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Lo sai che? Se il dominus indica la Pec è nulla la comunicazione in cancelleria al domiciliatario che ne è privo

Lo sai che? Pubblicato il 11 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 luglio 2013

L’introduzione della posta certificata ha reso obsolete le norme che richiedevano la notifica in cancelleria in mancanza di elezione di domicilio: sufficiente, quindi, che il procuratore costituito indichi solo la propria Pec.

Se il procuratore costituito esercita fuori dal Tribunale di competenza e ha indicato, negli atti di causa, il proprio indirizzo Pec, ha diritto a ricevere tramite posta certificata tutte le comunicazioni, comprese quelle di cancelleria relative alle ordinanze pronunciate fuori udienza. E ciò anche se il domiciliatario non ha un indirizzo Pec o non lo ha indicato nell’atto. Pertanto, la comunicazione effettuata a quest’ultimo in cancelleria è nulla.

La presenza nell’atto processuale della sola Pec del procuratore, anche se non c’è quella del domiciliatario, è di per sé sufficiente a obbligare l’inoltro di tutte le comunicazioni al dominus, con divieto di effettuare il deposito in cancelleria.

È quanto ritiene il tribunale di Milano, chiamato a interpretare le recenti modifiche al codice di procedura civile a seguito dell’introduzione della posta elettronica certificata [1]. Applicando tale principio, il giudice istruttore ha revocato un’ordinanza, depositata in cancelleria, che dichiarava la parte decaduta dalle prove ammesse e ha rimesso la parte attrice nei termini.

Nell’attuale sistema – si legge nell’ordinanza del Tribunale meneghino – diviene centrale la comunicazione al procuratore costituito o al suo domiciliatario all’indirizzo di posta elettronica certificata comunicata al proprio ordine. Per cui, se il secondo ne è sprovvisto, la notifica andrà effettuata necessariamente all’indirizzo Pec del primo: l’eventuale deposito in cancelleria rende viziata la notifica.

Nell’atto processuale l’indicazione della posta certificata del solo dominus rende inutile quella del domiciliatario.

note

[1] In particolare, secondo il Tribunale di Milano, è superato l’art. 82 del R.D. 37/1934 che stabiliva: “I procuratori, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del Tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso. In mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria”.


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