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Artrosi: rimedi naturali

5 Novembre 2019 | Autore:
Artrosi: rimedi naturali

Cos’è l’artrosi? Com’è possibile riconoscerla? Quali sono le cause? In cosa consiste la prevenzione? Quali sono i trattamenti per curare l’artrosi? A cosa ha diritto chi soffre di artrosi? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

L’artrosi è una malattia reumatica cronica caratterizzata da lesioni degenerative della cartilagine articolare; coinvolge l’intera articolazione, incluso l’osso subcondrale, la membrana sinoviale, i legamenti, la capsula ed i muscoli peri-articolari. E’ tra le malattie più comuni dell’apparato muscolo scheletrico. La possibilità di ammalarsi aumenta con l’avanzare dell’età. L’artrosi colpisce con più frequenza le donne rispetto agli uomini, i soggetti obesi e in sovrappeso. Le zone del corpo interessate dall’artrosi sono: le anche, le ginocchia, le piccole articolazioni delle mani e la colonna cervicale e lombare.

L’artrosi è caratterizzata dal dolore, dalla rigidità e dalla limitazione funzionale delle articolazioni coinvolte. E’ possibile prevenire l’artrosi? Quali sono i fattori di rischio modificabili e quelli non modificabili? Quali sono le terapie per la cura dell’artrosi? Molti trattamenti si basano sulle modifiche dello stile di vita, su un approccio farmacologico e/o chirurgico. Talvolta, è possibile intervenire sull’artrosi con rimedi naturali. La natura offre numerose alternative che possono aiutarti a mantenere più giovani e in salute le tue articolazioni e favorire il trattamento dell’artrosi.

Per saperne di più, continua a leggere il mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Marco La Grua, terapista del dolore e anestesista. Dopodiché, ti spiegherò quali sono i diritti di chi soffre di artrosi.

Artrosi: quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni dell’artrosi sono il dolore e la difficoltà ad utilizzare l’articolazione. Con maggiore frequenza, questi sintomi tendono a presentarsi nelle persone che hanno compiuto i 50 anni, soprattutto nelle donne in situazione di post-menopausa. Prima di questa età, l’artrosi colpisce in egual misura uomini e donne, con un’incidenza che dipende dagli stili di vita e dall’attività professionale svolta.

Il dolore si manifesta al movimento o in alcune posizioni; si ha difficoltà e rigidità nei primi minuti dopo il risveglio o dopo prolungato riposo, differenziandosi perciò dal dolore artritico che è sempre più importante al risveglio, ma che non si risolve in pochi minuti.

L’artrosi interessa spesso la colonna vertebrale e, più frequentemente, i settori cervicale e lombo-sacrale. A livello cervicale, il dolore interessa la regione del collo, con difficoltà di movimento. L’interessamento della colonna lombo-sacrale può portare a lombalgia acuta,  ma anche episodi di lombosciatalgia quando sono interessate le strutture nervose a stretto contatto con quelle articolari vertebrali. Le superfici ossee scoperte dal danno della cartilagine si sfregano a vicenda, provocando dolore, gonfiore, e perdita di mobilità dell’articolazione.

Oltre alla colonna vertebrale, sia a livello cervicale che lombare, i punti più interessati dall’artrosi sono le mani, il ginocchio, l’anca, il piede, manifestandosi comunque in modo diverso secondo i soggetti.

La degenerazione artrosica può evolvere rapidamente, ma nella maggioranza dei casi, i danni articolari si sviluppano gradualmente nel tempo. In alcuni pazienti, la malattia è relativamente lieve e interferisce marginalmente con le attività quotidiane, in altri causa invece dolori e disabilità gravi.

Nel tempo, l’articolazione può anche deformarsi e sui bordi articolari possono formarsi dei piccoli depositi ossei, detti osteofiti o speroni ossei. Pezzettini di osso o cartilagine possono rompersi e muoversi liberamente all’interno dello spazio articolare. Ciò provoca l’intensificazione del dolore e rigidità.

Artrosi: quali sono le cause ed i fattori di rischio?

