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Studio legale: vietato licenziare la segretaria e affidare ai praticanti le sue funzioni

10 luglio 2013


Studio legale: vietato licenziare la segretaria e affidare ai praticanti le sue funzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2013



Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo impone che si debba procedere alla materiale soppressione del posto o del reparto: non basta la semplice contrazione dell’attività.

 

Lo studio professionale non può licenziare un dipendente per affidarne poi i compiti ai praticanti: questo perché il licenziamento è legittimo solo se c’è l’esigenza di sopprimere una determinata posizione lavorativa, ma non se è genericamente motivato da un semplice ridimensionamento dell’attività. Il datore di lavoro deve infatti dimostrare al giudice qualcosa in più di una semplice necessità di ridurre il personale: egli deve dare prova che sia divenuta impossibile – a causa di esigenze obiettive e non contingenti – ogni diversa collocazione del dipendente licenziato all’interno dell’ufficio medesimo.

A precisare questo importante punto in materia di licenziamenti, anche all’interno degli studi legali, è una sentenza di ieri della Cassazione [1]. Nel caso di specie, il titolare di uno studio professionale aveva mandato a casa la segretaria per affidare le mansione da quest’ultima sino ad allora svolte ai praticanti.

Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo [2] – ricorda la Suprema Corte –può essere effettuato solo a causa della necessità di procedere alla soppressione del posto o del reparto cui è addetto il singolo lavoratore. Tale soppressione, che non può essere semplicemente finalizzata a incrementare il profitto dell’azienda/studio, deve essere diretta a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti.

Il datore di lavoro, dunque, deve dimostrare (in giudizio) che il licenziamento sia stato imposto da ragioni di carattere produttivo-organizzativo e non da un mero incremento di profitti o da un generico ridimensionamento dell’attività. Inoltre, il datore – circostanza ancora più importante – deve tentare di riutilizzare il lavoratore in altre mansioni equivalenti a quelle esercitate prima. Solo se avrà fatto questa verifica con esito negativo e di ciò avrà dato prova al giudice (ossia dell’impossibilità di adibire la segretaria a mansioni diverse) il licenziamento potrà essere considerato valido.

note

[1] Cass. sent. n. 16987 del 9.07.2013.

[2] Ex art. 3 della legge 15 luglio 1996, n. 604.

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