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Cos’è l’atto di assenso

23 Novembre 2019 | Autore: Davide Luciani
Cos’è l’atto di assenso

L’atto di assenso è un documento che a volte si rivela indispensabile per il rilascio del passaporto: vediamo quali sono i casi in questione. 

Devi fare un viaggio in America. Siccome è la prima volta che vai in un Paese che non fa parte dell’Unione Europea, hai necessità di ottenere un passaporto. Ti sei, dunque, informato su quali tipi di documenti sono necessari per inoltrare la domanda. Cercando notizie in giro, ti è stato detto che, dato che sei il genitore di un minore, dovrai procurarti anche l’atto di assenso per poter avere il passaporto. La notizia ti coglie di sorpresa. Non ne avevi mai sentito parlare prima. Cos’è l’atto di assenso? Non sei riuscito a capire bene la sua funzione. Sai solo che è obbligatorio e che è una cosa che riguarda anche la madre di tuo figlio. Decidi così di volerne sapere di più. Permettimi anzitutto di dirti che, anche se sembra una norma relativamente nuova, l’introduzione di tale documento risale addirittura agli anni sessanta [1]. Se sei interessato ad approfondire la questione, ti consiglio di continuare a leggere quanto segue; scoprirai tutto quello di cui hai bisogno a riguardo.

Quali documenti servono per il passaporto

Prima di affrontare la questione relativa all’atto di assenso, ritengo opportuno parlare del passaporto. Si tratta di un documento di viaggio e di riconoscimento necessario per viaggiare all’estero. Viene rilasciato in Italia dalla Questura e all’estero dalle rappresentanze consolari. La sua validità non è universale: con esso si può viaggiare solo in Paesi i cui governi siano riconosciuti dallo Stato italiano.

Se desideri ottenere il passaporto, devi recarti nell’ufficio competente della tua zona di residenza. Con te dovrai portare un documento di riconoscimento e altre “scartoffie legali”. Anzitutto, ti servirà il modulo di richiesta debitamente compilato. Dovrai, poi, procurarti due fotografie recenti. Queste devono avere determinate caratteristiche: devono essere uguali e a colori e ritrarti frontalmente. Il formato richiesto è 35×40 mm.

Infine, dovrai produrre le ricevute dei pagamenti effettuati per il libretto e gli oneri amministrativi. Il loro costo è rispettivamente di 42.50 e di 73.50 euro. Il primo pagamento va eseguito tramite bollettino sul conto corrente intestato al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il secondo non è altro che una marca da bollo che si compra presso un qualsiasi tabaccaio.

Quali sono i tipi di passaporto

Attualmente, ci sono tre tipologie di passaporto: il passaporto ordinario, quello temporaneo e quello collettivo.

Il passaporto ordinario è il documento elettronico in vigore dal 2006. Si tratta di un libretto cartaceo di quarantotto pagine. E’ detto «elettronico» perchè la copertina è dotata di un microchip che contiene le informazioni del titolare (dati anagrafici, foto e impronte digitali) e dell’autorità che lo ha rilasciato. Inoltre, è presente anche la firma digitalizzata. Quest’ultima non è obbligatoria per i minori di 12 anni, gli analfabeti e coloro che presentano un problema fisico che impedisca loro di apporre la firma. La validità del passaporto è triennale per i minori di tre anni, quinquennale per i minori che vanno dai cinque anni in su e decennale per i maggiorenni.

Il passaporto temporaneo è un documento cartaceo rilasciato per i casi di inabilità temporanea alla rilevazione delle impronte. Viene concesso solo in circostanze motivate di necessità ed urgenza. Un esempio potrebbe essere un ragazzo affetto da malattia invalidante che deve assolutamente espatriare per sottoporsi ad un’operazione necessaria a salvargli la vita. Ha una durata massima di dodici mesi dalla data di rilascio.

