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Prestiti per cattivi pagatori

5 Novembre 2019
Prestiti per cattivi pagatori

Come ottenere un prestito se sei stato inserito nella lista dei cattivi pagatori, quali sono le soluzioni di finanziamento possibili in questo caso.

Richiedere un prestito ci mette di fronte a doveri nei confronti del nostro creditore. Un prestito prevede un ammontare richiesto da restituire, un tasso di interesse e delle rate da corrispondere dettate da tempi precisi. Non sempre chi attraversa un brutto momento, dal punto di vista finanziario, riesce a rispettare questi tempi. Basta davvero poco, anche solo restare indietro con una o due rate e ci si ritrova in una condizione di insolvenza.

Ecco che allora si viene segnalati come cattivi pagatori e iscritti nei sistemi di informazione creditizia (Crif) o nella Centrale rischi della Banca d’Italia, veri e propri database che agiscono come centri di controllo, dove vengono inseriti tutti i dati relativi alle richieste di finanziamento. Ed è proprio all’interno di questa banca dati che un istituto di credito va a sbirciare quando deve decidere se concedere o meno un prestito. Una sorta di ‘fedina penale creditizia’ che ci impedisce di essere visti di buon occhio da qualsiasi altro potenziale creditore futuro a cui potremmo chiedere un prestito.

Per colpa di alcuni ritardi accumulati durante la restituzione di un prestito, sei dunque finito dritto nella lista nera dei cattivi pagatori. Purtroppo, hai bisogno di un aiuto economico per far fronte a una spesa imprevista. Come puoi fare? In questo articolo, ti fornirò alcune informazioni utili su prestiti per cattivi pagatori: come ottenerli, con quali garanzie, quali sono le forme di finanziamento possibili in questo caso.

Prestito per cattivi pagatori con la cessione del quinto

La prima tipologia di prestito che può essere concessa ai cattivi pagatori è quella che prevede la cessione del quinto. Si tratta di un finanziamento riservato ai pensionati o ai lavoratori dipendenti in possesso di un contratto a tempo indeterminato. Il rimborso delle rate viene prelevato direttamente dalla tua pensione o dal tuo stipendio nella misura di un quinto della somma.

A versare le rate del prestito non sei tu ma l’Inps, nel caso della pensione, o il datore di lavoro. L’importo viene trattenuto dal netto della busta paga o della pensione. L’ammontare della rata non può eccederne la quinta parte: per fare un esempio, se hai uno stipendio mensile netto di 1.200 euro, qualunque sia l’ammontare del prestito non potrà superare una trattenuta mensile di 240 euro.

Nel caso di un prestito per cattivi pagatori con la cessione del quinto, ti verranno richieste garanzie dalla banca come la sottoscrizione di un’assicurazione rischio vita/lavoro che copra l’importo dovuto oltre al Tfr. Dovrai, inoltre, estinguere il debito entro la scadenza del contratto di lavoro.

Prestito per cattivi pagatori con delega o doppio quinto

Se ti è stato concesso un prestito per cattivi pagatori con la cessione del quinto, ma hai bisogno di maggiore liquidità, puoi chiedere alla banca un ulteriore finanziamento: il prestito per cattivi pagatori con delega, chiamato anche doppio quinto. Questo prestito andrà a sommarsi alla cessione del quinto con una rata da corrispondere che potrà incidere per un altro quinto sul tuo stipendio o sulla tua pensione. Dalla busta paga o dall’assegno pensionistico ti verrà, quindi, decurtato il doppio quinto dello stipendio o della pensione, pari al 40%. Per farti capire con un esempio, se guadagni 1.200 euro netti al mese, ti vedrai trattenere mensilmente 480 euro.

Prestito per cattivi pagatori con garante o fidejussore

Il prestito per cattivi pagatori con garante o fidejussore è quella forma di finanziamento in cui interviene un soggetto terzo in qualità di garante del buon fine del prestito. Il fidejussore è una persona di tua fiducia, come ad esempio un genitore, un parente, un amico di lunga data, che si impegna a rimborsare le rate del prestito in caso tu, per qualsiasi motivo, sia insolvente.

La banca chiederà al fidejussore delle garanzie quali il rispetto di determinati requisiti economici e patrimoniali, il non avere un finanziamento in corso e un’età non superiore ai 75 anni. Prima di approvare il prestito, l’istituto di credito richiederà al garante una dichiarazione dei redditi, da integrare con eventuali attestati di proprietà. Possedere beni immobili è considerato un valore aggiunto, al pari di un’età non troppo avanzata o di un contratto lavorativo a tempo indeterminato.

Prestito per cattivi pagatori con cambiali

Il prestito per cattivi pagatori con cambiali è un tipo di finanziamento non finalizzato. Ciò significa che non dovrai fornire una motivazione relativa all’utilizzo dei soldi che ti saranno prestati. La banca ti chiederà, invece, di firmare mensilmente cambiali a copertura delle rate da corrispondere. Le cambiali sono titoli a importo e tasso fisso con scadenza mensile e durata massima pari a 10 anni. Permettono alla banca o alla finanziaria di pignorare un tuo bene, qualora non riuscissi a corrispondere quanto dovuto. Nel caso di insolvenza per quanto riguarda un prestito per cattivi pagatori con cambiali, non sarai segnalato nei sistemi di informazione creditizia, ma subirai direttamente un pignoramento.

Se sei un lavoratore dipendente e vuoi accedere a un prestito per cattivi pagatori con cambiali, ti verrà chiesto, in qualità di garanzia, il Tfr accumulato negli anni di lavoro. Se sei stato assunto da poco, avrai bisogno di una seconda firma di garanzia. Se sei un lavoratore autonomo, dovrai dimostrare di essere l’intestatario di un’assicurazione sulla vita stipulata da almeno 2 anni.

Cattivi pagatori: nuove regole per la segnalazione

Nel rispetto del Gdpr, il Garante della privacy d’intesa, insieme alle associazioni di categoria, ha stabilito nuove regole in merito alle segnalazioni in Crif come cattivi pagatori. Prima di tutto, una segnalazione dovrà essere preannunciata all’interessato con una raccomandata postale e un sms sul telefono cellulare. Entreranno poi a breve in vigore nuovi tempi di conservazione per le liste dei nomi dei cattivi pagatori e dei dati dei finanziamenti. Scaduti questi termini, si verrà cancellati dall’archivio.

Nello specifico, si resterà nelle liste:

  • per un massimo di 180 giorni, che potranno essere ridotti a 90 se rinunci all’erogazione del finanziamento o la tua richiesta non viene accolta;
  • 1 anno, se il ritardo non supera le due rate;
  • 2 anni, se il ritardo supera le due rate;
  • da 3 a 5 anni, in caso di mancato rimborso del debito;


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