respinta una prima volta, e adesso anche una seconda in sede di riesame, in quanto secondo l’Inps essendo iscritto obbligatoriamente al fondo speciale esattoriale, peraltro recentemente armonizzato  al trattamento AGO con il decreto ministeriale del lavoro n. 55 del 08/05/2018, avrei dovuto cessare l’attività lavorativa per accedere alla prestazione pensionistica ai sensi dell’art. 31 della legge 377/1958 che regolamenta le prestazioni del fondo. Ma lo scrivente non sta chiedendo la pensione di invalidità in quanto dimissionario  o avendo raggiunto i requisiti minimi di legge, sta chiedendo il riconoscimento di un contributo economico temporaneo – l’a.o.i. viene erogato solo per tre anni eventualmente prorogabile – in virtù della capacità lavorativa ridotta . Ho intenzione quindi di presentare ricorso al comitato provinciale Inps e, eventualmente successivamente di adire il giudice del lavoro: vorrei avere indicazioni più precise sulle aspettative di successo e sulla giurisprudenza in merito.

Il fondo speciale esattoriale o, più precisamente, il “Fondo di previdenza per gli impiegati dipendenti dai concessionari del servizio di riscossione dei tributi e delle altre entrate dello Stato e degli enti pubblici” è un fondo obbligatorio integrativo (art.8 L. 377/1958) dell’Assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti.

Il fondo esattoriali ha lo scopo di integrare, nei confronti degli iscritti e dei loro superstiti, nei limiti ed alle condizioni stabilite dalla legge, le pensioni dovute agli iscritti stessi dall’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti, nonché di garantire, con un sistema di assicurazione e di capitalizzazione, un capitale complessivo dell’indennità di anzianità e dell’integrazione dovuta in base a leggi e contratti collettivi vigenti all’atto della cessazione del rapporto di lavoro (Cass. Ord. n.28775/2018).

Pur essendo intervenuta l’armonizzazione con l’Assicurazione generale obbligatoria, ad opera del DM n. 55 del 08/05/2018, bisogna osservare che gli iscritti al fondo esattoriali non possono conseguire le prestazioni previdenziali a carico dell’assicurazione generale obbligatoria senza che siano perfezionati anche i requisiti richiesti dal fondo per le prestazioni erogate a carico dello stesso.

Il fondo eroga difatti agli aventi diritto, unitamente alle prestazioni integrative, anche la pensione dovuta dall’Assicurazione generale obbligatoria Ago in relazione ai contributi accreditati nell’assicurazione stessa, corrispondendo un’unica pensione complessiva. Questo, anche nell’ipotesi in cui per lo svolgimento del lavoro esattoriale sussistano le condizioni per la pensione a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria. Il fondo esattoriali non può attribuire alcun trattamento pensionistico prima che siano realizzate le condizioni per il trattamento complessivo, con la perdita della qualità di iscritto al fondo (Cass. sent. 3.4.1986, n. 2298; Cass. sent. 11.2. 2016, n. 2767).

In base a quanto esposto emerge che, nonostante il fondo di previdenza per gli impiegati esattoriali sia un fondo speciale obbligatorio, a carattere integrativo, costituente un sistema previdenziale autonomo ed autosufficiente (Cass. sent. n. 12872/1998, n. 11532/2000, n. 7288/2015), le prestazioni a carico dell’assicurazione obbligatoria, durante il periodo di iscrizione al Fondo, non possono essere erogate se non ricorrono i presupposti per l’erogazione delle prestazioni a carico dell’Ago (Cass. Ord. n.28775/2018).

In sostanza, per gli iscritti al fondo speciale esattoriale le peculiari regole previste dalla L. 377/1958 non devono essere rispettate soltanto per conseguire le prestazioni integrative presso il fondo, ma anche per conseguire le prestazioni pensionistiche Ago, tra le quali l’assegno ordinario d’invalidità, in quanto liquidate dal fondo. Il fondo non può erogare il solo trattamento integrativo, essendo tenuto alla liquidazione di un’unica prestazione complessiva, comprensiva anche di quella che sarebbe maturata a carico dell’Ago.

Pertanto la cessazione dal servizio, normalmente non richiesta per la liquidazione dell’assegno ordinario d’invalidità (Aoi), rappresenta invece una condizione indispensabile per conseguire la prestazione da parte degli iscritti presso il fondo speciale esattoriali.

L’iscritto al fondo esattoriali, per avere diritto al trattamento di invalidità, deve infatti:

  • essere riconosciuto invalido in costanza di assicurazione obbligatoria o volontaria al Fondo;
  • far valere almeno 5 anni di contribuzione di cui 3 nell’ultimo quinquennio;
  • cessare dal servizio;
  • presentare domanda entro un anno dalla cessazione dal servizio o dalla data cui si riferisce l’ultimo contributo.

Nello specifico, la liquidazione della prestazione a favore dell’iscritto che presenta la domanda in costanza di servizio è subordinata alla cessazione del rapporto di lavoro entro un mese dalla ricezione della comunicazione di avvenuto riconoscimento dello stato dell’invalidità, a pena di decadenza del diritto.

La pensione decorre dal 1° giorno del mese successivo alla cessazione dal servizio o da quello del mese successivo alla domanda, se presentata dopo la cessazione.

Ciò non avviene soltanto nell’ipotesi in cui sia richiesta la ricongiunzione, prevista dalla legge n. 29 del 1979, dei contributi versati nel Fondo di previdenza per gli impiegati dipendenti delle esattorie e ricevitorie a quelli esistenti presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld Ago). Per avvalersi della possibilità di ricongiunzione, bisogna possedere almeno un contributo nell’assicurazione generale obbligatoria, figurativo o effettivo, per attività non esattoriale (Cass. 4.5.2016, n. 8892).

Con la recente riforma del fondo, l’obbligo di soddisfare i “doppi requisiti” per ottenere le prestazioni Inps Ago non è stato esplicitamente soppresso. Per la precisione, col decreto del ministero del Lavoro 18.5.2018  n.55, emesso in attuazione dell’art. 1, co. 9-bis, del Dl 193/2016, è disposto che tutti i contributi versati nel fondo esattoriali diano origine alla liquidazione di una prestazione aggiuntiva, rispetto al trattamento maturato con le regole dell’AGO, da determinare col sistema di calcolo contributivo: in sostanza, tutti i contributi versati per ciascun anno dal datore di lavoro e dal lavoratore al fondo costituiscono il montante individuale contributivo annuale dell’iscritto, da trasformare in pensione aggiuntiva al trattamento previsto dall’assicurazione generale obbligatoria. I contributi sono validi anche per la liquidazione della pensione aggiuntiva al trattamento pensionistico anticipato.

Il decreto non cambia, però, le disposizioni osservate in merito alla necessità di soddisfare le condizioni previste presso il fondo esattoriale per erogare le prestazioni Ago (come precisato da una recente sentenza della Cassazione in argomento, Cass. sent.10568 del 16.4.2019), ma cambia in modo esplicito unicamente il sistema di calcolo della prestazione integrativa, e consente la possibilità di liquidare la pensione anticipata.

Nel Suo caso, in base alla normativa esposta ed alle pronunce giurisprudenziali, si reputano assai esigue le probabilità di successo relativamente a un eventuale ricorso amministrativo, in quanto non è stata esplicitamente abrogata la disposizione in base alla quale è il fondo esattoriali a liquidare le prestazioni Ago unitamente alle proprie, e conseguentemente continua a essere vigente l’obbligo di soddisfare le condizioni previste presso il Fondo esattoriali ai fini del diritto a qualsiasi prestazione Ago, compreso l’assegno ordinario d’invalidità.

Allo stato attuale, si è comunque in attesa delle disposizioni attuative del decreto e di maggiori chiarimenti da parte dell’Inps (la stessa citata sentenza della Cassazione 10568/2019 mostra delle perplessità sull’interpretazione da dare alle disposizioni del DM 55/2018).

A parere della scrivente, in ogni caso, solo una nuova disposizione normativa “esplicita” che non preveda più la liquidazione unitaria delle prestazioni da parte del fondo esattoriali farebbe decadere la necessità di cessazione dal servizio per ottenere l’assegno ordinario d’invalidità Ago. È difficile, tuttavia, che le disposizioni del decreto 55/2018 siano interpretate in tal senso. Nel decreto, infatti, è indicato esplicitamente che: “restano ferme le disposizioni relative al Fondo di previdenza di cui alla legge n. 377 del 1958, e successive modificazioni”, che “il decreto individua in via esclusiva le modalità di utilizzazione delle risorse del Fondo di previdenza di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 377”, e che la finalità del decreto è “modificare le modalità di calcolo delle prestazioni pensionistiche del predetto Fondo  mediante l’introduzione del sistema contributivo”.

Si reputano dunque esigue anche le probabilità di successo relativamente a un’eventuale azione giudiziaria. L’unica possibilità per ottenere l’assegno ordinario d’invalidità senza cessare l’attività lavorativa resta dunque la ricongiunzione presso l’Ago, ma questa, oltre ad essere consentita solo se si possiede anche contribuzione differente presso l’Ago rispetto a quella accreditata presso il fondo esattoriali, preclude la possibilità di ottenere le pensioni integrative del fondo.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.


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