Infine, vi è il passaporto collettivo. Quest’ultimo è consegnato esclusivamente dalle questure presenti sul territorio italiano ed è previsto solo per motivi culturali, religiosi, sportivi, turistici o per motivazioni derivanti da accordi internazionali. Può essere richiesto dal capogruppo della delegazione, a patto che egli sia titolare di un passaporto valido. Consente l’espatrio di gruppi che vanno dalle cinque alle cinquanta persone ed è valido per un solo viaggio. Anni fa, questo tipo di passaporto era molto in voga e veniva usato da tour operator che organizzavano viaggi all’estero. Oggi, è usato più che altro da comunità religiose per compiere un pellegrinaggio fuori dai confini nazionali. La sua durata massima è di quattro mesi dalla data del rilascio.

Dove è possibile richiedere il passaporto

Se vuoi ottenere il passaporto puoi recarti presso gli uffici della Questura o dei Carabinieri più vicini alla tua residenza o presso l’Ufficio passaporti del Commissariato di Pubblica Sicurezza. E’ possibile anche richiedere il suddetto documento sul sito della Polizia di Stato nella sezione dedicata al servizio. Dal sito, potrai prenotare la data, l’ora e il luogo per consegnare la domanda di rilascio. In questo modo, eviterai interminabili code.

Dal 27 settembre 2014, è stata stipulata una convenzione con le Poste Italiane per la consegna del passaporto a domicilio. Basterà pagare 8.20 euro per farsi recapitare il documento direttamente a casa. Per poter fruire di questo servizio bisogna recarsi in Questura o al Commissariato e farsi consegnare una busta di Poste Italiane. Questa va compilata e consegnata sul posto all’Ufficio passaporti. Vanno riportate in particolare le informazioni relative al domicilio presso cui si desidera ricevere il documento. Una volta espletata questa formalità, non ti rimarrà altro che aspettare comodamente a casa l’arrivo del tuo passaporto.

Cos’è l’atto di assenso

Dopo aver spiegato bene cos’è e come si ottiene il passaporto, vediamo ora di capire cos’è l’atto di assenso. Tale documento rientra nelle “scartoffie burocratiche” di cui abbiamo parlato prima. E’ indispensabile se chi richiede il passaporto è genitore di un minore ed è obbligatorio anche in caso di figli minori naturali. Si tratta di una dichiarazione personale attraverso la quale la madre o il padre di tuo figlio afferma di essere a conoscenza della tua volontà di ottenere un passaporto e acconsente al suo rilascio. Tale modulo è necessario anche in caso si richieda un passaporto per il proprio figlio minorenne. In questo caso, è necessaria la firma di entrambi i genitori.

Come ottenere l’atto di assenso

La consegna dell’atto di assenso e la sua autenticazione non presentano costi. Il modello si può tranquillamente scaricare da internet. Basta andare sul sito della Polizia di Stato o su quello di un Consolato italiano. Nel suddetto modulo vanno inseriti dati anagrafici, cittadinanza e residenza del genitore che dà l’assenso. Bisognerà poi scrivere i dati anagrafici del genitore che deve prendere il passaporto. La firma dell’atto di assenso deve avvenire in Consolato davanti ad un Pubblico Ufficiale che provvederà ad autenticarla.

Cosa succede se il genitore che deve firmare il documento si rivela impossibilitato a farlo? Se si tratta di un cittadino appartenente ad un Paese dell’Unione Europea, è sufficiente che chi richiede il passaporto alleghi una fotocopia del documento dell’assente con la firma in originale. Se, invece, quest’ultimo è un cittadino extra UE, per autenticare l’atto di assenso ha due strade. La prima è quella di firmare la dichiarazione alla presenza di un Pubblico Ufficiale in Italia.

In alternativa, si deve recare a firmare presso l’Ambasciata o il Consolato italiano presente nel Paese estero dove si trova. Cosa accade, invece, se uno dei due genitori è morto? In questo caso, il richiedente deve presentare una copia del certificato di morte.

