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Ingiunzione di pagamento multe stradali

5 Novembre 2019
Ingiunzione di pagamento multe stradali

Contravvenzioni e sanzioni amministrative: il recupero del credito da parte del Comune e il pignoramento. 

Hai commesso un’infrazione al Codice della strada. Hai ricevuto a casa il verbale della polizia con la consueta raccomandata. Non hai fatto però ricorso; sono, infatti, passati i 30 giorni per la contestazione al giudice di pace e i successivi 30 per quella al prefetto. La multa è così divenuta definitiva. 

Ne avevi quasi dimenticato l’esistenza finché non ti è arrivata l’ingiunzione di pagamento da parte del Comune. Di cosa si tratta e quali sono le conseguenze se ora non verserai la somma che ti viene richiesta? 

Hai provato a fare qualche ricerca su internet digitando le parole: ingiunzione di pagamento multe stradali. Ed eccoti qui. 

Bene, se hai bisogno di qualche chiarimento di carattere pratico sei approdato nel posto giusto. Nelle successive righe, ti spiegheremo cos’è un’ingiunzione fiscale, meglio nota come «ingiunzione di pagamento multe stradali», che valore ha quest’atto e cosa puoi fare per opporti. Ma procediamo con ordine.

Cos’è l’ingiunzione di pagamento del Comune?

L’ingiunzione fiscale, o ingiunzione di pagamento, consiste nell’ordine, emesso dal competente ufficio del Comune, di pagare entro trenta giorni, sotto pena di pignoramento, la somma dovuta. 

Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 contiene una serie di norme che riformano il sistema di riscossione degli enti locali. Tra le varie novità, viene rispolverata l’ingiunzione fiscale, più nota con il termine di ingiunzione di pagamento multe stradali. Si tratta di uno strumento alternativo alla cartella esattoriale, volto a recuperare gli importi non corrisposti dai debitori con il primo avviso di pagamento (in questo caso, la notifica della multa). 

L’ingiunzione fiscale, quindi, è l’ultimo atto del procedimento amministrativo di accertamento del debito ed anticipa, nel contempo, la successiva riscossione forzata (il pignoramento o il fermo auto). 

In verità, la normativa sull’ingiunzione fiscale risale a un Regio Decreto del lontano 1910 [1] a cui si sono integrate, nel tempo, le disposizioni sulle autonomie degli enti locali. 

A che serve l’ingiunzione di pagamento multe stradali?

Il Comune può riscuotere le somme che gli sono dovute in due modi: 

  • delegando un agente per la riscossione (sia esso Agenzia Entrate Riscossione o una società privata di riscossione), il quale emetterà la cartella esattoriale e, successivamente, avvierà l’esecuzione forzata;
  • avviando da sé la prima parte della riscossione, tramite la notifica dell’ingiunzione fiscale, che di fatto sostituisce la cartella di pagamento, per poi delegare l’ultima fase della riscossione all’esattore. 

Come funziona l’ingiunzione di pagamento multe stradali?

L’ingiunzione di pagamento del Comune non è altro che un titolo esecutivo, un atto cioè che consente di avviare il pignoramento o le misure cautelari (fermo amministrativo dell’auto). Dopo la sua notifica, non riceverai ulteriori avvisi prima della concreta riscossione. Devi, quindi, prendere molto seriamente tale atto se non vuoi vederti bloccare l’auto, lo stipendio, la pensione o il conto in banca.

Con l’ingiunzione fiscale, il Comune addebita al debitore un aggio di riscossione dal 3 al 6%.

Se l’ingiunzione è pagata entro 60 giorni, è dovuto l’aggio del 3%, con un massimo di 300 euro; dopo tale data, l’aggio diventa del 6%, con un massimo di 600 euro. È, inoltre, disposto l’addebito delle ulteriori spese di notifica e di formazione degli atti cautelari ed esecutivi.

Secondo la Cassazione [2], anche la società concessionaria della riscossione dei tributi del Comune è legittimata a utilizzare lo strumento di riscossione coattiva, tramite l’ingiunzione di pagamento, per le entrate relative alle infrazioni al Codice della strada. 

Entro quanto tempo fare ricorso contro le ingiunzioni di pagamento del Comune?

Entro trenta giorni dalla notificazione dell’ingiunzione, il debitore può fare ricorso o opposizione contro di questa davanti al giudice di pace, il quale ha la possibilità di sospenderne l’esecutività, bloccando così qualsiasi eventuale successivo pignoramento. 

Trascorso inutilmente il termine di trenta giorni, l’ente creditore procede, per mezzo di un ufficiale giudiziario, al pignoramento dei beni del debitore.

Come opporsi all’ingiunzione di pagamento multe stradali?

L’ingiunzione di pagamento deve contenere degli elementi essenziali per la sua validità: gli estremi identificativi del verbale di multa, gli importi addebitati con specificazione del titolo, le avvertenze al contribuente per l’eventuale esercizio del diritto di difesa, l’indicazione del responsabile del procedimento e la firma con indicazione a stampa del nominativo (ammessa, in luogo della firma autografa, per alcuni atti amministrativi e fiscali).

Un’interessante sentenza del giudice di pace di Taranto [3] ha individuato 4 motivi per fare ricorso contro le ingiunzioni di pagamento per multe stradali. 

Il primo di questi è l’omessa indicazione del dettaglio dell’iscrizione a ruolo. Difatti, per tutte le riscossioni successive al 1° gennaio 2013 e che abbiano ad oggetto debiti non superiori a 1.000 euro, la notifica dell’ingiunzione, deve essere preceduta – almeno 120 giorni prima – dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo.

Se il Comune invia l’ingiunzione di pagamento senza aver prima comunicato il dettaglio della posizione debitoria, l’ingiunzione è nulla. Tale dettaglio non può essere notificato, in un unico atto, con l’ingiunzione in questione, ma deve necessariamente precederla. Le amministrazioni rispettano raramente questa norma, a volte ignorandone l’esistenza.

Il secondo motivo di nullità attiene alla decadenza. L’ingiunzione, infatti, va notificata «entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo». Se il Comune non rispetta questa data ultima, decade dal diritto di procedere alla riscossione delle somme.

Spesso, poi, con l’ingiunzione viene applicata una maggiorazione del 10% a titolo di interessi, applicata per ogni sei mesi di ritardo nel pagamento. Anche tale comportamento è illegittimo perché consentito solo per la riscossione con i mezzi ordinari. 

L’ultimo motivo di nullità dell’ingiunzione fiscale riguarda l’insufficiente motivazione: ciò succede quando il verbale posto alla base dell’emissione della stessa ingiunzione non risulta allegato, ma solo richiamato.

La legge [4], infatti, stabilisce che: “Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest’ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l’atto cui essa si richiama.”

Ingiunzione di pagamento e procedimento di opposizione

Il giudice di pace di Milano [5] ha stabilito che «In tema di opposizione avverso ordinanza ingiunzione, la procedura ai sensi del RD 693/10, alternativa a quella ordinaria di iscrizione in ruoli esattoriali è stata formalmente consentita anche per le sanzioni irrogate per violazione del Codice della strada dal combinato disposto degli artt. 52 comma 5 lett. B) D.Lgs. n. 446/1997, art. 1 comma 477 L. n. 266/2005 e art. 36 comma 2 lett. al D.L. n. 248/2007. La riscossione coattiva dei tributi e di tutte le altre entrate degli enti locali può essere effettuata, tra l’altro, con la procedura dell’ingiunzione di cui al R.D. n. 639/1910, ove il procedimento di coazione inizia con la ingiunzione a norma dell’art. 2. In tale ultima ipotesi, l’atto prodromico deve essersi costituito ovvero deve essere divenuto impositivo per la determinazione della riscossione coatta proprio per il principio di formazione progressiva della procedura e per la correttezza del procedimento sanzionatorio».


note

[1] Regio decreto 14 aprile 1910, n. 639

[2] Cass. sent. n. 5150/2019.

[3] GdP Taranto, sent. n. 1078/2016 del 30.03.2016.

[4] Art. 3 co. 3, D.L.Vo n. 241/1990 sulla “ Motivazione del provvedimento”, quale rubrica aggiunta dall’art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

[5] GdP Milano, sent. n. 3508/17 del 2.04.2017.

Autore immagine https://it.depositphotos.com segnaletica stradale


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1 Commento

  1. Vale anche per le Ordinanze di Ingiunzione rilasciate da Atm Milano in seguito al mancato pagamento di un verbale per mancanza di biglietto su tram?

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