Cartelle Imu e Tari pagabili a rate

5 Novembre 2019
Cartelle Imu e Tari pagabili a rate

Riforma riscossione enti locali: minimo 36 rate per debiti fino a 6mila euro. Si decade in caso di omesso pagamento di 2 rate consecutive. 

Se, fino a qualche anno fa, alla richiesta di dilazione della cartella di pagamento dell’Imu e della Tari i contribuenti si sono visti opporre un secco rifiuto, dal 1° gennaio 2020 le cose cambiano: si potrà optare per la rateazione al pari di come fa chi non ha pagato le imposte erariali come Irpef, Iva e Ires. Lo prevede la Legge di Bilancio per l’anno prossimo che, nel riformare la riscossione delle entrate locali, va a colmare un vuoto normativo.

Sino ad oggi la rateazione delle cartelle esattoriali (o “rateizzazione” come qualcuno impropriamente la chiama) è stata un diritto del contribuente solo per le imposte dovute allo Stato e, quindi, nei confronti di Agenzia Entrate Riscossione. Come noto, infatti, in presenza di un debito entro 60mila euro, la richiesta di dilazione a 72 rate non può essere rifiutata dall’esattore. Basta una semplice istanza, senza necessità di documentare la propria situazione di difficoltà economica. Tale possibilità era però preclusa per le imposte locali come appunto Imu, Tasi e Tari. 

Dall’anno prossimo non sarà più così e, in assenza di un’apposita disciplina regolamentare, l’ente locale o l’agente per la riscossione dei tributi locali, su richiesta del debitore, sarà obbligato a concedere la rateazione del pagamento delle somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili. 

Il contribuente dovrà tuttavia dimostrare di trovarsi in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà economica. 

La dilazione costituirà un diritto e non potrà essere negata per debiti oltre 100 euro. 

Il numero delle rate cresce al crescere dell’importo dovuto. 

Se il debito è superiore a 6mila euro, il numero di rate riconosciuto non può essere inferiore a 36.

Se il debito è superiore a 20mila euro si può chiedere una dilazione da un minimo di 4 rate fino a un massimo di 72. 

L’ente non perde il potere di regolamentare le condizioni e le modalità per concedere il beneficio, ma deve rispettare comunque il parametro stabilito dalla legge.

Si perde il diritto alla rateazione se si omette di pagare 2 rate consecutive.

Se le condizioni economiche del debitore dovessero peggiorare, questi può chiedere la proroga della dilazione solo una volta, a meno che non sia decaduto dal beneficio per inadempimento. In quest’ultimo caso, inoltre, il debito non potrà più essere dilazionato. L’effetto della decadenza è che l’importo ancora dovuto va riscosso in un’unica soluzione. 

L’amministrazione creditrice o il concessionario potranno iscrivere l’ipoteca o il fermo amministrativo solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta di rateazione o di decadenza dall’agevolazione.

Le rate mensili scadono nell’ultimo giorno di ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento dell’istanza di dilazione. Sulle somme dovute, a qualsiasi titolo, escluse le sanzioni, gli interessi, le spese di notifica e gli oneri di riscossione, dovranno essere applicati gli interessi di mora, calcolati al tasso legale. L’interesse, con apposita deliberazione dell’ente locale adottata in base a quanto disposto dalla norma attributiva del potere regolamentare generale in materia di entrate (articolo 52 del decreto legislativo 446/1997), potrà essere maggiorato di non oltre due punti percentuali rispetto al tasso legale.



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