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Violazione degli obblighi di assistenza familiare: pena detentiva non inferiore a 15 giorni

10 luglio 2013


Violazione degli obblighi di assistenza familiare: pena detentiva non inferiore a 15 giorni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2013



Anche in presenza di patteggiamento, le pena minima in caso di reclusione non può essere inferiore a quindici giorni.

Nel caso di violazione degli obblighi di assistenza, il reo, anche se chiede il patteggiamento, deve essere condannato a una pena detentiva non inferiore a quindici giorni. Lo ha stabilito la Cassazione in una sentenza pubblicata ieri [1].

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ricordato che la condanna minima detentiva per i delitti (e, tra questi, è incluso appunto il reato di violazione degli obblighi di assistenza) non può essere inferiore a quindici giorni, neanche in caso di diminuzione operata a seguito della richiesta di patteggiamento (sia ai fini del computo della pena da infliggere in concreto, sia ai fini dei calcoli intermedi).

Cos’è il patteggiamento

Ricordiamo che il patteggiamento consiste in un rito sommario introdotto per ragioni di economia processuale: non equivale propriamente a una sentenza di condanna e consente al pubblico ministero e all’imputato di venirsi reciprocamente incontro. Questo comporta un trattamento sanzionatorio “premiale” in termini di pena.

In pratica, il patteggiamento è un accordo tra la Pubblica Accusa (il Pubblico Ministero) e l’imputato (con il suo avvocato, in genere), in forza del quale l’imputato accetta la pena e il P.M. dispone uno sconto, tagliando via un terzo della stessa.

In questo modo, entrambe le parti ottengono un vantaggio: da un lato lo Stato non deve sopportare un processo e i conseguenti costi; dall’altro l’imputato, oltre ad ottenere il predetto sconto sulla pena, nella normalità dei casi non dovrà pagare le spese processuali e, se non commetterà altri reati nei cinque anni successivi, vedrà estinguersi il reato commesso.

note

[1] Cass. sent. n. 29357 del 9.07.2013.

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1 Commento

  1. Ma questa sentenza della cassazione e’ valida per i bambini piccolini o anche per i maggiorenni. Grazie se rispondete

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