Come anticipato precedentemente, si riconoscono due tipi di artrosi:

  • la forma primaria, nella quale sono importanti i fattori genetici;
  • la secondaria, nella quale si riconoscono fattori favorenti: pregressi traumi, anche piccoli o passati inosservati (l’artrosi è relativamente frequente negli sportivi specie a livello agonistico). Recentemente, anche l’utilizzo del mouse è ritenuto almeno concausa nell’artrosi del polso. Importante fattore che favorisce l’artrosi è il sovrappeso con conseguente sovraccarico di articolazioni portanti (anche e ginocchia) e successivo danno cartilagineo. L’artrosi secondaria è, inoltre, spesso esito di malattie infiammatorie articolari quali l’artrite reumatoide.

E’ possibile prevenire l’artrosi?

Nella genesi dell’artrosi, esistono numerosi fattori di rischio, alcuni dei quali modificabili ed altri no.

Fra i fattori di rischio non modificabili si possono elencare:

  • l’età: nei soggetti anziani si verifica una naturale e progressiva perdita di elasticità dei tessuti e della loro resistenza alle sollecitazioni, il che può favorire il danno del tessuto cartilagineo;
  • il genere: le donne sono maggiormente predisposte all’artrosi, in particolare del ginocchio e delle piccole articolazioni delle mani;
  • la genetica e la familiarità: la presenza, in famiglia, di soggetti affetti da artrosi rende molto più possibile la comparsa del problema, soprattutto tra le donne.

Fattori di rischio modificabili sono invece:

  • fattori meccanici: si tratta, in generale, del carico esercitato sulle articolazioni, provocato da malformazioni articolari, particolari attività professionali, sport, traumi;
  • peso: essere sovrappeso oppure obesi aumenta significativamente le possibilità di provocare l’artrosi, a causa di un eccessivo carico di peso sulle articolazioni.

Abbiamo visto come alcuni fattori di rischio connessi all’artrosi siano di fatto modificabili attraverso una corretta azione preventiva, che può essere può essere divisa in tre segmenti: prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

La prevenzione primaria si basa sul controllo e sulla riduzione del peso corporeo, di eventuali vizi posturali e posizioni scorrette, anche attraverso l’impiego di tutori ortopedici. Si basa, inoltre, sul ridurre o sull’evitare carichi eccessivi e ripetuti, nello svolgere un’attività fisica adeguata e rinforzare la muscolatura di supporto, quindi quella disposta attorno all’articolazione. E’, inoltre, importante evitare o ridurre quelle attività ad alto impatto articolare o sport che prevedono movimenti molto ripetitivi. Sintetizzando, potremmo dire che la prevenzione primaria mira ad evitare che il problema si presenti, attraverso una corretta alimentazione, un’adeguata attività fisica e abitudini di vita sane.

La prevenzione secondaria comprende, invece, il contrasto della progressione dello stato artrosico, agendo per esempio sul controllo e/o sulla riduzione del peso corporeo, mirando perciò  ad evitare che l’artrosi possa peggiorare e degenerare.

Infine, la prevenzione terziaria utilizza cure e trattamenti farmacologici dato che, in questa fase, l’obiettivo è individuare una corretta terapia farmacologica al fine di tenere sotto controllo gli effetti della malattia, onde evitare o limitare danni gravi.

Artrosi: come avviene la diagnosi?

La diagnosi di artrosi si basa sulla valutazione combinata dei sintomi clinici e degli esami radiografici. Le indagini di laboratorio non rivestono valore ai fini diagnostici, anche se l’esclusione di un processo infiammatorio può rendersi a volte necessaria in presenza di quadri di incerta interpretazione.

Non si deve mai dimenticare che l’artrosi può essere innescata o amplificata da malattie concomitanti quali, ad esempio, la condrocalcinosi e la stessa artrite reumatoide.

Occorrono, quindi, una grande esperienza ed un’approfondita valutazione del paziente per poter discriminare in modo appropriato l’influenza di un processo artrosico sui sintomi di ogni singolo caso, allo scopo di evitare di attribuire ad un pur evidente processo artrosico sintomi e segni dovuti, invece, alla presenza di altre malattie associate. È molto importante perciò che il paziente risponda con precisione alle domande del medico: definire l’esordio della sintomatologia, descriverne nel dettaglio le caratteristiche e/o elencare i farmaci che vengono assunti e il tipo di risposta sono elementi essenziali per personalizzare il percorso assistenziale.

Quali sono i rimedi naturali per curare l’artrosi?

Negli ultimi anni, è stata molto rivalutata l’azione positiva che alcune sostanze di origine naturale possono avere nel trattamento dei sintomi artrosici.

