Diritto e Fisco | Articoli

Incarico all’avvocato: come dimostrarlo

4 Novembre 2019
Incarico all’avvocato: come dimostrarlo

Prova conferimento incarico professionale ad avvocato, mandato rilasciato oralmente e non per iscritto, senza convenzione: a chi spetta l’onere?

Sei stato allo studio di un avvocato per chiedergli una consulenza. All’esito di una lunga conversazione, avuti i chiarimenti che speravi, gli hai lasciato tutte le carte in tuo possesso affinché ti difendesse in tribunale. Da allora, però, non si è più fatto sentire, né sei stato contattato dalla sua segretaria per firmare la procura processuale. 

Dopo qualche mese, telefoni allo studio legale per informarti sullo stato della tua pratica e per avere aggiornamenti. L’avvocato cade dalle nuvole: a suo dire, non c’è stato alcun formale conferimento di mandato, alcun contratto che gli facesse intuire la tua seria intenzione di “andare avanti”. Del resto – ti ammonisce – non avendo pagato l’anticipo, non potevi sperare di essere assistito. 

Ora, però, i termini sono scaduti e, a tuo avviso, la colpa è solo del professionista che ha sottovalutato la serietà e l’importanza della difesa. Anzi, ti appare come una scusa il suo appigliarsi all’assenza di un mandato per non pagare le conseguenze di tale inerzia. Sei intenzionato a fargli causa, ma prima si pone un problema di ordine legale: come dimostrare l’incarico all’avvocato? Quale prova fornire per dimostrare che, tra voi, si è concluso un accordo definitivo? È davvero essenziale la firma della procura o del mandato professionale per poter dare vita al rapporto? 

La risposta è stata data dalla Cassazione con una recente ordinanza [1]. 

La Corte ha ribadito un principio ormai consolidato all’interno della propria giurisprudenza. Ecco qual è il succo della decisione.

Obbligo di preventivo scritto e di informativa al cliente

Bisogna tenere distinto l’obbligo del preventivo scritto che l’avvocato deve sempre fornire al proprio cliente, anche quando questi non lo richiede, dal dovere di informare quest’ultimo sulla complessità dell’incarico e sugli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. Quest’ultima informativa – obbligatoria al pari del preventivo scritto – può, tuttavia, essere fornita anche in forma orale.

La violazione dei predetti oneri, posti a carico del professionista immediatamente dopo il conferimento dell’incarico professionale, determinano un illecito disciplinare. 

In più, l’assenza di un preventivo scritto determina la possibilità per il cliente, in caso di contestazione della parcella, di rivolgersi al tribunale che dovrà, a quel punto, applicare i parametri fissati dal Decreto Ministeriale n. 140/2014.

Quando scatta il conferimento dell’incarico professionale?

Secondo la giurisprudenza – ribadita da ultimo con la pronuncia della Cassazione qui in commento – per la conclusione del contratto di patrocinio non è indispensabile l’esistenza di una procura processuale; quest’ultima infatti è necessaria solo per lo svolgimento dell’attività processuale, ossia per la validità degli atti in giudizio. Ma, da un punto di vista contrattuale, nei rapporti cioè tra le sole parti, non è richiesta la forma scritta. 

In sintesi, il mandato professionale – quello con cui il cliente dà all’avvocato l’incarico a difenderlo – non deve avere una forma particolare e può essere concluso anche verbalmente o con comportamenti concludenti come gran parte dei contratti previsti dal nostro ordinamento.

L’unica eccezione vale solo per i mandati tra avvocato e pubblica amministrazione, vigendo per quest’ultima l’obbligo della forma scritta. 

Il rilascio della procura genera, al più, una presunzione circa l’esistenza anche del contratto di patrocinio. 

Dunque, l’avvocato è obbligato ad assistere il cliente se questi gli ha dato l’incarico solo verbalmente, magari dopo il colloquio o la consulenza allo studio. Ma ciò non toglie che un mandato possa essere conferito anche tramite uno scambio di email o una telefonata. 

Ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, peraltro, così come non è indispensabile il rilascio di una procura ad litem (quella cioè che si rilascia a margine dell’atto di difesa vero e proprio), essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell’attività processuale [2], non rileva neanche il versamento di un fondo spese o di un anticipo sul compenso. Difatti, il mandato può anche essere gratuito; in più, in caso di mandato dietro pagamento, il compenso e il rimborso delle spese possono essere richiesti dal professionista anche in un momento successivo (ad esempio durante lo svolgimento del rapporto o al termine dello stesso).

Quale prova per il conferimento incarico professionale ad avvocato?

Se è vero che l’incarico all’avvocato può anche essere verbale, è altresì vero che la prova della conclusione dell’accordo spetta al cliente, il quale non potrà limitarsi a sostenere di aver dato il mandato, ma dovrà anche dimostrarlo. La dimostrazione, però, può essere fornita con ogni mezzo di prova. Ad esempio, è il caso della testimonianza di un parente o un collega che ha assistito all’incontro, di uno scambio di email, della consegna degli stessi documenti al legale o del preventivo scritto rilasciato dal professionista (anche se manca la firma per accettazione). 

note

[1] Cass. ord. n. 20865/19 del 2.08.2019.

[2] La procura ad litem è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, mentre il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (cosiddetto “contratto di patrocinio”) con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube