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Addio bollo auto, ma arriva una tassa peggiore

5 Novembre 2019 | Autore:
Addio bollo auto, ma arriva una tassa peggiore

Prima l’Europa, poi il Governo Conte I hanno deciso di cambiare: paga di più chi guida di più. Ma così si colpisce chi guadagna di meno. Ecco perché.

Se ti dicessi che potrai dire addio al bollo auto? Sicuramente correresti a stappare una bottiglia per festeggiare. Non correre troppo, perché c’è poco da stare allegri. Al posto dell’attuale bollo auto così come lo conosci, infatti, arriva una tassa peggiore. Al punto che rimpiangerai quella che già paghi adesso. Soprattutto se sei quel che si suol dire un «povero Cristo», cioè se hai uno stipendio modesto e devi usare la macchina ogni giorno per andare a guadagnarti la pagnotta. La favola del «chi più ha, più paga di tasse» si rivela per quanto riguarda il bollo auto una colossale balla. La «balla del bollo», se proprio vogliamo provare ad accennare un sorriso con un gioco di parole.

Viene in mente quel povero invalido costretto sulla sedia a rotelle che era andato a Lourdes per chiedere un miracolo alla Madonna. Purtroppo, però, mentre si trovava su una strada in discesa, al suo accompagnatore sfuggì di mano la carrozzina e l’invalido, scendendo a tutta velocità senza riuscire a fermarsi, urlava: «Madonnina, lascia che resti così come sono». Ecco, diranno proprio questo gli automobilisti che volevano a tutti costi dire addio al bollo auto senza sapere che arriva una tassa peggiore. Basata non su quanto è potente (e quindi costosa) una macchina ma su quanto inquina e su quanti chilometri fa. Cioè, non so se ci si rende conto: chi ha una Ferrari parcheggiata in garage pagherà una cifra irrisoria, mentre chi usa la Fiat Punto ogni giorno per recarsi al lavoro e fare il suo mestiere di operaio dovrà fare i salti mortali il mese che dovrà pagare il bollo auto. È normale? Certo che non lo è. Ma vai a spiegarlo alla commissione Trasporti del Parlamento europeo, che ha dato il via libera a questa «geniale» idea. E dillo pure al Governo italiano (al Conte I, cioè quello gialloverde M5S-Lega), che ha firmato un protocollo in questa direzione. Vediamo in che cosa consiste la mossa.

Addio al bollo auto: la tassa europea

Qualcuno si è svegliato una mattina e ha detto: «Quale danno posso fare oggi alla collettività?» E, probabilmente sotto la doccia, ha partorito questa perversa idea: facciamo dire addio al bollo auto agli automobilisti e mettiamo al suo posto una nuova tassa nel nome dell’ambiente e dell’ecologia. «Il mondo, a partire dai ghiacciai, mi ringrazierà», avrà pensato soddisfatto.

Il concetto di chi ha pensato a questa idea, approvata dalla commissione Trasporti del Parlamento Ue ed in attesa del via libera definitivo del Consiglio europeo, è il seguente: chi più guida, più deve pagare di bollo. Ha una sua logica, no? Apparentemente può sembrare che sia così. Ma a pensarci bene, ci si rende conto che la nuova tassa è peggiore di quella attuale. Il perché, lo scopriremo tra poco.

La proposta approvata dalla commissione parlamentare parte dal presupposto di introdurre un’unica tassa automobilistica per tutti gli Stati membri dell’Unione. È quello che si potrebbe chiamare un bollo auto europeo. Che avrà una caratteristica un comune per tutti i Paesi, cioè quella a cui abbiamo appena accennato: più si guida e più si paga. Perché in teoria, più chilometri percorri con la tua auto e più inquini l’aria.

Addio al bollo: il protocollo di Torino

L’Europa ha dato il «la» ed il Governo Conte I si è accordato su quella nota. Il precedente Esecutivo, quello gialloverde, ha sottoscritto a Torino il cosiddetto «protocollo Aria pulita». A metterci la firma, oltre al premier, gli allora ministri di Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Politiche agricole e Salute, oltre ai rappresentanti di Regioni e Province autonome.

Tutti d’accordo nel dire addio al bollo auto così com’è e di modificarlo in base alle emissioni. Una sorta di «ecotassa», insomma. In questo modo, si dava una risposta all’Europa dopo che l’Italia era stata doppiamente «bastonata» da Bruxelles con due procedure di infrazione per il mancato rispetto sulle emissioni inquinanti. E, allo stesso tempo, si cavavano più soldi dai portafogli degli italiani per coprire il debito pubblico. L’impressione, però, è che il Governo (come l’Europa) abbia deciso di frugare nelle tasche sbagliate, cioè in quelle dove ogni tanto trovare un paio di euro è già un miracolo.

Addio al bollo: a quale prezzo?

Due le conseguenze immediate di questa nuova tassa. La prima, che si può dire addio al bollo auto così come oggi lo conosciamo, cioè ad una tassa basata sulla potenza di un veicolo misurata in kW e alla classe di inquinamento (Euro 1, Euro 2, Euto 4, ecc.). La seconda conseguenza sarà la necessità di installare una scatola nera in grado di misurare il chilometraggio effettuato da un’auto. Altrimenti, come si fa a stabilire se uso la macchina solo per andare a fare la spesa una volta alla settimana o tutti i giorni per fare i miei 100 chilometri tra andata e ritorno dal lavoro?

Ma ci sono altre conseguenze dell’addio al bollo per la nuova tassa: quelle più pesanti, quelle che toccano il portafoglio del ceto medio-basso. E lì son dolori.

Come abbiamo detto, infatti, la nuova tassa automobilistica sarà più costosa per chi inquina di più perché fa più chilometri. Facile intuire che a pagare di più sarà chi non può usare i mezzi pubblici per andare al lavoro perché il bus e il treno non coprono la tratta o perché non garantiscono la puntualità necessaria ogni giorno e, così, deve utilizzare la propria macchina. Ma anche chi ogni giorno deve portare i figli a scuola, chi muove la macchina spesso per fare delle commissioni per la famiglia, ecc. Non importa che si tratti di una famiglia umile da un punto di vista economico o ricca sfondata.

Ci perde anche chi non guadagna uno stipendio sufficientemente alto per cambiare l’auto con una che inquini di meno, ad esempio un’auto elettrica che possa beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge.

Senza dimenticare il discorso della scatola nera per verificare i chilometri percorsi: sarà integrata nelle nuove auto? Occorrerà comprarla per quelle attuali? Quanto costerà acquistarla e farla montare?

In poche parole: il nuovo bollo auto premia chi guadagna di più e penalizza i redditi più bassi. Fa contento chi tiene potentissime e costosissime auto di lusso in garage e spreme chi va avanti e indietro dal lavoro, dalla scuola o dalla piscina dei figli oppure dal discount con l’utilitaria. L’unica che si possiede in famiglia perché lo stipendio e il mutuo non consentono di mettersi in ballo con altre spese. L’esatto contrario di quello che abbiamo sentito spesso da chi presenta le varie manovre economiche. Ci avevano promesso altro.

Tutto questo da quando? Dovrai dire addio al bollo auto nel 2023 se hai un mezzo pesante o un furgone di oltre 2,4 tonnellate. Se, invece, hai un altro mezzo, l’entrata in vigore della nuova tassa automobilistica è prevista per il 2026. Conviene cominciare a risparmiare.

note

Autore immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. Esiste ancora qualcuno che non si sia accorto di quanto ci stia penalizzando far parte dell’Europa. EUREXIT SENZA RIMPIANTI.

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