La curcuma, promossa anche da una revisione di studi pubblicata sul Journal of Medicinal Food, deve le sue virtù antidolorifiche alla sua componente principale, la curcumina. In fase acuta, possono essere assunte 3-4 compresse da 200 mg al giorno.

L’argilla (bianca e rossa) ha un’azione antinfiammatoria utile per contrastare i dolori da tendinite. Bisogna miscelarla con acqua tiepida fino ad ottenere una pasta dalla consistenza morbida, da stendere sull’articolazione che deve essere poi avvolta con uno strato di pellicola. Occorre farla agire per almeno un’ora.

L’arnica è il rimedio ideale per chi soffre di artrosi perché, secondo uno studio pubblicato sul magazine Rheumatology International, ha la stessa efficacia dell’ibuprofene. E’ usata in gel, da massaggiare sulla parte dolorante fino al completo assorbimento, per 3 volte al giorno. Il consiglio è quello di utilizzare le concentrazioni più elevate (90%) che sono frequenti nell’uso veterinario possono essere utilizzate anche per uso umano.

Gli omega 3 sono acidi grassi insaturi presenti in abbondanza sia nel pesce azzurro, sia in quello grasso. Proteggono dall’artrite reumatoide perché limitano la crescita degli anticorpi che precedono lo sviluppo della malattia reumatica. Sono disponibili anche sotto forma di integratori e ideali per ridurre la rigidità al mattino. Parimenti, possono essere utili anche nel trattamento dell’artrosi degenerativa.

La glucosamina è un aminozucchero la cui carenza è stata indicata come una delle cause dell’artrosi. L’assenza di questa sostanza può peggiorare la degenerazione delle cartilagini delle articolazioni di mani, piedi e ginocchia. La glucosamina è un componente naturale che l’organismo ricava dal glucosio; con l’invecchiamento, la capacità del corpo di auto-produrla diminuisce, di qui la necessità di una sua integrazione. Gli integratori naturali di glucosamina possono, infatti, essere di aiuto nel ridurre i dolori articolari.

Artrosi: quale terapia è consigliata e come alleviare il dolore?

Il medico prescrive farmaci per eliminare o ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare. Nello scegliere i farmaci per un dato soggetto con artrosi devono sempre essere presi in considerazione una serie di fattori, tra cui l’intensità del dolore, i possibili effetti collaterali del farmaco, la presenza di problemi di salute concomitanti di cui soffre il paziente oltre che altre eventuali terapie già in corso.

Poiché ci possono essere interazioni tra farmaci e alcune condizioni di salute aumentano i rischi di effetti collaterali, è importante riferire terapie in atto e la storia medica al medico curante prima di iniziare ad assumere nuovi farmaci. Una volta iniziata la terapia, bisognerà sottoporsi a visite mediche di controllo regolari. D’intesa con il proprio medico, è possibile trovare il trattamento più efficace nel ridurre il dolore con minimi rischi di effetti collaterali.

Il trattamento dell’artrosi è tipicamente affrontato con vari tipi di medicinali:

  • analgesici da banco: gli analgesici per bocca, come Paracetamolo, sono spesso il primo approccio alla riduzione del dolore in soggetti con osteoartrite;
  • in una fase successiva, spesso, è necessario ricorrere ai Fans (acronimo di Farmaci antinfiammatori non steroidei). Comunemente usati per il trattamento dell’artrosi, i Fans sono un ampio gruppo di medicinali con azione sia analgesica che antinfiammatoria. Fanno parte di questa famiglia farmaci come Aspirina, nimesulide, diclofenac  e ibuprofene. Una sottoclasse dei Fans, costituita dagli inibitori della COX-2 (celecoxib, etoricoxib…) viene spesso utilizzata nel trattamento delle forme artrosiche perché efficace con minori effetti collaterali gastrici. Alcuni di questi farmaci, ma non tutti, sono venduti come prodotti da banco ai dosaggi più bassi, ma nel caso di un utilizzo protratto è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante;
  • narcotici o farmaci agenti sul sistema nervoso centrale: talvolta, se gli analgesici da banco non funzionano ed esistono controindicazioni all’impiego di Fans, oppure in loro associazione, vengono prescritti farmaci analgesici più potenti. Questi farmaci devono essere assunti solo dietro prescrizione medica;
  • corticosteroidi (cortisonici): si tratta di ormoni secreti dall’organismo o prodotti artificialmente per l’utilizzo farmaceutico che hanno una potente azione antinfiammatoria. Possono essere utilizzati per via orale come compresse oppure, nei casi più acuti, iniettati nelle articolazioni colpite come rimedio temporaneo del dolore. Si tratta di una misura a breve termine, in genere non raccomandata più di due – quattro volte l’anno;
  • altri farmaci: ci sono diversi altri farmaci che il medico può somministrare per l’osteoartrite. Fra questi: analgesici per uso topico, sotto forma di creme, pomate e spray da applicare direttamente sulle parti dolenti.

Altre terapie?

Oltre alle terapie farmacologiche ed infiltrative, i pazienti affetti da artrosi possono ricorrere a vari modi non farmacologici di alleviare il dolore. Ecco alcuni esempi:

  • caldo o freddo (o una combinazione) possono essere utili nel dolore articolare. Il caldo può essere applicato con vari accorgimenti (tovaglioli caldi, impacchi caldi, bagni o docce caldi); agisce aumentando il flusso sanguigno e riducendo dolore e rigidità. In alcuni casi, impacchi freddi (ghiaccio o verdure surgelate, avvolti in un tovagliolo), che riducono l’infiammazione, possono alleviare il dolore o attenuare la sensibilità di un’area gonfia. Farsi consigliare dal medico o dal fisioterapista su quale dei due, caldo o freddo, è indicato nel proprio caso;
  • Tens (dall’inglese Transcutaneous electrical nerve stimulation, ossia elettrostimolazione nervosa transcutanea): questa tecnica utilizza un piccolo dispositivo elettronico per inviare lievi stimoli elettrici alle terminazioni nervose poste sotto la pelle dell’area sofferente. La Tens può ridurre parte del dolore articolare. Sembra funzionare bloccando la trasmissione del dolore al cervello e modificandone la percezione;
  • massaggi: utilizzati per alleviare il dolore, possono aumentare il flusso ematico e portare calore alla parte dolente;
  • agopuntura: quando la medicina convenzionale non riesce a rendere accettabile il dolore, il paziente è maggiormente disposto a tentare terapie complementari e alternative per trattare l’osteoartrite. Alcuni soggetti riferiscono miglioramenti con l’agopuntura, una pratica in cui sottili aghi vengono inseriti da un tecnico esperto (in Italia, un medico con appositi percorsi specialistici) in punti particolari della pelle. La comunità scientifica ritiene che gli aghi stimolino il rilascio di sostanze chimiche analgesiche naturali prodotte dal sistema nervoso.

Artrosi in fase cronica: in cosa consiste il trattamento?

Nella fase cronica dell’artrosi, possono essere utilizzate tutte le terapie già descritte. Inoltre, può essere utilizzata la somministrazione di farmaci direttamente nell’articolazione interessata, ovvero la terapia infiltrativa, che si basa sull’utilizzo di diversi farmaci:

  • cortisonici: come già detto, sono ormoni normalmente prodotti dall’organismo e che possiamo utilizzare sia nella loro forma naturale che come molecole sintetiche. A livello articolare per via infiltrativa, spesso, si utilizzano come preparati “deposito” ovvero come composti che si sciolgono lentamente liberando gradualmente il farmaco e rimanendo perciò efficaci a lungo;
  • insieme o alternativamente ai cortisonici possono essere iniettati a livello articolare anche farmaci sintetici o semisintetici sostituti dell’acido ialuronico. La terapia con queste molecole, definita viscosupplementazione, si basa sul concetto che i sostituti dell’acido ialuronico vadano a rimpiazzare il normale acido ialuroico componente dell’articolazione intervenendo nei processi di lubrificazione e nutrizione della cartilagine. Secondo il prodotto prescritto, la somministrazione può richiedere una serie di tre o quattro iniezioni;
  • ossigeno-ozono: è un gas formato da una molecola formata da tre atomi di ossigeno, invece, che da due come al solito. Questo gas, attraverso un’azione complessa che comprende l’inattivazione di radicali liberi nei tessuti infiammati, riesce a ridurre l’infiammazione a livello delle articolazioni in cui viene iniettato;
  • negli ultimi anni, sempre allo scopo di proteggere la cartilagine articolare e favorirne la guarigione, si sta diffondendo l’utilizzo del PRP (Platelet Rich Plasma – Plasma ricco di Piastrine), costituito da un derivato del sangue umano preparato con un prelievo di sangue dello stesso paziente e che viene poi centrifugato per ottenerne una frazione (appunto il PRP) che ha proprietà antiinfiammatorie e rigenerative. L’estratto così ottenuto viene poi iniettato all’interno della articolazione.

Qualunque sia il farmaco utilizzato è importante che le infiltrazioni articolari vengano eseguite con la massima sterilità (per evitare complicanze infettive). Oggigiorno, le tecniche infiltrative che utilizzano la guida ecografica sono quelle che danno garanzia di migliore precisione e sicurezza.

Artrosi: in quali casi bisogna ricorrere alla chirurgia?

L’indicazione del chirurgo sull’opportunità di procedere all’intervento si basa sulla storia clinica, sull’esame fisico, sulla valutazione delle immagini strumentali, sulle aspettative e richieste del singolo paziente.

Di regola, il danno articolare dovuto a questa malattia è progressivo e comporta col tempo una sempre più grave limitazione funzionale e un aumento del dolore. È utile, nelle fasi iniziali della malattia, impostare trattamenti rieducativi e posturali, programmi riabilitativi, cure fisiche, terapie farmacologiche e infiltrazioni intrarticolari. Al momento, la possibilità di ricorrere all’utilizzo delle biotecnologie per il rimodellamento delle superfici articolari è ancora remota ed oltre un certo grado di danno l’unica soluzione valida attuale è rappresentata dalla sostituzione protesica della articolazione dove possibile.

La funzione dell’articolazione può essere ripristinata in maniera soddisfacente solo intervenendo in tempi appropriati: aspettare troppo può comportare un intervento con rischi maggiori o talvolta la necessità di ricorrere a soluzioni chirurgiche tecnicamente più complesse e meno valide dal punto di vista funzionale. Inoltre va previsto un periodo di riabilitazione più difficoltoso, lungo e impegnativo, spesso con un risultato finale inferiore alle attese.

Artrite e artrosi: quali sono le differenze?

Artrite e artrosi sono due patologie con diversi punti in comune, ma sostanzialmente differenti; entrambe fanno parte delle cosiddette malattie reumatiche, interessano le articolazioni e condividono molti sintomi (dolore e rigidità su tutti).

È quindi spontaneo, anche alla luce del nome simile, fare spesso confusione e utilizzare indifferentemente un termine o l’altro, quando in realtà si tratta di condizioni profondamente diverse. L’artrite è, infatti, una malattia infiammatoria, spesso con origine autoimmune (causata cioè da un’errata attivazione del sistema immunitario verso le articolazioni) e può comparire a qualsiasi età, mentre l‘artrosi, al contrario, è una malattia degenerativa risultato di un’alterazione cronica delle articolazioni tipica dell’età avanzata, che ha in sé una componente infiammatoria che però è conseguente alla degenerazione e non è la causa iniziale come nell’artrite.

Quali sono i diritti di chi soffre di artrosi?

Dopo aver analizzato l’artrosi nell’intervista al dr. Marco La Grua, ora ti illustrerò quali sono i diritti di chi soffre di artrosi.

Il paziente che soffre delle forme più gravi di artrosi, come l’artrosi polidistrettuale o la spondiloartrosi, può ottenere alcune agevolazioni come il riconoscimento dell’invalidità civile. Per scoprire quando e come è possibile ottenere l’invalidità per artrosi, leggi il mio articolo Artrosi: cause, prevenzione e cura.

Chi soffre di artrosi ha diritto all’indennità di accompagnamento. Gli invalidi civili totali (invalidità del 100%), per legge [1], quando sono impossibilitati a camminare autonomamente o non sono capaci di compiere da soli i più semplici atti di vita quotidiana, possono ottenere questo beneficio di natura puramente economica.

Inoltre, secondo la legge [2], al malato può essere riconosciuto lo stato di handicap. I vantaggi concessi dallo Stato sono numerosi: il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina; l’impossibilità al trasferimento senza il proprio consenso; il diritto a godere di tre giorni di permesso mensile; il diritto al congedo straordinario retribuito per un periodo massimo di due anni; l’Iva agevolata; le detrazioni fiscali. Il riconoscimento dello stato di handicap fornisce un aiuto finalizzato a favorire l’inclusione del malato all’interno della società e ad eliminare tutte le possibili barriere per consentirgli di condurre una vita più serena e meno difficoltosa.

note

[1] L. n. 18/1980.

[2] L. n. 104/1992.

Autore immagine: 123rf com.


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