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Sciopero benzinai a novembre: le date senza carburante

4 Novembre 2019
Sciopero benzinai a novembre: le date senza carburante

I sindacati hanno confermato la chiusura delle pompe per 48 ore nei giorni 6 e 7 novembre. Saranno chiusi gli impianti stradali e autostradali in tutta Italia.

Due giorni di sciopero totale per i benzinai. I sindacati del settore (Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio) hanno deciso di proclamare uno sciopero generale di due giorni degli impianti di rifornimento carburanti, sia sulla rete ordinaria che autostradale, per i giorni 6 e 7 novembre prossimi.

Lo comunica in una nota stampa l’agenzia Adnkronos. Lo sciopero, che comporterà la chiusura degli impianti di rifornimento stradali ed autostradali su tutto il territorio nazionale, è stato confermato dopo che le associazioni sindacali avevano protestato senza ottenere ascolto: «Di fronte al silenzio assordante del Governo e all’indifferenza del ministro dello Sviluppo Economico le organizzazioni dei gestori degli impianti stradali non hanno potuto fare altro – si legge in una nota congiunta dei sindacati – che ricorrere alla mobilitazione generale che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 06,00 del giorno 6 e terminerà alle ore 06,00 del giorno 8 novembre».

Le motivazioni del gesto, secondo i sindacati, sono nella protesta contro i gravosi adempimenti fiscali a carico della categoria: «Il silenzio del Governo, nel suo complesso, è un grave atto di irresponsabilità non solo verso i gestori ma verso i cittadini stessi che saranno chiamati a pagare con gli inevitabili disagi il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico anziché soluzioni per le categorie produttive e finanche a favorire, indirettamente, il sistema bancario».

«Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le mani – riordinandola – a quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 miliardi all’anno al bilancio dello Stato», proseguono i sindacati.

Le organizzazioni di categoria scendono nel dettaglio e indicano uno per uno i vari adempimenti «inutili fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali: si va dalla fatturazione elettronica, all’introduzione degli Isa che risultano fortemente penalizzanti per i gestori di carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai registratori di cassa telematici per fatturati di 2mila euro/anno, all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera in formato elettronico da digitalizzare a mano».


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