Cosa succede se non vi è assenso

Nel caso in cui l’altro genitore non acconsentisse a firmare l’atto di assenso non sarebbe possibile richiedere il passaporto? La risposta a questo quesito è complessa. In realtà sarebbe ancora possibile ottenere il documento, ma bisognerebbe avviare la procedura di Decreto Consolare. Di cosa si tratta? In pratica, il capo della rappresentanza consolare, nella sua veste di Giudice Tutelare dei minori residenti nella circoscrizione, ha facoltà di rilasciare il passaporto al richiedente dopo aver effettuato i dovuti accertamenti. Chi richiede il passaporto dovrà allegare alla documentazione necessaria le motivazioni per cui non è stato possibile ottenere l’atto di assenso. Non basta. Sarà anche obbligatorio indicare le motivazioni per cui si ritiene che il rifiuto a firmare il documento sia pretestuoso e ingiustificato. Infine, si dovrà indicare l’ultimo indirizzo e il numero di telefono del genitore non consenziente. In questo modo, il giudice potrà contattarlo e capire quali sono le ragioni dietro al suo gesto.

Facciamo un esempio.

Roberto chiede a Maria di sottoscrivere l’atto di assenso perchè ha necessità di fare un viaggio in America. I due sono divorziati da tempo e in pessimi rapporti quindi Maria si rifiuta di firmare il documento. Si dice, infatti, preoccupata che l’ex marito stia cercando di scappare dai suoi obblighi familiari. Roberto afferma, però, che non ha interesse a lasciare l’Italia. I suoi interessi e il suo lavoro sono qui. Allega, quindi, la documentazione che attesta quanto dichiara. In questo caso, il giudice, dopo aver effettuato gli accertamenti del caso, ha la possibilità di dare il suo assenso al rilascio del passaporto se le dichiarazioni di Maria si riveleranno non veritiere.

Se, invece, il ricorso al giudice tutelare fosse respinto, non sarebbe possibile ottenere l’atto d’assenso e, di conseguenza, il passaporto.

Cosa succede se il passaporto è per il minore

Per legge, dal 2014 [2], tutti i minorenni che desiderano viaggiare all’estero devono essere muniti di documento individuale, quindi o di passaporto o di carta d’identità valida per l’espatrio. In precedenza, invece, il nome del minore era scritto sul passaporto del genitore. Come anticipato, anche in questo caso è necessario l’atto di assenso per ottenere il sopracitato documento. La dichiarazione deve essere però firmata da entrambi i genitori. Se uno dei due è morto, sarà necessario allegare l’atto di morte. Se, invece, un genitore non può presentarsi nell’ufficio apposito per la firma, l’altro deve esibire una dichiarazione firmata di assenso al rilascio del passaporto, oltre ad una fotocopia del documento di identità sempre firmata. Se, infine, l’assente è un cittadino extracomunitario, sarà necessario che la dichiarazione sia vidimata dall’Ambasciata dello Stato di appartenenza. Cosa succede se un genitore non vuole dare l’assenso? In quel caso, ci si dovrà rivolgere al giudice tutelare.

Ti ricordo, che la documentazione da presentare e i costi da affrontare per il rilascio del passaporto di tuo figlio sono gli stessi di cui abbiamo già parlato: fa eccezione solo il documento di riconoscimento. Infatti, se il minore ha meno di 14 anni e, dunque, non è in possesso di una carta d’identità, basterà che tu firmi un modulo di autocertificazione in cui si afferma che il ragazzo in questione è “sangue del tuo sangue”.

Fai attenzione: nel momento in cui si fa domanda di rilascio del passaporto, questa deve essere a nome del minore esattamente come il versamento sul conto corrente per il costo del libretto. Inoltre, per la legalizzazione delle foto, tuo figlio deve essere presente. L’ufficiale, infatti, deve verificare sul posto che la foto ritragga la persona che fa richiesta del documento, altrimenti non può procedere all’avvio della pratica per il rilascio.

Prima di concludere questa guida sull’atto di assenso, permettimi di ricordarti una cosa. Se il minore ha meno di 14 anni per espatriare dovrà comunque essere accompagnato da un genitore o da chi ne fa le veci. In quel caso, sul suo passaporto dovrà essere riportato il nome della madre o del padre in qualità di accompagnatore.



Di Davide Luciani

note

[1] Art. 3 L. n. 1185/1967.

[2] L. n. 66/2014.


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