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Stress per lavoro ripetitivo: il datore rischia la condanna penale

11 Marzo 2013
Stress per lavoro ripetitivo: il datore rischia la condanna penale

Lavori usuranti e rischio di affaticamento biomeccanico: necessarie le pause durante il lavoro e misure di sicurezza aggiuntive.

Quando il lavoratore è sottoposto a lavori pensanti (per es. i servizi di pulizia), il datore di lavoro deve adottare tutti gli accorgimenti necessari per evitare i rischi che scaturiscono dallo stress di attività ripetitive; per esempio, bisogna prevedere una pausa ogni due ore. Se, dunque, per colpa della stanchezza, il dipendente si infortuna allora il datore di lavoro rischia una condanna penale. Infatti, in questi casi, secondo la Cassazione [1], è verosimile che il sinistro non si sarebbe mai verificato se il lavoratore non fosse stato tanto stanco. La stanchezza, difatti, costringe i dipendenti a posizioni e movimenti “disergonomici”.

Insomma, la sicurezza sul posto di lavoro si garantisce anche adottando ulteriori misure di sicurezza, oltre a quelle consuete, in caso di lavori pesanti che comportano un particolare affaticamento (si chiama “affaticamento biomeccanico”).

note

[1] Cass. sent. n. 11062 dell’8.03.2013.


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