Malattie rare: sindrome della bella addormentata, ecco cos’è

4 Novembre 2019
Malattie rare: sindrome della bella addormentata, ecco cos’è

Una rara malattia provoca sonno prolungato. La bella addormentata è il caso reale di una ragazza che ha dormito due mesi e poi non ha riconosciuto la madre.

Ha un nome ‘da favola’ ed è ancora un mistero per la medicina. È la ‘sindrome della bella addormentata‘ o, più scientificamente, di Kleine-Levin (dal nome degli scienziati che l’hanno studiata). Si tratta di una malattia neurologica rara e di origine sconosciuta, caratterizzata da episodi ricorrenti di sonno prolungato e di disturbi cognitivi.

È un caso realmente accaduto di recente, riportato dalla nostra agenzia Adnkronos, che riguarda una ragazza colombiana, la diciassettenne Sharik Tovar, che in una crisi causata da questa malattia ha dormito per quasi 2 mesi; poi al risveglio non ha più riconosciuto il volto di sua madre. Come se a qualcuno la fase acuta della sindrome venisse oggi, prima di addormentarsi potrebbe augurare buon anno a tutti, anche perché nel 2020 forse non riconoscerebbe i suoi cari.

Il caso è stato studiato dalla scienza ed è riportato nella rivista internazionale ‘Livescience’. L’origine di questa malattia non è ancora nota; riguarda almeno 1 milione di persone nel mondo e provoca all’improvviso dei sonni lunghissimi, mentre in altri periodi il paziente soffre di disturbi comportamentali, come l’iperattività e la fame incontrollata.

L’infezione è probabilmente di origine virale, ma quanto è rara la malattia altrettanto rari sono gli studi clinici; così non esiste ancora una valida cura terapeutica. L’Osservatorio malattie rare parla di «scarsa risposta al trattamento farmacologico», anche se «soprattutto nei casi più gravi, possono essere utili stimolanti e stabilizzatori dell’umore» e conclude che «fino a quando la causa rimarrà sconosciuta il trattamento principale rimarrà quello di tipo psicologico ed educativo».

La malattia è classificata come rara perché si realizza in meno di 10 persone su un milione. Una curiosità: a dispetto del nome femminile, colpisce in due casi su tre i maschi, in massima parte giovani. La realtà non è come la favola, chi si addormenta di più è il principe azzurro.


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