Salute e benessere | Articoli

Si può essere allergici all’acqua?

22 Novembre 2019 | Autore:
Si può essere allergici all’acqua?

C’è una malattia rara che si chiama orticaria acquagenica: provoca prurito e delle bolle ma, soprattutto, stravolge la vita di chi ne soffre.

Immagina una vita senza acqua. Per gli amanti del vino, è la battuta più gettonata. Ma a chi soffre di una delle malattie più rare al mondo (quella, appunto, di non poter toccare l’acqua) trovate come questa non fanno ridere. Di queste persone non ce ne sono molte al mondo, sono circa un centinaio. Anche se, quando si tratta di patologie strane, che la casistica sia scarsa o numerosa è relativo: difficile dire per noi profani se 100 sono pochi o tanti. Quel che interessa è che si può essere allergici all’acqua. E che lo si è, non lo si diventa, anche se il problema non si manifesta dalla nascita.

Il disturbo in questione si chiama «orticaria acquagenica». Nel 2016 interessava una trentina di persone. Tre anni più tardi, il numero dei pazienti è triplicato. Il che dovrebbe significare che le statistiche sono destinate ad aumentare più che a regredire. Non poter toccare l’acqua con nessuna parte del corpo vuol dire, ad esempio, non riuscire a lavarsi. Ma nei casi più gravi, le conseguenze dell’allergia all’acqua si presentano perfino con il sudore. Di questi tempi, con estati sempre più calde, non si tratta di un problema da poco. Prova a pensare al disagio di chi non può permettersi di avere caldo e nemmeno di farsi una doccia. Per la quasi totalità della popolazione, sarebbe impensabile non compiere un gesto così naturale come farsi un bagno, lavarsi le mani e la faccia, bere un bicchiere di acqua. Per queste 100 e passa persone sparse in tutto il mondo, no.

Allergia all’acqua: che cos’è?

L’orticaria acquagenica è una rara forma di allergia caratterizzata dalla comparsa di prurito, rossore e pomfi (delle piccole bolle simili a punture di zanzara), che si manifesta ogni qualvolta la cute entra in contatto con l’acqua. A quanto risulta, come accennato, la malattia colpisce un centinaio di persone in tutto il mondo ma, come spiega alla nostra agenzia Adnkronos l’allergologo dell’Irccs Humanitas di Rozzano (Milano) Giovanni Paoletti, «questo dato riguarda solo i casi documentati e descritti nella letteratura scientifica, dunque supponiamo si tratti di cifre sottostimate, anche per la difficoltà di arrivare a una diagnosi precisa».

Non importa che l’acqua sia dolce, salata o distillata: questa forma di orticaria – spiega ancora il professor Paoletti – non è legata né al tipo di acqua né alla sua temperatura. Significa che entrare in mare o farsi una doccia calda provoca gli stessi sintomi. Così come non influisce il pH dell’acqua. Insomma, perfino la fisiologica che si usa per fare, ad esempio, dei lavaggi nasali può provocare l’allergia. E non è finita: perfino il sudore può dare gli stessi problemi.

Stop, dunque, alle vacanze al mare o al lago, se non per ammirare il panorama. Inutile pensare a qualche minuto di relax dentro l’idromassaggio. Niente week end in una Spa per rilassarsi in un bagno turco o in una sauna, passeggiate in bicicletta o salutari corse: meglio restare chiusi in casa con l’aria condizionata per evitare di sudare. E si sa che escludere l’attività fisica (di qualsiasi genere, a questo punto) comporta altri problemi legati al sovrappeso e al sistema cardiocircolatorio. Insomma: quando si dice «una vita senza acqua», ogni battuta risulta sconveniente.

L’allergia all’acqua si manifesta in tutto il corpo, anche se in genere i sintomi non si avvertono nel palmo della mano o nella pianta del piede. Prurito, rossore e pomfi appaiono dopo circa mezz’ora da quando avviene il contatto con l’acqua per poi scomparire dopo un’altra mezz’oretta dopo che la pelle è stata completamente asciugata.

L’orticaria acquagenica colpisce soprattutto le donne, mentre l’esordio della patologia si ha abitualmente durante la pubertà. Inoltre, in diversi pazienti è descritta una certa familiarità della patologia in più generazioni della stessa famiglia.

Non si conosce ancora la causa, ma il fatto è che per qualche motivo il corpo affronta l’acqua come una sostanza da combattere e reagisce in questo modo. Ma solo quando l’acqua entra a contatto dall’esterno con la pelle (il liquido di cui il corpo ha bisogno al suo interno per sopravvivere non genera alcun problema).

Come si vive senza acqua?

Chi soffre di orticaria acquagenica, o allergia all’acqua, racconta delle mille difficoltà che incontra nella vita quotidiana rispetto a chi non ha questo problema. C’è chi deve delegare ad altri il compito di lavare i piatti o i pavimenti di casa oppure di tenere pulito il bagno. Chi si fa la doccia soltanto una volta alla settimana (immaginate il problema in piena estate) restando sotto il getto dell’acqua il minor tempo possibile. Chi deve vestire in modo estremamente leggero per evitare di sudare. Chi non può permettersi di dimenticare l’ombrello in casa per paura di un repentino temporale. Chi deve dominare le emozioni, la tristezza, le delusioni ed imparare a gestire, per esempio, un lutto: un pianto a dirotto può finire per far diventare gli occhi gonfi al punto di non vedere, come ha raccontato una donna colpita dalla patologia.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube